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Vedozero apre la rassegna Contest 2010 del Nuovo Cinema Aquila

Di Filippo Magnifico

Vedozero, il primo film fatto solo con i cellulari dagli adolescenti, sarà il titolo di apertura della rassegna Aspettando Contest. Presentato al pubblico del Nuovo Cinema Aquila di Roma (via L’Aquila 68) venerdì 1 ottobre alle 20.30, sarà programmato anche nei giorni 11, 12 e 14 ottobre.

Il film di Andrea Caccia, che è uscito a Milano ed in altre città italiane il 17 settembre, è infatti l’evento che anticipa il progetto Contest, il concorso di opere documentarie che prenderà il via ufficialmente nel 2011 e che vedrà i giovani quali protagonisti sia davanti che dietro la macchina da presa. Nell’ottica di offrire al pubblico un assaggio di questa manifestazione, il Nuovo Cinema Aquila con la sezione Aspettando Contest offrirà nel corso del 2010 una cospicua anteprima, presentando, tra gli altri, questo progetto decisamente atipico.

Vedozero è il primo blog-movie italiano ad andare sul grande schermo, un film realizzato da 70 ragazzi con altrettanti telefoni cellulari, per 4 mila minuti di girato e un intero anno tra riprese e montaggio: nato da un progetto del documentarista e insegnante di linguaggio cinematografico Andrea Caccia, è un mosaico di momenti di vita, intimi e collettivi, raccontati giorno per giorno dalla generazione blog. Il tutto attraverso l’occhio digitale del cellulare, anzi di 70 cellulari!

Vedozero è il frutto di un vera e propria lezione di cinema sul campo: l’operazione preliminare è stata infatti quella di insegnare ai ragazzi le basi del linguaggio cinematografico – inquadrature, piani sequenza, montaggio – per permettere ai ragazzi di acquisire consapevolezza del mezzo (la piccola telecamera che tutti portano in tasca) e segnare così il passaggio dal banale voyeurismo che popola Youtube di video sgangherati e inutili a una dimensione diaristica e privata, trasformando il telefonino da “giochino” goliardico a strumento didattico e di ricerca.

“Quello di Vedozero è un progetto fuori dagli schemi – spiega Andrea Caccia, regista del lungometraggio – Anziché un corso di cinematografia nel senso più didattico del termine, ho voluto puntare su uno strumento tanto famigliare per gli adolescenti quanto insolito per il mondo del cinema per rendere protagonisti tutti gli studenti coinvolti, annullando così rapporti e gerarchie di classe. Con risultati sorprendenti: ragazzi apparentemente schivi e disinteressati hanno prodotto materiale incredibilmente ricco di spunti e sfumature contrastanti. In Vedozero – conclude Caccia – l’intreccio narrativo cede il passo alla diversità dei punti di vista caratterizzati da forti contrapposizioni, momenti intimi e pause poetiche, lasciando al pubblico un ritratto sfuggente degli adolescenti fatto di mille punti interrogativi”.

Il film, si snoda attraverso le vicende parallele di diversi ragazzi, che raccontano la propria quotidianità: dal “rumorista” che mette in scena le sue perfomance, alla ragazza alle prese con i suoi problemi famigliari, a quella che, invece, si innamora di un ragazzo “difficile”. Insomma, “appunti sparsi”, “emozioni gridate e sussurrate”, momenti intimi e sfumature poetiche: non il classico intreccio narrativo, ma tanti punti di vista che compongono il puzzle spesso confuso tipico dell’età adolescenziale lasciando al pubblico una propria interpretazione personale.

Presentato in anteprima alcuni mesi fa al Martini Premiere Awards, Vedozero ha ricevuto il Premio della Critica come miglior film innovativo. Ha commentato Vincenzo Cerami:

Vedozero è quel genere di film per il quale ho sempre pensato che prima o poi qualcuno l’avrebbe fatto e chi l’avesse fatto per primo sarebbe entrato nella storia del cinema”.

Coglie il suo carattere innovativo Gianni Canova:

Vedozero è davvero e soprattutto un film nuovo e innovativo dal punto di vista registico, produttivo, tecnologico e anche educativo. – afferma il critico cinematografico – Da questi film esce il ritratto di un’Italia che mostra ciò che in televisione non si vede e che può sentire solo chi ha il coraggio di guardare in faccia le persone”.

Per Saverio Costanzo:

La sensazione che ho avuto è stata di spaesamento, come se la macchina da presa fosse un occhio – spiega il giovane regista -. Qualsiasi altro mezzo tra i ragazzi e le loro storie non sarebbe stato così consono. È un lavoro molto impressionista e se parliamo di innovazione e senso del cinema, quello dello spaesamento è un valore assoluto“.

Qui sotto trovate il trailer. Per maggiori informazioni potete visitare il sito www.cinemaaquila.com.

Da No Time to Die a Ghostbusters, ecco le nuove date dei film 2021 (in costante aggiornamento)

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