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Pezzi di cinema: Venerdì 13 (1980)

Di Marco Triolo

E torniamo ancora una volta ai film horror che hanno segnato gli anni Ottanta: stavolta parliamo di un super-classicone, Venerdì 13 di Sean S. Cunningham. Un caso assai raro di primo capitolo di una fortunatissima e longeva saga in cui manca il mostro principale. Jason Voorhees verrà infatti introdotto solamente nel secondo episodio, L’assassino ti siede accanto, mentre qui a far fuori gli arrapati e un po’ imbecilli teenagers che affollano Camp Crystal Lake (tra cui un giovanissimo Kevin Bacon) ci pensa la mamma di Jason. La signora Voorhees è un po’ incacchiata perché il suo ragazzo è annegato anni prima, nell’indifferenza di due responsabili impegnati a fare sesso. Ecco dunque che la donna decide di calare l’ascia su tutti gli adolescenti scopaioli che ogni estate affliggono il campo con le loro voglie peccaminose.

Insomma, un film mosso da una trama basilare, a sua volta costruita su istinti basilari: sesso, violenza, sesso, violenza. Non c’è molto altro, ma il genuino spirito goliardico-trash che pervade il film ne ha fatto un cult. Certo, siamo ben lontani dal raffinato slasher di Halloween e John Carpenter, ma Venerdì 13 non ha altre pretese a parte quella di intrattenere un pubblico ben contento di sgranocchiare “poppi-conni” e farsi due risate e quattro urli in compagnia.

Ricorda lo sceneggiatore Victor Miller: “Ho preso la maternità e l’ho compretamente stravolta, e credo sia stata una scelta divertente. Mrs. Voorhees era la madre che avevo sempre voluto – avrebbe ucciso per i suoi ragazzi“. Miller fu scontento dell’idea di usare Jason come killer nei seguiti: “Jason era morto dall’inizio. Era una vittima, non un cattivo“. La trovata, totalmente assurda e quasi surreale, della resurrezione di Jason alla fine del film fu pensata dal leggendario truccatore Tom Savini. “Il cliffhanger finale nacque dal fatto che avevo appena visto Carrie. Pensammo di avere bisogno di un ultimo ‘salto sulla sedia’ come in quel film, e io dissi, ‘facciamo entrare in scena Jason’“. Insomma, Savini è responsabile di uno dei più interminabili franchise della storia del cinema!!

Qui sotto, il mitico trailer con il body-count.


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