L'annuncio si chiuderà tra pochi secondi
CHIUDI 
L'annuncio si chiuderà tra pochi secondi
CHIUDI 

Censura e Oscar: è davvero un problema?

Di Leotruman

Circa una settimana fa è stato pubblicato sul Corriere della Sera un pezzo intitolato “La Censura colpisce Hollywood: non solo eros, puniti i film da Oscar” in cui parlava di come il rating assegnato dalla MPAA (la Motion Picture Association of America) alle pellicole che quest’anno sono candidate ai più importanti premi dell’anno fosse eccessivamente severo, col grande rischio di perdere spettatori e consensi.

Questo l’inizio dell’articolo:

” Ancora prima degli incassi è in grado di determinare il successo di un film. Ne può ridimensionare in partenza il numero degli spettatori, vietando la visione a chi ha meno di 14 o 17 anni, oppure imponendo che questa consistente fetta di pubblico venga accompagnata da adulti. Terrore di cineasti e attori, la censura negli Stati Uniti fa ancora più paura da quando le sue forbici, sempre più affilate, non hanno avuto pietà nemmeno di titoli molto popolari, alcuni in corsa ai Golden Globes, e di attori di successo.”

Ma le cose stanno veramente così? Gli Studios sono terrorizzati dalla censura?

Prendiamo l’articolo come spunto per un approfondimento ed esaminiamo la cosa per punti in modo da fare chiarezza su un argomento che spesso nel nostro paese non viene capito, e per questo travisato.

La MPAA innanzitutto è un’associazione formata proprio per difendere gli interessi degli Studios, e i suoi membri sono proprio le sette case di produzioni più importanti: Walt Disney, Paramount, Warner Bros, Sony, Universal, 20th Century Fox e MGM.

E’ la MPAA che ha prodotto il noto sistema MPAA film rating system (detto anche CARA), che assegna un codice ad ogni pellicola in uscita e viene assegnato sulla base dei temi trattati dal film, del suo linguaggio, del suo livello di violenza e di sessualità e dell’uso di droghe.

  • G (general audiences): il film può essere visto da tutti, perché non contiene alcun elemento che possa danneggiare i genitori nel far vedere la pellicola ai loro figli.
  • PG (parents cautioned suggested): si consiglia la visione ai minori di 10 anni accompagnata da un genitore o da un adulto, perché il film potrebbe contenere del materiale che potrebbe essere non adatto a bambini troppo piccoli.
  • PG-13 (parents strongly cautioned): vietata la visione ai minori di 13 anni se non accompagnati da un adulto o da un genitore, in quanto contenente materiale che può essere non appropriato per dei pre-adolescenti.
  • R (restricted): vietata la visione ai minori di 17 anni se non accompagnati da un adulto o da un genitore, visto che la pellicola contiene del materiale adatto agli adulti. I genitori è consigliato informarsi ulteriormente prima di decidere di portare i loro figli anche se generalmente non è appropriato che portino dei bambini a vedere dei film R-rated.
  • NC-17: è consentita la visione solo ai maggiori 17 anni in quanto la pellicola contiene materiale esclusivamente per un pubblico adulto.

Io personalmente preferisco questo sistema di rating rispetto al nostro (per tutti, VM 14, VM18), visto in Italia che il numero di pellicole che viene vietata ai minori di 14 è in ogni caso bassissimo (e quelle vietate ai minori di 18 si contano ogni anno sulle dita di una mano).

Il sistema americano lascia ai genitori o ai tutori di minori la scelta di che cosa far vedere o meno, non vieta praticamente niente. E’ un consiglio, una traccia da seguire, e tutela che i minori possano da soli “incappare” in brutte esperienze.

E’ ovvio che gli adolescenti tramite internet possono riuscire a vedere qualsiasi cosa al giorno d’oggi e il sistema non è perfetto, però sicuramente è una buona base di partenza per cercare di tutelare i minori (e magari evita che dei bambini vadano a vedersi La Passione di Cristo in quanto considerato film per tutti, come successe nel nostro paese, visto che vietarlo ai minori di 14 anni gli sarebbe costato il diritto di essere trasmesso in tv in prima serata).

Lasciando da parte eventuali giudizi o meno sul sistema di rating, la cosa fondamentale da sapere è che quando uno Studio affida un film ad un regista e ai produttori decide già che Rating dovrà avere la pellicola, ma non perché possiede il potere di influenzare la futura decisione della MPAA ma semplicemente perché ci sono delle semplici regole da seguire.

Se si approva una sceneggiatura con più di 3 “Fuck o con scene di nudo si sa già che si produrrà un film R-Rated con un certo tipo di target, mentre per ottenere un PG-13 basta contenere il linguaggio e il livello di realismo della violenza.

La Warner Bros sapeva che Una Notte da Leoni sarebbe stata una commedia R-rated mentre non avrebbe mai permesso che a Il Cavaliere Oscuro non venisse assegnato il PG13.

Il Cavaliere Oscuro Immagini del Film 21

Quindi non è il rating che decide il target di spettatore e il successo economico di una pellicola, ma è il tipo di pellicola stesso che decide a priori a che target di pubblico si vuole rivolgere e che tipo di rating ha intenzione di ottenere.

Raramente gli Studios cadono dalle nuvole per un giudizio troppo eccessivo, e quando questo succede eliminando qualche elemento particolare riescono ad ottenere un nuovo rating più morbido. Questo in effetti fa un po’ sorridere: come dimenticare i famosi teli digitali in Eyes Wide Shut per evitare l’NC17?

Ma questo succede perché il rating NC17 è considerato veramente mortale negli USA, e infatti sono pochissime le pellicole che ogni anno lo ottengono (l’ultima che ricordi di una certa rilevanza è stata Lussuria di Ang Lee, che evidentemente se ne è ben fregato di accettare tagli alla sua pellicola).

Ma veniamo alle pellicole da Oscar e alla scure della “censura”. E’ realmente una punizione per le più belle pellicole dell’anno? C’è stata una particolare concentrazione di cattiveria solamente quest’anno? Si vuole punire qualcuno in particolare?

Assolutamente no!

The Social Network Poster ItaliaLa maggior parte delle pellicole che normalmente concorrono per la categoria di miglior film agli Oscar e ai principali premi trattano temi di una certa rilevanza e maturità e i registi in profumo di statuetta non si mettono a tagliare scene di sesso o a modificare il linguaggio per ottenere un rating diverso perché fondamentalmente puntano più sulla qualità artistica che al rating e al target della pellicola.

Sono pellicole rivolte ad un pubblico adulto che trattano temi adulti, e per questo molto spesso hanno un rating R.

Poi ogni anno ci sono sempre anche grandi kolossal (come del resto anche molti film di animazione )che spiccano per qualità e che ricevono molti riconoscimenti da parte della critica, e le grandi produzione come quelle non vanno mai oltre un PG13.

Vediamo insieme le pellicole che possono essere nominate come miglior film agli Academy Awards di quest’anno, il loro rating e il loro incasso negli USA:

G: Toy Story 3 (415 milioni $)

PG13: The Social Network (94 mil) , Inception (292 mil), Il Grinta (126 mil)

R: Black Swan (73 mil), Il Discorso del Re (44 mil), The Fighter (65 mil), The Town (92 mil), I ragazzi stanno bene (21 mil), Blue Valentine (3 mil)

Notiamo che la maggior parte delle pellicole è R ma il fatto non è di certo un’anomalia.

Lo scorso anno 6 pellicole sulle 10 nominate erano R (compreso il poi vincitore The Hurt Locker), nel 2008, 2007, 2006 e 2005 lo erano addirittura 4 su 5 (compresi i vincitori The Millionaire, Non è un paese per vecchi e The Departed), mentre bisogna tornare al 2004 per avere un unico candidato R nella cinquina.

La vera anomalia sono invece gli incassi decisamente elevati di quest’anno (e non sto parlando dei kolossal o dei cartoon) visto che la media del boxoffice non è mai stata così alta.

Sorprendenti le corse di Black Swan, The Fighter e anche de Il Discorso del Re, che nell’ultimo weekend ha ottenuto la quarta posizione in classifica dopo ben 8 settimane nelle sale per incassi che continuano a crescere.

Il Discorso del Re Poster ItaliaQuesto sembra proprio cozzare con le affermazioni della giornalista, che affermava che la scure della censura tagliava le gambe alle pellicole e non gli permetteva di raggiungere incassi discreti. Si parlava proprio anche de Il Discorso del Re, ingiustamente vietato ai minori per il suo linguaggio spinto e che rischiava di floppare miseramente.

Ma i numeri parlano chiaro

Concludo cercando di focalizzare un punto importante. Non è il rating che fa si che una pellicola possa incassare o meno, ma sono le scelte che fanno a monte gli Studios e i produttori.

La Passione di Cristo non avrebbe incassato ancora di più se fosse stato un PG13, perché sarebbe stato a quel punto un film sicuramente con un taglio diverso (e che avrebbe fatto chiacchierare meno), mentre Il Cavaliere Oscuro ovviamente non avrebbe mai raggiunto i suoi record se fosse stato R, ma essendo un cinecomic per teenager e adulti Nolan non avrebbe mai calcato ulteriormente il pedale della violenza e del realismo fino ad ottenere tale divieto.

Le scelte vengono fatte nel momento della pre-produzione (con qualche correzione in corsa eventualmente) e la temibile e cattivissima scure della censura americana ha solo il compito di verificare se sono stati rispettati i limiti che regista e produttori si sono autoimposti affinché il loro prodotto abbia un certo tipo ti rating e sia rivolto effettivamente a quel target.

Le eccezioni sono poche e servono a confermare questa regola generale.

Voi che ne pensate del sistema di rating americano? Vorreste che il nostro sistema di censure avesse un ventaglio più ampio di divieti? Un divieto vi ha mai condizionato dal vedere un film a cui eravate interessati?

Per tutte le news riguardanti l’83esima edizione degli Academy Awards vi rimando alla nostra pagina speciale sul database (qui il link).


SEGUICI SU TWITCH!

ASCOLTA I NOSTRI PODCAST!

Vi invitiamo a scaricare la nostra APP gratuita di ScreenWeek Blog (per iOS e Android) per non perdervi tutte le news sul mondo del cinema, senza dimenticarvi di seguire il nostro canale YouTube ScreenWeek TV. ScreenWEEK è anche su Facebook, Twitter e Instagram.

LEGGI ANCHE

TNT rinnova la serie Snowpiercer per una quarta stagione 29 Luglio 2021 - 21:30

La star Daveed Diggs ha annunciato il rinnovo dal set della stagione 3, le cui riprese si sono appena concluse

Brooklyn Nine-Nine: il trailer della stagione finale, in USA dal 12 agosto 29 Luglio 2021 - 21:00

"One last ride" per i poliziotti del 99° distretto di Brooklyn, che tornano con gli ultimi dieci episodi della serie

Breaking News a Yuba County, dal 9 agosto su Sky Cinema il film di Tate Taylor 29 Luglio 2021 - 20:30

Dal 9 agosto su Sky Cinema la black-comedy diretta da Tate Taylor Breaking News a Yuba County, con Allison Janney, Mila Kunis, Awkwafina e Regina Hall

Turner e il casinaro contro Fonzie 23 Luglio 2021 - 15:39

Quella volta che Henry Winkler preferì il casinaro, cioè il cane, a Tom Hanks...

Masters of the Universe: Revelation, la recensione 23 Luglio 2021 - 9:14

I Masters of the Universe, i Dominatori dell'Universo, sono tornati. Con una nuova serie animata destinata a spaccare in due la fanbase.

Trainspotting: il film di Danny Boyle, 25 anni dopo 20 Luglio 2021 - 9:27

Cosa ci resta dell'esplosiva black comedy di Danny Boyle, un quarto di secolo dopo.