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Pietro: il nuovo film di Daniele Gaglianone

Di Claudia

Alla 63a edizione del Festival internazionale del film che si svolgerà a Locarno dal 4 al 14 agosto 2010, in anteprima mondiale sarà presentato Pietro, il lungometraggio scritto e diretto da Daniele Gaglianone.

Il film, girato a Torino e prodotto da Babydoc film e la Fabbrichetta con il sostegno di Torino Piemonte Film Commission, gareggerà nella sezione “Concorso Internazionale” con altri 19 film provenienti da tutto il mondo.

Pietro Foto Dal Film 01

Pietro (Pietro Casella) vive in un’anonima periferia, ha un lavoro ma guadagna pochi soldi in nero distribuendo volantini in strada

Pietro Pietro Casella Foto Dal Film 02

La sua casa è  il vecchio appartamento lasciato dai genitori, ormai fatiscente dove abita con il fratello Francesco (Francesco Lattarulo) che è tutta la sua famiglia.

Pietro Pietro Casella Foto Dal Film 04

Il loro rapporto è difficile perché Francesco è un tossicodipendente, legato ormai in modo irreversibile al suo “amico” spacciatore NikiNiki (Fabrizio Nicastro) e al suo gruppo di compari.

Pietro Pietro Casella Foto Dal Film 03

L’unico modo che Pietro sembra avere per mantenere un contatto con il fratello è assecondare il ruolo di buffone ritardato affibbiatogli dalla corte degli amici. Ogni giorno Pietro deve subire le offese da parte del fratello e dei suoi amici e i soprusi al lavoro di un capo violento e losco.

Qualcosa sembra cambiare quando, sul posto di lavoro, conosce una ragazza (Carlotta Saletti), ma si tratta di un’illusione.

Durante una delle solite serate, Pietro presenta l’amica ai ragazzi ma subito la festa prende una brutta piega e quella sarà proprio la miccia che innescherà la reazione di Pietro.

Tra gli attori figura anche Giuseppe Mattia che interpreterò il ruolo del capo.

Ed ecco cosa ha dichiarato Andrea Parena (produttore della Babydoc film), nelle note di produzione:

Daniele Gaglianone aveva pronta una prima sceneggiatura, scritta nel 2007 ma ci ha lavorato molto cambiata completamente.

Pietro è un film scuro, ma è tutt’altro che oscuro. E’ una presa di posizione netta e chiara e parla apertamente del mondo che ci sta davanti. Questa visione così definita, così “a fuoco”, è stata l’elemento fondamentale che ha reso possibile credere di fare veramente il film.

Pietro, storia di una società fatta di relazioni nette e impietose, forse fotografia di un momento storico, cronaca di un mutamento verso il peggio, è stato fin dall’inizio un film politico. Daniele era determinato a farlo. Se poi fosse stato fatto nel modo che avevamo in mente, con una struttura produttiva piccola e nuova al cinema di finzione, forse la sua forza sarebbe aumentata. Proprio perché era un film difficile, non allineato, doveva vivere della sua anomalia ed essere fatto nonostante l’industria del cinema funzioni in un altro modo.

L’idea di partenza, da un punto di vista produttivo, era quella di un film veramente radicale, da realizzare con i mezzi che normalmente si usano per i documentari. La ristrettezza dei mezzi, però, doveva essere “spinta” a estreme conseguenze, a scelte di stile e di linguaggio in un certo senso anti‐cinematografiche, o diversamente cinematografiche.

La soluzione per coniugare la massima resa qualitativa con un budget basso era girare con la cine‐camera digitale Red. La spinta finale e risolutiva verso questa scelta l’ha data, giustamente, il direttore della fotografia Gherardo Gossi. Visto il risultato a film finito è stata sicuramente la scelta migliore. Quello che poteva essere un esperimento radicale, in una forma che esasperasse l’urgenza della storia, è diventato un film vero, tecnicamente impeccabile, fotograficamente bellissimo, senza perdere nulla della sua valenza politica, che non sta soltanto nel contenuto del film, in quel “fascismo prossimo venturo” a cui la storia allude, ma nella stessa storia produttiva, che dimostra come si possa realizzare un film con tutte le cure che un lungometraggio di finzione richiede, sul piano della tecnica e del linguaggio, anche con un budget molto basso, se se ne condividono la necessità e l’urgenza.

Se Pietro è la storia di relazioni basate sulla violenza, dentro una società in cui il disprezzo striscia e si insinua sempre più a fondo e l’unico criterio è quello della prova di forza, dove non esiste alcuno spazio per la condivisione, la storia della realizzazione del film è l’esatto opposto.

Un discorso importante, per quanto riguarda ancora il processo di passaggio dall’idea del film al film, penso che lo meriti il lavoro degli attori. Pietro Casella e Francesco Lattarulo, “nella vita”, compongono un duo comico attivo in teatro e televisione, e avevano già avuto due piccole parti nel film precedente di Daniele, “Nemmeno il Destino“.  Fabrizio Nicastro invece era uno dei due protagonisti del film.  Pietro, Francesco e Fabrizio vivono nella stessa palazzina, familiarmente detta “la villa”, una sorta di comune metropolitana che, di volta in volta, può trasformarsi in laboratorio teatrale oppure in sala prove musicale, a seconda dell’ispirazione dei suoi abitanti. Quel luogo è stato fondamentale nella costruzione del film. E’ stato importante nell’ideazione, perché certe situazioni quotidiane, sketch, battute, fino ad una cadenza tipica di una certa periferia torinese e di un certo contesto, sono entrati fin dall’inizio nella costruzione dei personaggi.
Poi durante le riprese, per esempio perché il set dell’appartamento di Pietro e Francis è stato ricavato nel vero appartamento di Pietro Casella. Ma soprattutto è stato importante perché lì si è svolto tutto il training fatto dagli attori con Daniele. Tutto questo mentre al piano inferiore, nello studio di Lina Fucà, si preparavano scenografie e costumi del film.

Il fatto che i personaggi principali, Pietro in particolare, fossero stati concepiti da Daniele, fin dall’inizio, modellandoli sulle caratteristiche degli interpreti e che gli interpreti condividessero uno spazio di vita, ha fatto sì che Nikiniki, Francis e Pietro cominciassero a vivere e ad interagire in quegli spazi ben prima dell’inizio delle riprese.

Con loro Daniele ha fatto un lavoro quotidiano, tecnicamente accuratissimo, in una dimensione quasi “comunitaria”, di forte condivisione, un aspetto di solidarietà e complicità che ha caratterizzato in tutti i momenti la realizzazione del film.

Pietro sarà distribuito in Italia dalla Lucky Red e potremo vederlo nei cinema dal prossimo 20 agosto.

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