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Unstoppable, la recensione in anteprima

Di Gabriele Niola

Unstoppable Fuori controllo Poster ItaliaRegia: Tony Scott
Cast: Denzel Washington, Chris Pine, Rosario Dawson, Kevin Dunn, Jessy Schram, Kevin Chapman
Durata: 105 minuti
Anno: 2010

Il cartello iniziale “tratto da una storia vera” sembra negare tutto l’iperbolico cinetismo che puntualmente arriverà come si conviene al cinema di Tony Scott e quasi spegne l’entusiasmo (poco) nell’animo di chi si appresta a vedere Unstoppable sperando, se non altro, in un’esperienza visivamente e dinamicamente interessante. Insomma cinema della velocità e del ritmo, anche perchè la storia di un treno lasciato accidentalmente senza conducente e lanciato a velocità folle, su un binario che in prossimità di un centro abitato troverà una curva impossibile da prendere a quel ritmo, si presta a questo tipo di sottogenere del cinema hollywoodiano: il film de treni. Ci vorrebbe un bel regista da serie B, asciutto e cinico, e invece c’è Tony Scott.

Il referente principale è Speed. Lo sanno gli spettatori, lo sa Tony Scott e l’aderenza al film con Keanu Reeves è tale che Unstoppable è quasi insopportabile a bassi regimi. La retorica della recluta assieme al veterano, l’esperienza, i veri valori americani, la vita dura e la seconda occasione. Solo quando il treno comincia a prendere velocità, quando la storia si fa dinamica, i ritmi diventano serrati e l’azione entra in ballo a schiacciare qualsiasi altra velleità di ritratto sociale, critica al governo, ai media e blah blah Unstoppable comincia a convincere lo spettatore che i soldi del biglietto non sono stati totalmente buttati.

All’uso ripetitivo, insistente e sfacciato degli zoom a schiaffo e della macchina a mano (mai vista tanta arroganza e tanta ferma volontà di aderire costi quel che costi ad un’estetica modaiola) si sostituisce un montaggio necessariamente funzionale al racconto di una corsa contro un’altra corsa. L’ideale eroico e superomistico statunitense che trova nel corpo invecchiato, bolso ma anche per questo perfettamente “fermo” (come la montagna kurosawiana) di Denzel Washington un contenitore calzante. Film di volti e di corpi. Grazie al cielo.
Treni veri, rotaie vere e un deragliamento (accidentale e senza conseguenze) vero. Il film de treni si fa con i treni reali e con la velocità, così Unstoppable regala anche dei momenti molto molto belli (la scena con il grano) e una risoluzione finale tanto scontata quanto magistralmente realizzata. Ai giusti la gloria, ai potenti incompetenti il confino e all’America i suoi eroi. Tutto sotto controllo.

E’ questa la vera dimensione di Tony Scott? Action con qualche velleità di critica sociale ma soprattutto con molti muscoli e molti volti? Qui le altre critiche

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