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IL FESTIVAL DEL GLAMOUR (Day 10) – Festen

Di Gabriele Niola

Non mi era mai capitato in tutta la mia (molto poco glamour) vita di entrare prima delle grandi fiche ad una festa. Cioè ero già stato in fila prima d’ora, pure troppe volte, ma la regola è sempre stata: prima i papponi, poi gli amici degli amici, poi gli amici dei buttafuori, poi chi è arrivato prima e poi quelli come me. Le grandi fiche invece entrano in qualsiasi momento, senza un ordine di priorità preciso, e questo solitamente sta bene a tutti.
All’entrata per la grande festa organizzata da Paul Haggis per raccogliere fondi per la popolazione di Haiti invece entrano prima i giornalisti. Così passo davanti sia a stangone mezze nude, che a orrendi papponi con abiti improbabili, un’età avanzata e occhiali da sole da notte. “Scusate devo entrare…. per favore fate passare… Grazie…. non spingete che dopo entrate… magari”. Grandi soddisfazioni.

Entro e trovo un ambiente immenso fatto di un fuori e un dentro.
Il dentro è proprio una discoteca organizzata a caste. C’è una pista da ballo con piattaforma rotante su se stessa al centro e un corridoio per arrivarci, ai lati del corridoio salottini privè a strati, più si va verso il lato più stanno rialzati. Davanti alla pista, molto in alto (tipo 2 metri) la console del DJ (Timbaland) in quel momento vuota e dietro un megaprivè della madonna.
Il fuori ha un’altra console da DJ più umana, salottini per plebei e una pista da ballo piu’ piccola e non rotante. Tutto normale diciamo.
Sia il dentro che il fuori hanno un bar. “Una birra grazie” – “Ecco a lei, 15 euro”. Ok, il bar non esiste. Tanto nessuno capirà che non ho preso da bere.

Dopo poco comincia la parata. Per entrare si passa in una di quelle zone con tappeto rosso e cartellone con gli sponsor dietro, dove c’è una transenna con telecamere e fotografi e i VIP si avvicinano a rilasciare dichiarazioni. Nel corso della serata passano tutti: Russel Crowe, Gerard Butler, Michelle Rodriguez, Ornella Muti (WTF!?!) e gente francese che non conosco tutti introdotti da Paul Haggis e Moran Atias.
Fanno passerella, qualche dichiarazione su quanto è bello fare del bene e poi vanno nei megaprivè, di fatto invisibili al popolo (io sospetto molti siano direttamente usciti dal retro).
Intanto Timbaland comincia a mettere musica e si parte a ballare. Il DJ più noto del mondo, ma la musica è sempre quella. Dischi sentiti, qualcosa di suo, canzoni hip hop…. Il solito. Nulla di davvero originale. Passano le ore e io mi aggiro con la compagnia di altri giornalisti (non glamour quanto me sia chiaro). Lancio occhiate, mi struscio dove devo, faccio il languido, insomma le provo tutte per farmi strada. Il problema però è che la fauna presente è qualcosa di mai visto.

Già queste discoteche in sé si solito non hanno proprio un bell’ambiente, essendo luoghi deputato al mettere in mostra le proprie sostanze. Qui poi, ad una festa da 15 euro per a birra, dove un Kit Kat, giuro, costa 6 euro e una pizza 20, la percentuale di gente con i soldi, o che cerca di stare a livello di quelli che hanno i soldi investendo tutto il guadagno di una settimana in una bottiglia di Smirnoff, è impressionante.
Vestiti con le marche scritte a caratteri giganti, gel come se piovesse, tacchi sproporzionati e abbronzatura sbagliata. Certo se gli uomini sono orridi come pochi le donne sono di un livello di bellezza fuori dai canoni del pianeta. Nella festa piu’ esclusiva di uno dei luoghi piu’ glamour del mondo, nel momento di maggiore popolarita’, dove vengono attrici da tutto il mondo c’e’ un livello di bellezza media da selezione genetica della razza. Le brutte semplicemente non esistono, e nemmeno le belle. Solo le mozzafiato.

Per farla breve dopo qualche ora capisco che non c’e’ trippa per gatti, quantunque fossi venuto in smoking non ce ne sarebbe stata. Per essere davvero inserito sarei dovuto venire con cintone D&G, capello con gel tirato verso l’alto, camicia dalle colorazioni improbabili, scarpona a punta e una giacca dal pessimo taglio ma firmatissima e magari un collanone di qualche marca esagerata. Qui c’e’ tutto il nonplusultra del pessimo esibito, i tavoli da cocaina e gli individui viscidi. La serata degli attori e’ il trionfo dei non attori e del non cinematografico. L’apoteosi del genericamente ostentato e del certamente di cattivo gusto. Glamour come sono in questo momento sono un alieno, anzi un giornalista.
Mentre, in piedi vicino ai prove’, rimugino su questi pensieri al centro della zona divanetti un orrendone che potrebbe essere un Cristiano Ronaldo brutto e basso mi si avvicina parlando con altre persone e mette sul vassoio a me antistante una bottiglia vuota, mi guarda e mi fa: “Merci” Scambiandomi per un cameriere. Ho fallito.

Cinema chiusi fino al 5 marzo, QUI gli ultimi aggiornamenti.


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