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03 agosto 2010 • 12:43 • Scritto da Gabriele Niola

Cattivissimo Me, la recensione in anteprima

Un finto cattivo che fa della finta ironia in un mondo fintamente spietato, colorato (si fa per dire) da tre orfanelle fintamente tristi
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Cattivissimo me Poster ItaliaRegia: Pierre Coffin, Chris Renaud
Cast: Steve Carell, Julie Andrews, Will Arnett, Kristen Wiig, Jason Jordan Segel, Russell Brand, Miranda Cosgrove, Danny McBride, Jack McBrayer, Mindy Kaling, Jemaine Clement, Dana Gaier, Elsie Fisher
Anno: 2010

Anche la Universal pretende il suo posto al sole nel mondo dell’animazione e per farlo commissiona il suo primo lungometraggio animato in CG ad uno studio francese, così come era già successo con Planet 51 (commissione americana, realizzazione spagnola). E come per il precedente non può che risultare evidente che la fusione tra denaro (e soprattutto metodo) statunitense e creatività europea porta ad un risultato nettamente inferiore alla media per originalità e voglia di stupire.

In particolare Cattivissimo Me ce la mette tutta per essere il più innocuo possibile, operare una trasgressione da tinello e mettere in scena della cattiveria da oratorio. Non è infatti la morale buonista e smielata di un super villain che diventa padre amorevole a infastidire (ci sono piaciuti per anni i film Disney!), quanto come questa mutazione sia subitanea e immotivata e come venga spacciata per chissà quale evoluzione.

Di cattivissimo nel film davvero non c’è nulla, come del resto non c’è praticamente nulla di divertente (se si esclude una battuta esilarante su Lehman Brothers) o di originale. I minion, aiutanti praticamente muti e buffi del protagonista, sono un’accozzaglia di mille cose già viste, realizzati per generare la reazione comica con un meccanismo stimolo-risposta talmente scontato da fare quasi pena.

Il modello appare in tutto e per tutto la peggior Dreamworks, cioè quella che ancor più della Disney di un tempo, vede nel suo pubblico di riferimento una preda da cacciare attraverso esche di cui si sa essere ghiotto e non persone da conquistare.
A margine dovrebbe poi esserci la “straordinaria creatività europea” per tutto quello che riguarda la concezione di mezzi, scene ed immagini originali che si traduce in un po’ di macchinari meccanici dal design vagamente interessante e poi un mare di ricicli, specie quando si tratta di dare vita e corpo al rivale del protagonista, un Bill Gates che vive in un mondo Apple (?!?!).
Il vecchio continente si dimostra vecchio in tutto e per tutto con l’ennesimo racconto di affetti familiari che vincono tutto (senza un motivo, uno spunto, una contraddizione da risolvere…) e un sottotesto di mondo meccanico pieno di cuore contro l’arida e fredda tecnologia.

Animazione un tanto al chilo? Prodotto para-televisivo? Massaggio celebrale infantile? In quanto questi prodotti si differenziano dalla Disney anni ’80? Qui le altre critiche

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2 commenti a “Cattivissimo Me, la recensione in anteprima

  1. Personalmente ritengo la recensione pubblicata eccessivamente pessimistica e distruttiva. Il film è ottimo, realizzato in modo magistrale, graficamente molto piacevole. Il “buonismo” non lo condivido, questo è certo, infatti la Disney ha stancato e nauseato da anni, oserei dire da decenni. Ostinarsi a realizzare pellicole animate e non, contenenti una dose diabetica di smielato zucchero buonistico è ormai insopportabile. Per quale pubblico poi? Bambini e ragazzini abituati ad ogni genere di porcata nippo-coreana farcita di ogni genere di violenza fisica e depressione psicologica? O adulti malati di nostalgia per un passato dineyano lontano eoni, quando occorreva proiettare “buonismo” a tutti i costi per fare finta di insegnare qualcosa? Patetico.
    Detto questo, premetto che il doppiaggio italiano fa pena, non infonde la benchè minima caratterizzazione ai personaggi e la bravura di Carell nella versione originale è completamente persa. Ma questa non è una novità in italia: quanti film sono stati massacrati da un doppiaggio infame…
    Ma ciò nonostante, se preso per come si presenta, anestetizzando la morale o il buonismo (inutili) di fondo, resta un ottimo prodotto alternativo alle strombazzanti mega produzioni hollywoodiane da decine di milioni di costo e di incasso (vedi Shrek 4, inutile minestrone primo di alcuno scopo o lo stesso toy story, che francamente potevano davvero evitare e preghiamo qualche oscura divinità affinchè non ci sia un quarto film)

    Di questi tempi il cinema in generale è solo la saga del remake, del seguito, del “prendo un film a caso e lo ri proietto in 3D”.

    Basta. Basta davvero anche con questa menata del 3D, finto, fasullo e orrendo da vedere. E’ già faticoso sopportare tutto un film ripreso nativamente in 3D… prendere film “standard” e trasformarli in 3D è una manovra commerciale scontata e ridicola, oltre che deleteria.

    Despicable Me (perchè ha senso solo in lingua originale) è tutto sommato un buon prodotto alternativo. Sicuramente superiore, anche se di tutt’altro genere, alla “saga” di twilight che sta appestando librerie e sale cinematografiche, riempiendole di un assordante vuoto cosmico, quello che probabilmente è presente nella scatola cranica dell’autrice di quei romanzetti da quattro soldi, in grado di mandare in delirio orde di persone che non hanno la benchè minima cognizione di quale stupida assurdità sia associare i Vampiri (quelli veri, quelli con la V maiuscola) ad alcuni ragazzini sfigati il cui unico potere è… nulla!
    Queste sono pellicole che andrebbero fatte a pezzi per quello che contengono e rappresentano, per il nulla assoluto che trasmettono, per la totale mancanza di fedeltà verso un genere che di sdolcinato non ha nulla e non ne deve avere assolutamente!!

    Cattivissimo Me non è sicuramente un capolavoro del cinema, non può competere con mostri sacri del genere ne tanto meno verrà ricordato come qualcosa di sublime. Ma è realizzato in modo onorevole, graficamente è ineccepibile, la realizzazione è costata relativamente poco e ha incassato piuttosto bene. Inoltre se è preso per quello che è risulta molto gradevole e anche divertente.

    Inoltre, se proprio vogliamo dirla tutta, per quanto qui venga criticato in modo eccessivo, ricordiamoci che in italia nessuno ha mai prodotto qualcosa che si possa anche solo avvicinare a questa pellicola. Mancano i mezzi? Le idee? I talenti? No, non credo proprio. In Italia si riesce a produrre solo fiction, cinepanettoni, drammi esistenziali, film su mafia & Co., inguardabili mattoni psico-filosofici e sdolcinate storie di amori più o meno traballanti. Che nausea.

    Quindi, pensateci bene la prossima volta, prima di sparare a zero su film come questi: all’estero grazie al cielo, qualcuno che ha il coraggio di realizzarli e produrli, c’è!!

  2. Cattivissimo me è un film che cavalca tutte le idee preconcette e preconfezionate in tema di buonismo, con l’aggravante (che almeno la Disney non ha) di fingere di essere graffiante, di porsi come opera trasgressiva per un pubblico casa-e-chiesa. E’ di fatto una truffa, per come viene promosso, come inizia, gli obiettivi che ha e quello che effettivamente fa.
    Il tanto criticato Twilight cinematografico (e capitoli successivi) è un’opera dai valori cinematografici pressochè pari a zero, appiattita su una messa in scena ridicola ma veicola, assieme ad una vetusta idea di purezza sessuale prematrimoniale, anche alcuni nuovi concetti sulla ridefinizione dei ruoli tra maschile e femminile. Sebbene film noioso, lungo e insulso il film è contenutisticamente interessante per come mette in scena eroi eroine e protagonisti positivi in maniere che si discostano dal solito.

    E le cosìddette “porcate nippo-coreane” sono state negli ultimi 30 anni alcuni dei prodotti più nuovi, devastanti, selvaggi, violenti (a livello di linguaggio) e illuminanti in assoluto.

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