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28 settembre 2010 • 13:04 • Scritto da Gabriele Niola

Benvenuti al sud, la recensione in anteprima

E' finalmente pronto il remake italiano di Giù al Nord. Cambiano i poli geografici ma niente più. Confermato il buonismo e l'azzeramento di qualsiasi possibile conflitto
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Benvenuti al Sud Poster ItaliaRegia: Luca Miniero
Cast: Claudio Bisio, Angela Finocchiaro, Alessandro Siani, Valentina Lodovini, Naike Rivelli, Fulvio Falzarano, Teco Celio
Durata: 102 minuti
Anno: 2010

Che dire? Abbiamo rifatto Giù al Nord cioè Bienvenue chez les Ch’tis, il film di maggiore incasso della storia del cinema francese, uscito l’anno scorso. Strano ma sembra davvero un film più adatto a noi che a loro, cioè una storia di stereotipi smentiti.
Nella versione italiana un uomo del nord è costretto ad andare a lavorare al sud come punizione per la sua smania di fare carriera, la vive come un dramma perchè teme tutte quelle cose che si dicono del meridione (mafia, violenza, furti, ostilità, distanza culturale e lassismo). Ovviamente si troverà quasi subito a confronto con la realtà dei fatti, l’azzeramento dei pregiudizi e anzi la preferenza della dimensione di vita meridionale su quella settentrionale. Così la commedia, da che è incentrata sul contrasto idea-del-meridione/realtà-del-meridione, diventa una commedia degli equivoci tesa a mentenere nella moglie meridionale l’idea pericolosa del sud dissimulando la realtà dei fatti.

Ecco perchè sembra un film più da un paese come il nostro, cinematograficamente molto legato alle differenze tra settentrione e meridione e interessato a conciliarle sempre e comunque. Così con un comico del nord e uno del sud, una sceneggiatura ripresa alla lettera e una serie di invenzioni comiche che, si sentono, vengono dal bagaglio delle individualità (Bisio e Siani), il film arriva in porto e strappa qualche risata.
Si potrebbe dire anche missione compiuta, se non fosse che Benvenuti al sud, anche rispetto all’insipido originale, non ha nessuna idea autonoma di sceneggiatura, nessuna trovata comica che sia indipendente dai suoi attori nè una visione autonoma e originale del conflitto regionale. Stupisce in questo senso leggere la firma di Massimo Gaudioso, che altrove non teme le conflittualità e raramente si preoccupa di ignorare differenze e attriti come in questo caso, predigiligendo invece la più complessa esposizione dei problemi e delle dialettiche, non necessariamente da risolvere.
Ma tant’è. Piacerà.

E’ uno dei primi addatamenti che facciamo di un soggetto originale non italiano. E’ perchè si tratta di una storia più nostra che francese o l’apertura ad un nuovo cinema? Qui le altre critiche

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3 commenti a “Benvenuti al sud, la recensione in anteprima

  1. Un direttore delle poste viene trasferito al sud, vicino Napoli.
    Vabbè…ci sono tanti paesi vicino Napoli, quindi sarà uno di quelli.
    Invece no, il paese vicino Napoli è a 130 km da Napoli, dove se un napoletano parla in dialetto stretto non lo capiscono.
    Comprendo che la napoletanità ha un impatto molto più forte per quel che vuole essere un attacco agli stereotipi, ma da qui a identificarvi una zona che di napoletano ha ben poco (per non dire altro) ce ne vuole.
    Poi, spiegatemi il senso di inventarsi un bivio autostradale che da una parte porta a Castellabate e dall’altra a Salerno.
    A questo punto o ti inventi tutto o ti attieni alla realtà e sei più coerente, altrimenti gli stereotipi li distruggi da una parte e li crei dall’altra.

  2. E’ mai possibile che venga considerato territorio di Napoli S.M. di Cassellabate? Qui stiamo uscendo pazzi… Ci troviamo nel profondo sud della provincia di Salerno, nel cilento, dove si parla anche un dialetto differente da Salerno figuriamoci cosa possa centrare con Napoli. E’ davvero inammissibile rubare in questo modo un’identità di un paese dichiarandola tutt’altro e facendo sembrare che in quel paese ci sia solo caos e delinquenza, Castellabate è un territorio sano e tranquillo a differenza della provincia napoletana dove regna la criminalità organizzata il disordine ecc. Credo che Minero si fosse confuso, forse il film lo voleva girare a Castellammare di Stabia(NA) bah

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