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IL FESTIVAL DEL GLAMOUR (Day 8) – La stangata

Di Gabriele Niola

Cronache dal festival del glamour

Io lo sapevo che era solo questione di saper attendere e la mia occasione sarebbe arrivata.
Con la furia che ha solo un uomo che si sente escluso dagli obiettivi che si e’ prefissato e con la disperazione che solo un giornalista freelance privo di testate di riferimento a prendere appuntamenti per lui puo’ avere, ieri sera mi sono recato in un party a caso. Poco prima dell’ora di cena dalla strada ho visto gente che vagamente conoscevo sporgersi da una terrazza al primo piano di uno dei palazzi che danno sulla Croisette. Notando che la terrazza portava l’insegna di uno studio di produzione belga e infastidito per il non essere stato contattato (che loro si e io no??) ho citofonato e ho chiesto di salire. Quando mi hanno domandato chi fossi ho dato il mio nome come se fosse scontato.

La sicurezza della mia risposta ha funzionato e mi hanno fatto salire, alla porta pero’ mi hanno aperto lasciando solo un piccolo spiraglio utile a farmi delle domande: “Il tuo nome e’ in lista?”, “Certo! Siete voi che mi avete mandato l’invito dopo che ho scritto del vostro film!” invento con il tono di chi gli sta facendo un favore. Controllano la lista e, ovviamente, non mi trovano, alche’ mi altero e con aria stufa dico: “Vabbe’ guarda, facciamo che non importa, ciao eh!” e faccio la mossa di andarmene. Mortificato il belga mi ferma: “No no! Entra pure! Era solo un controllo, qualcuno si deve essere sbagliato”. Entro e mi mischio alla folla.

Ecco come si comincia. Fingendo.
Saluto le persone che conosco vagamente le quali sono meravigliate e stupite (ma piacevolmente) di trovarmi in quel luogo mediamente sociale. Si trattava di un piccolo party aperitivo, nulla di pretenzioso, una cosa per mangiare tutti insieme ma con una lista all’ingresso per non attirare tutta la stampa (notoriamente vorace).
Ero nel luogo giusto. Infatti parlando parlando comincio a cogliere spiragli di inserimento glamour. Si discute di una specie di festa, io non capisco bene cosa sia e dove sia perche’ per tenere il personaggio di quello inserito fingo di sapere gia’ tutto e non posso chiedere delucidazioni sulle cose che non so. Capisco che e’ un evento che si svolge il giorno dopo (cioe’ stasera) in un posto molto prestigioso e dovrebbero intervenire star americane tipo Johnny Depp e Russel Crowe. Insomma una cosa grossa ad inviti riservatissimi. Uno dei presenti pero’ ha ricevuto il fatidico invito via mail ed e’ disposto a girarci il contatto per farci entrare. Tutti sostengono di conoscere gia’ la persona e non ne hanno bisogno. Posso io dire il contrario??

Avere la svolta glamour ma non poterla sfruttare mi rodeva troppo, dovevo carpire in qualche maniera chi fosse questa persona a cui scrivere per entrare al festone dei festoni.
Comincio dunque a parlare male di queste organizzazioni di feste: “Ah ma non funziona mai niente! Ma non sanno fare il loro lavoro. E’ uno schifo… Pensa che una volta un mio amico….” e invento aneddoti fino a che qualcuno non si decide a seguirmi nel gettare fango su queste organizzazioni e nel farlo pronuncia il fatidico nome che mi serve. Un nome straniero che non capisco assolutamente o che quantomeno non saprei mai scrivere correttamente (elmento cruciale per mandare la mail). Cosi’ mi metto ad argomentare che quella persona non si chiama come dice lui, pronunciando in maniera leggermente diversa quel nome. L’altro sostiene di avere ragione e io (senza alcuna base) dico di avere ragione io. Discutiamo discutiamo fino a che, per spiegarmelo per bene, non me lo scrive su un foglio. Fatto. “Ah hai ragione tu, mi sbagliavo” rispondo. Ho il nome.

“Ora scusate ma devo andare, ho un film” non e’ vero. Mento per andare nella sala stampa e mandare la mail per essere invitato. Millanto di essere di Vanity Fair (conosco l’inviata di Vanity Fair, se n’e’ andata ieri quindi non ci sara’) e chiedo come mai non mi sia arrivata la mail d’invito (incredibile quanto l’arroganza paghi!). Dopo mezz’ora arriva la risposta con tutti i dettagli e la certezza di avere il nome in lista. E’ richiesta camicia e giacca. Figuriamoci, io ho lo smoking!

continua

Cinema chiusi fino al 5 marzo, QUI gli ultimi aggiornamenti.


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