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Precious, la recensione in anteprima

Di Gabriele Niola

Precious Poster ItaliaRegia: Lee Daniels
Cast: Gabourey Gabby Sidibe, Mo’Nique Imes, Paula Patton, Mariah Carey, Lenny Kravitz, Sherri Shepherd, Chyna Layne
Durata: 109 minuti
Anno: 2010

Noto soprattutto per essere stata la sorpresa (delle nomination) degli Oscar della scorsa annata, Precious arriva da noi con l’aura di film alla europea che lo aveva accompagnato in patria. Ma un conto è quel che si immaginano gli americani del cinema all’europea e un conto è quello a cui siamo abituati noi.

Precious dovrebbe essere un film duro, molto attaccato alla realtà più povera e derelitta degli Stati Uniti. La protagonista è una ragazza di colore di 16 anni sottoistruita ma sovrappeso, già madre di due figli (di cui uno down) a causa delle violenze subite dal padre e regolarmente picchiata e vessata dalla madre. Lei è in realtà molto intelligente ma la violenza, gli insulti e le difficoltà sociali le tarpano le ali.
Da subito però capiamo che tutte le promesse di attaccamento alla realtà verranno tradite. Precious è un film pieno di (pessime) sequenze oniriche, viraggi, metafore e cambi di tono ingiustificati. Sebbene la storia riservi molti avvenimenti che tengono desta l’attenzione, ad affossare il film è la supponenza e la vacuità del tutto.

Una famiglia ignorante, violenta e popolare nera che guarda in televisione La Ciociara??Cioè un film straniero sottotitolato?? La protagonista che pensa “Chissà cosa penserebbe di me Oprah?” e sui titoli di coda si legge Executive Produce: Oprah Winfrey (executive!).
In aggiunta a tutta una serie di sottigliezze forse più fastidiose a chi segue i film per professione che al normale spettatore, si consideri anche come Precious, dopo aver attaccato tutto e tutti, dipingendo uno scenario che più fosco non si può, appiccichi un finale tanto conciliatorio quanto irreale, che sarebbe suonato fastidioso anche in un melò degli anni ’50.
Le comparsate di Mariah Carey e Lenny Kravitz non fanno che rendere questo film il più fintamente indipendente dell’anno.

E’ la vera America o l’immagine della vera America che la televisione cerca di trasferire al cinema? Qui le altre critiche

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