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Toy Story 3 la recensione da un giorno alla Pixar

Di Davide Dellacasa

filmini

Dopo lunga e (inizialmente travagliata) attesa arriva oggi nelle sale americane Toy Story 3, che da noi uscirà invece a Mondiale di calcio quasi finito, il 7 luglio. Praticamente un’uscita day-and-date rispetto a quelle degli ultimi titoli Pixar che sono invece arrivati nei nostri cinema in autunno.

Toy Story 3, comunque, non è certo un film speciale per questo motivo. Si tratta infatti di un titolo eccezionale tra i sempre eccezionali titoli Pixar. Eccezionale perché chiude la trilogia iniziata col film che ha dato vita all’animazione generata al computer. Eccezionale perché ha simboleggiato la disputa che ha, in un certo momento storico, opposto la Pixar alla Disney, almeno fino a quando Nemo non ha mangiato Topolino portando la Pixar alla Disney, ma Lasseter alla guida di tutta l’animazione Disney. Eccezionale, infine, perché si tratta di un gran bel film.

Ho visto Toy Story 3 due volte. La prima è stata durante il mio indimenticabile giorno alla Pixar. Si trattava di una versione del film ancora incompleta, con musiche a tratti provvisorie e con alcune sequenze non completamente renderizzate, e non in 3D, ma anche così divertimento, emozione e commozione sono arrivate, puntuali ma mai scontante e a volte del tutto inaspettate.

La seconda volta ho visto Toy Story 3 in 3D e in lingua originale in tutto il suo splendore. Un 3D che, ancor più che in Up, non aggredisce lo spettatore, ma lo coinvolge in modo quasi inconsapevole. Sicuramente è per me più facile parlarne oggi, dopo che durante la visita alla Pixar è stato lo Stereoscopic Supervisor Bob Whitehill a raccontarci e “dimostrarci” quale ruolo affidano al 3D Lasseter e compagni. Non un trucco per attirare pubblico, ma un ingrediente come gli altri nell’articolato mix che rende un film un’esperienza unica. In questo la Pixar non ha paura di togliere, invece di aggiungere a tutti i costi, pur di offrire allo spettatore un’esperienza unica, da vivere nel suo insieme.

Detto questo penso che recensire Toy Story 3, che come i suoi predecessori (Il mondo dei giocattoli e Woody e Buzz alla riscossa) arriva da noi con un sottotitolo, La grande fuga, sia quasi superfluo. Intanto sia noi italiani, che la critica americana e internazionale attribuiremo un’unanime giudizio positivo ad un film cui, volendo, si possono trovare dei difetti ma che rappresenta, anche nella più povera e fredda delle valutazioni, uno dei migliori casi di intrattenimento per tutti che il cinema può offrire.

Una recensione positiva in più, quindi, non aggiunge molto ad un coro entusiasta cui vorrei che si sostituissero il prima possibile le voci di amici, parenti, figli, lettori, con cui parlare di un film che quasi mi dispiace aver visto con così largo anticipo visto che per settimane non ho potuto parlarne praticamente con nessuno! Il bello di questo film, di quasi tutti i film Pixar e più in generale di tutto il cinema che ci piace, infatti, è dato dalla possibilità di condividerlo. Prima al cinema, in sala, poi parlandone, rivedendolo e citandolo all’infinito (e anche oltre), tutti modi per portare dentro di se, sempre, una parte delle emozioni che solo storie ben raccontate sanno offrire.

La trama ormai l’avrete letta, ma anche se vi è capitato qualche spoiler di troppo non vi preoccupate perché sappiamo tutti che la storia conta, ma conta nel suo divenire e nell’essere raccontata, quindi una sinossi non vi rovinerà certo la visione di un film che ancora una volta riesce a parlare di amicizia, fedeltà e amore, divertendosi e divertendo.

Toy Story 3 inizia con la sequenza action più divertente della produzione Pixar, superiore, grazie alla presenza di elementi comici anche all’avvio di Cars e in grado di rivaleggiare con l’indimenticabile incipit di Monsters & co. e prosegue ancora meglio con una sequenza che da genitore ho vissuto, fin dall’assaggio dei trailer, con grande emozione. Da quel punto in poi il film si sviluppa in equilibrio tra azione, divertimento ed emozione arrivando ad una conclusione sulla quale non voglio proferir parola, ma che tra le altre cose mi ha fatto riflettere sulla storia della Pixar stessa e sul suo futuro, che mi auguro lungo. Non vedo l’ora di parlarne con qualcuno, nel frattempo, come dice Buzz: “Verso l’infinito…”

ps: Toy Story 3 è preceduto dal capolavoro Day & Night, di cui ho già parlato nei post che trovate elencati più sotto.

Qui di seguito il riepilogo dei miei post relativi a Un giorno alla Pixar.

– La pagina dell’evento Un giorno alla Pixar dove sto radunando tutti i link e le risorse relative a questa bellissima esperienza.
Un giorno alla Pixar – Introduzione
La prima still dal nuovo cortometraggio Pixar Day & Night
Dietro le quinte di Day & Night e aggiornamenti da Un giorno alla Pixar


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