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Hop, parlano Luca Argentero, Francesco Facchinetti e James Marsden

Di Gabriele Niola

Hop Luca Argentero Francesco Facchinetti foto doppiaggio italiano 1Siete nostalgici del Natale e dei suoi film sul lavoro che si cela dietro i doni sotto l’albero? Tranquilli, Pasqua è vicina e arriva Hop! Il nuovo lungometraggio animato del team responsabile di Cattivissimo Me racconta del coniglietto pasquale, dell’industria diretta da pulcini e conigli (che come nella fabbrica di Willy Wonka produce uova di cioccolato e caramelle) e del complesso sistema di distribuzione dietro alla Pasqua all’americana (non quella dell’abbacchio al forno, quella delle uova dipinte). Succede però che proprio quando è il momento per il coniglietto di lasciare il lavoro a suo figlio, questi scappa ad Hollywood per inseguire la propria passione, una carriera da batterista. Nel farlo incontra Fred, un umano anch’esso con qualche difficoltà nel trovare lavoro.

L’umano è interpretato da James Marsden, che nonostante i 38 anni può ancora interpretare un ragazzo, ed è doppiato da Luca Argentero. Mentre il coniglio ha la voce di Francesco Facchinetti.
Incontrati a Roma tutti e tre sono sembrati abbastanza esaltati dall’esperienza. Per Marsden è un ritorno al cinema per l’infanzia dopo Come D’Incanto, per Facchinetti e Argentero un ritorno al doppiaggio rispettivamente dopo Robots e Beverly Hills Chihuahua.

Certo il film si basa su una parabola ben strana per il cinema per l’infanzia. Il protagonista coniglietto, ha la passione per la musica, vuole fare il batterista ed è molto bravo in questo, lo riconoscono tutti, addirittura arriva ad un passo dallo sfondare, però poi capitola e decide di tornare sui suoi passi, sul motivo per il quale era scappato, cioè fare quello che il padre aveva sempre previsto per lui: il coniglio pasquale.
Così quando Marsden parla di un film che invita a “inseguire i propri sogni” è impossibile non chiedergli conto di questa particolarità:
I temi del film sono molto adulti, come accade in gran parte dei cartoni moderni e quindi non sono rivolti solo ai bambini, c’è un livello di sofisticazione nella storia, in grado di colpire anche i genitori che li accompagnano. Se alla fine il coniglio finisce per rinunciare alla batteria poi però nei titoli di coda lo vediamo suonare. La cosa fa capire come abbia continuato la carriera di batterista, cercando di avere il meglio dai due mondi”.

E il meglio dai due mondi cerca di averlo anche Luca Argentero che alla carriera di attore affianca quella di doppiatore: “Si però non l’avevo chiesto io, mi hanno chiamato! Sono felicissimo del lavoro fatto ma avendo già doppiato un umano se avessi potuto scegliere stavolta avrei preferito dare la voce ad un personaggio animato. Mia moglie fa la doppiatrice e mi dice sempre come esista una lieve sofferenza nel doppiare personaggi umani, perchè bisogna rispettare il lavoro che ha fatto quell’attore mentre nel doppiare un personaggio disegnato puoi sbracare!”.

Alla seconda volta nello studio di doppiaggio era anche Francesco Facchinetti, che stavolta si sbraca come piacerebbe alla moglie di Argentero: “Al secondo film da doppiatore ho intrapreso l’avventura in maniera più tranquilla della volta precedente e non ci ho messo anni a fare ogni anello! Ho potuto anche contribuire ad inserire modi di dire prettamente giovanili facendomi aiutare da mio nipote di 9 anni“. In che senso hai lavorato all’adattamento? “Io e la direttrice di doppiaggio Fiamma Izzo abbiamo lavorato all’adattamento del linguaggio, abbiamo lavorato per renderlo un coniglio italiano, aggiungendo dei modi di dire italiani che non centrano nulla con quelli americani“.

Tra serie tv, drammi e cartoni diversifica molto anche James Marsden: “In realtà per molto tempo la mia carriera diversificata è stata una coincidenza, poi ho cominciato a cercare di mantenerla tale. Mi piace essere sfidato da nuovi ruoli e generi. Quando sento che sto andando verso la recitazione comica sento il bisogno di esprimermi in generi diversi. Ad ogni modo alla fine non scelgo il lavoro differenziando tra mezzi. Film o serie tv mi interessa poco, preferisco concentrarmi sulla qualità e sulla bontà del progetto. E c’e tantissima qualità nei lavori per la tv“.

Il coniglio protagonista del film, scappando da casa va ad Hollywood definendola: “La terra dove i sogni si avverano”, è ancora così? “Hollywood è la terra dei sogni storicamente” dice James Marsdenalmeno per l’America, ma poi dipende davvero come la vedi. Se vuoi che i tuoi sogni si realizzino è lì che devi andare almeno è stato così per me, lì le passioni della mia vita hanno trovato realizzazione“.
E in Italia? Luca Argentero ha le idee molto chiare: “Sono contento di questa fase molto positiva del cinema italiano, non solo per le commedie ma proprio per le nuove generazioni che stanno lavorando. Ci sono molti prodotti che non solo incassano ma che sono dei bei film se non almeno gradevoli e piacciono pure al pubblico. Mi sembra un leit motiv ricorrente questo della crisi del cinema che però viene poi smentito dai fatti. Il cinema dimostra una forza, una libertà e un’energia che ci sarà sempre e spero che questi risultati aiutino a liberarsi da una concezione obsoleta, quella dell’assistenzialismo. Il cinema ce la può fare da solo, certo servirebbero degli sforzi su cose particolari come tax credit e tax shelter. Tutti guardano al cinema americano come industria che funziona ma applicando qualche strumento, che non ha a che vedere con il fondo pubblico, si potrebbe fare la medesima cosa qui. Si tratta di norme che non sono uno svantaggio per lo stato ma creano un beneficio del 300% superiore all’investimento iniziale“.

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