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ScreenWEEKend: tra network sociali, treni inarrestabili e maiali volanti…

Di Marco Triolo

The Social Network Andrew Garfield Jesse Eisenberg

Questo fine settimana si preannuncia come una scorpacciata di film capace di accontentare anche i tipi più difficili. I film più imperdibili sono The Social Network e Porco Rosso, ma ci sono anche altri titoli che non mancheranno di riservare sorprese. Seguiteci…

Noi credevamo di Mario Martone

Il Risorgimento visto attraverso gli occhi di tre adolescenti del Sud Italia, arruolati nella Giovine Italia di Mazzini. La mastodontica opera di ricostruzione storica di Martone giunge nei nostri cinema prima di debuttare in versione fiction sulla Rai. Un lavoro presentato a Venezia, dove è stato accolto da recensioni prevalentemente entusiastiche (a parte qualcuna dubbiosa sulla regia un po’ troppo televisiva), interpretato da un cast di prim’ordine che comprende anche Luigi Lo Cascio, Toni Servillo e Luca Zingaretti.

Devil di Drew e John Erick Dowdle

Un gruppo di persone intrappolato in un ascensore, un segreto terribile che riguarda uno di questi, che non è ciò che sembra. M. Night Shyamalan produce il primo episodio di una potenziale trilogia di storie legate solo dalla sua presenza in veste di produttore e creatore. L’idea di un incidente comune come quello di un ascensore bloccato da un guasto, con relativa tensione nata dalla claustrofobia, si unisce a un tema horror: uno dei prigionieri è infatti il Diavolo in persona. Non manca il finale twist a cui il regista de Il sesto senso ci ha abituati. Ma forse non tutte le ciambelle riescono col buco.

Unstoppable – Fuori controllo di Tony Scott

Un ingegnere ferroviario e il giovane conducente di una locomotiva devono raggiungere un’enorme treno finito fuori controllo, prima che questo deragli e riversi all’esterno il suo letale contenuto – liquidi combustibili e un gas velenoso – spazzando via un’intera cittadina. Tony Scott e Denzel Washington tornano a collaborare in un action movie adrenalinico che pare ispirato a Speed. Accanto al veterano Washington c’è il giovane Chris Pine, che dopo Star Trek è ansioso di confermare il suo status di nuova stella del cinema da pop corn. Qui la recensione.

La scuola è finita di Valerio Jalongo

Aldo e Alex sono rispettivamente insegnante e studente nello stesso liceo. Tra i due, molto diversi, non corre buon sangue, fin quando il maestro non scopre il talento dell’allievo per la musica ed inizia a contendersi il suo affetto con la collega Daria Quarenghi, anche lei insegnante sopra le righe particolarmente legata al ragazzo. Daniele Luchetti torna a parlare di scuola scrivendo la sceneggiatura del film, presentato da poco al Festival di Roma. Specialmente in tempi di tagli all’istruzione, il tema è più che mai d’attualità. Le recensioni qui.

The Social Network di David Fincher

Mark Zuckerberg potrà anche aver creato il social network più diffuso al mondo, ma in quanto a relazioni sociali non ci sa proprio fare. Anzi, nella sua scalata al successo si lascia alle spalle una scia di rovina, finendo persino in tribunale contro quello che un tempo era il suo unico amico. Fincher si serve di un gruppo di attori eccellenti (Jesse Eisenberg, Andrew Garfield, Justin Timberlake) non tanto per raccontare la nascita di Facebook, quanto per realizzare il ritratto di un personaggio incapace di interagire col prossimo. Ma lo sguardo non è spietato, anzi. Fotografia, regia, interpretazioni, montaggio, musiche: tutto fa pensare al capolavoro. Qui e qui le nostre recensioni.

Stanno tutti bene di Kirk Jones

I figli hanno bucato la riunione di famiglia, così il vedovo Frank decide di fare visita a ciascuno di loro, scoprendo che le loro vite non sono così perfette come credeva. Kirk Jones rifà Tornatore, De Niro prende il posto di Mastroianni. L’originale è un classico del cinema italiano, questo lo segue abbastanza fedelmente ma lo attualizza e lo contestualizza nella società americana. E se non altro si avvale di un ottimo cast che comprende anche Sam Rockwell, Drew Barrymore e Kate Beckinsale.

Porco Rosso di Hayao Miyazaki

Le avventure di Marco Pagot, ex-pilota dell’aviazione italiana che si guadagna da vivere come cacciatore di taglie in una cittadina dell’Adriatico, mentre in Italia il Fascismo marcia verso il potere. Ad aiutarlo a sconfiggere il pilota rivale Richard Curtis c’è la giovane Fio Piccolo, geniale designer di aeroplani. Uno dei capolavori di Miyazaki arriva finalmente nelle sale italiane grazie alla Lucky Red, a quasi vent’anni di distanza dalla sua uscita originale. L’occasione è ghiotta, e grandi e piccini potranno apprezzare allo stesso modo uno dei grandi classici dell’animazione nipponica. Qui la recensione da Roma.

Ti presento un amico di Carlo Vanzina

Un giovane manager italiano che lavora a Londra viene richiamato in Italia per importanti comunicazioni. Lui teme il peggio, ma invece del licenziamento ad aspettarlo c’è una promozione. Tra onori ed oneri si troverà a diventare proprio lui il tagliatore di teste dell’azienda. I Vanzina proseguono in una sorta di tentativo di slegarsi dalle logiche del cinepanettone, proponendo una commedia brillante che però non ci ha convinto. Il cast comprende Raoul Bova, Barbora Bobulova e Martina Stella. Qui la recensione.

Waiting for Superman di Davis Guggenheim

Attraverso le esperienze e le testimonianze di insegnanti e studenti, Davis Guggenheim (autore di Una scomoda verità) racconta le storture del sistema scolastico americano, abbandonato a se stesso e in attesa che un Superman lo salvi. Tra finanziamenti mal concepiti, cattivi maestri, paladini della cultura e realtà sociali e famigliari difficili, il documentario ci guida in un’odissea fatta di sconfitte ma anche tanta speranza, che alla fine ci dice che non tutto è perduto e che forse gli americani ce la potranno fare, se si rimboccheranno le maniche. L’importante è puntare in alto e non accontentarsi mai. Qui la nostra recensione da Roma.

Solo andata – Il viaggio di un Tuareg di Fabio Caramaschi

Sidi è un giovane Tuareg emigrato assieme alla famiglia a Pordenone. Nel tentativo di scoprire un mondo del quale vorrebbe entrare a far parte ma che al contempo lo spaventa, legato com’è ai ricordi d’infanzia in una terra tanto diversa, impugna la telecamera e racconta il suo viaggio. Fabio Caramaschi realizza un documentario che ribalta il consueto punto di vista: anziché raccontare una storia di immigrazione, parla di un immigrato che vuole riscoprire le sue origini e forse tornare a casa.

Per finire, qui trovate i trailer dei film di cui abbiamo parlato.

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