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10 dicembre 2010 • 10:50 • Scritto da Marco Triolo

ScreenWEEKend: tra presidenti, lotte sindacali e screzi generazionali

Weekend con poche uscite, quello che inizia oggi. Poche uscite ma buone: vedremo infatti I due presidenti e la commedia generazionale Cyrus...
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Cyrus John Reilly Jonah Hill foto dal film 1

Questa settimana le uscite sono veramente ridotte, e si possono contare sulle dita di una mano. Si avvicina il Natale, il regno dei cinepanettoni, e chiaramente la paura di andare a competere con gli acchiappa-ticket di De Laurentiis e compagnia sale. Ma se guardiamo bene, scopriamo che anche questa settimana ci sono cose imperdibili. Diamo un’occhiata insieme…

RCL – Ridotte Capacità Lavorative di Massimiliano Carboni

Pomigliano d’Arco, estate. Il paese è salito agli onori della cronaca nazionale per il referendum interno dei dipendenti Fiat sulle nuove modalità contrattuali relative alla missione produttiva: una troupe capitanata da Paolo Rossi racconta la vicenda, focalizzandosi sui 5100 posti di lavoro messi a rischio. In un weekend con poche uscite, forse c’è qualche speranza per il docu-film tragicomico di Massimiliano Carboni di non passare completamente inosservato. Sarebbe un bene, perché parla di temi scottanti e importantissimi nell’Italia della crisi.

Cyrus di Jay e Mark Duplass

A 7 anni dal divorzio, John scopre che la sua ex moglie si appresta a risposarsi e la notizia lo getta nello sconforto più totale. Ma la sorte sembra essere dalla sua parte quando, a una festa, incontra la bellissima Molly con cui inizia un’appassionante relazione. Molly, però, ha un figlio di 21 anni che si metterà immediatamente tra i due. Arriva nelle nostre sale la commedia che affianca ai veterani John C. Reilly e Marisa Tomei uno dei giovani più promettenti del cinema americano brillante, Jonah Hill. Uno scontro generazionale con esiti esilaranti ma che non mancherà di far riflettere. Qui le recensioni.

I due presidenti di Richard Loncraine

L’espressione ‘rapporto speciale’ venne coniata dal primo ministro Winston Churchill, per indicare le relazioni politiche, diplomatiche, culturali e storiche che legano la Gran Bretagna e gli USA. Definizione che calza a pennello anche alla particolare e a volte turbolenta relazione politica tra il neo-eletto primo ministro britannico Tony Blair e il presidente degli Stati Uniti Bill Clinton. Tralasciando l’evidente errore dei titolisti italiani (Blair non è un “presidente”, a meno che non lo si intenda nel senso coniato di recente in Italia), il film di Richard Loncraine, diretto per la TV americana HBO e distribuito in Europa al cinema, è piuttosto efficace nel ricostruire la relazione tra i due capi di stato, e si avvale di un ottimo cast, guidato da Michael Sheen (ormai abbonato al ruolo di Blair) e Dennis Quaid, grandioso nei panni di Clinton. Scrive Peter Morgan, una garanzia. Qui la nostra recensione.

In un mondo migliore di Susanne Bier

Anton è un dottore diviso tra la sua vita famigliare in un’idilliaca cittadina danese e il suo lavoro in un campo per rifugiati in Africa. Lui e la moglie Marianne sono in crisi matrimoniale e stanno pensando al divorzio. Nel frattempo, il loro figlio maggiore Elias è vittima di bullismo a scuola, finché non accore a salvarlo Christian, un ragazzo orfano di madre appena trasferitosi da Londra con il padre Claus. I due ragazzini fanno presto amicizia, ma quando Christian coinvolge Elias in un atto di vendetta con conseguenze potenzialmente tragiche, il loro legame è messo alla prova. Il film di Susanne Bier ha vinto il premio della giuria e del pubblico al Festival di Roma: già questo dato dovrebbe convincere ad andare al cinema per una storia drammatica difficile, ma in grado di appagare i gusti dei cinefili più schizzinosi. Qui le recensioni.

Per finire, come sempre vi rimandiamo ai trailer della settimana e alle previsioni del box office, speciale feste di Natale.

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