Sguardi di Cinema Italiano, organizzato dall’Associazione Sguardi, è il nome della rassegna che anno dopo anno è riuscita a far conoscere ed apprezzare il cinema italiano di qualità alle nuove generazioni e ad attirare a Monopoli, una bellissima cittadina della provincia di Bari, registi, filmmaker, produttori e attori da tutta Italia.
La Rassegna Sguardi di Cinema Italiano, giunta quest’anno alla sua undicesima edizione, si è conclusa con l’assegnazione del Premio del Pubblico al film La cosa giusta di Marco Campogiani e del Premio Liceali (composta dai liceali di Monopoli) al film Marpiccolo di Alessandro Di Robilant.
Michele Suma, direttore artistico della manifestazione, ha così dichiarato
“Tre mesi di grande cinema per festeggiare ben undici anni di impegno e promozione del territorio nel segno della settima arte. A più di dieci anni dalla prima edizione, la vetrina pugliese del cinema italiano d’autore ha confermato ancora una volta tutte le grandi aspettative che un progetto lungimirante e di spessore ha posto a più livelli, da quello cinematografico a quello culturale, passando per quello promozionale e turistico”
Il regista Marco Campogiani, si è così aggiudicato l’ambito Premio del Pubblico con il suo lungometraggio d’esordio La cosa giusta una pellicola che tocca le corde del film d’azione, della commedia dal volto drammatico come quella dai risvolti più ironici, una pellicola dalla trama interessante, capace di aggirare i luoghi comuni ed in grado di ribaltare “pirandellianamente” le sorti dei protagonisti.
Due poliziotti, Duccio Monti (Ennio Fantastichini) ed Eugenio Fusco (Paolo Briguglia) con un incarico comune: pedinare uno straniero Khalid (Ahmed Hafiene), liberato dopo mesi di detenzione per il sospetto di appoggiare una cellula di terroristi.
Scarcerato ma in attesa di una sentenza definitiva: pericolo reale o grave errore giudiziario?
Monti e Fusco, due poliziotti incompatibili, sono costretti ad affrontare insieme il caso di Khalid.
A furia di vivere a stretto contatto con il sorvegliato stringono amicizia con l’uomo. E se fosse innocente…?!
Il regista Marco Campogiani, già noto come sceneggiatore di Liscio del 2006 ed Il Prezzo dell’attesa del 2004, in questa sua grande Opera Prima è bravissimo a sovvertire magistralmente le prospettive, ad incantare e sorprendere.
Ecco cosa racconta Marco Campogiani della sua prima esperienza da regista:
“Per il mio approccio alla regia è stato fondamentalmente quello dello sceneggiatore. Scrivere una sceneggiatura significa dirigere un film immaginario: visualizzare, in dettaglio, nel teatro della propria mente, e tenere insieme le parti con una certa coerenza. La sceneggiatura è la prefigurazione di una regia.
Sul set, cerco di dar corpo all’immaginazione, nel decidere i punti macchina, il taglio delle inquadrature, e di ritrovarla e saperla riconoscere nei toni, nei gesti degli attori, nei luoghi.
Nella concitazione del set ho cercato di proteggere il copione scritto insieme a Giovanni De Feo. Ho tentato di preservare, di non spezzare un tessuto, di controllare gli incidenti e gli imprevisti, e di aggiungere, conoscendo le parti, ciò che si poteva trovare per strada, nel concreto delle location, confrontandosi con la sensibilità degli attori, con il direttore della fotografia e la troupe. Sin dall’inizio abbiamo deciso di differenziare, nello stile di fotografia, nell’uso di pellicole diverse, nel tipo di inquadrature, i due luoghi del film, Torino e Tunisi, e di fare questo in rapporto al protagonista Eugenio. A Torino c’è un viandante che conduce le sue due ombre a percorrere luoghi spesso decentrati, marginali, anomici, talvolta sconosciuti. Siamo su di loro, sul loro rapporto, e quando allarghiamo ci appaiono spesso come sospesi in un ambiente, separati.
Tunisi è invece ripresa nella sua “pienezza”, in un ambiente che avvolge Khalid, che affascina Eugenio, ma nel quale finisce per perdersi ed estraniarsi.
I miei obiettivi, come regista, sono stati fondamentalmente due:
1. creare Personaggi che, per le loro contraddizioni, i loro dubbi e desideri, le loro decisioni, il loro mettersi in discussione, per la loro stessa opacità, per il rapporto che costruiscono tra loro, lo spettatore possa “portarsi a casa”, come un incontro con qualcosa di “vivo”, a più dimensioni, all’uscita dalla sala
2. non annoiare nel raccontare una storia che – anche con le armi dell’ironia, dello spiazzamento, di una certa “leggerezza”, conduca però a una riflessione, a una conclusione amara, a delle domande piuttosto che a risposte, a dei dubbi da portarsi a casa, piuttosto che a una riconciliazione, a un “tutto” alla fine si ricompone.
C’è, credo, una lacerazione, una rinnovata “opacità” del mondo, una difficoltà a conoscere e confrontarsi, una diffidenza crescente verso l’estraneo. E credo che abbia un senso rappresentarla, senza ricomporre lo strappo nel racconto, per quanto ciò possa apparire, alla fine, gradevole e rassicurante.
Queste erano le intenzioni. So che tutti quelli che hanno fatto il film, dall’attrezzista che arrivava per primo sul set all’alba ai protagonisti che riempiono lo schermo hanno lavorato con passione e convinzione. E spero che queste cose passino, un po’, attraverso i fotogrammi.”
E a giudicare dal risultato che ha ottenuto il film credo proprio che il regista possa ritenersi molto soddisfatto!!!
La Giuria dei Liceali ha scelto Marpiccolo di Alessandro Di Robilant, premiandolo
“per l’urgenza dei temi trattati e l’immediatezza del linguaggio con cui racconta una realtà sociale del Sud, a noi così vicina, insidiata dal degrado sociale ma sostenuta da grandi sentimenti di umanità e di riscatto”
I ragazzi hanno apprezzato la direzione degli attori, soprattutto nella distribuzione complessiva dei ruoli e nella scelta del giovanissimo esordiente Giulio Beranek.
Con questo suo film, Alessandro Di Robilant tratteggia una Puglia diversa da quella delle cartoline, meno turistica e più di confine, al limite come le strade che danno vita al quartiere tarantino Paolo VI, dove neppure l’idea romantica dell’amore invincibile salverà il protagonista dal carcere.
Ma da questo pantano, questa terrà ferita, germoglierà forte una nuova vita, perché al di fuori di questo “mar piccolo” c’è un oceano di speranze.
La responsabile della Giuria dei Liceali, la prof.ssa Stefania Del Giglio ha così dichiarato:
“La seconda edizione del Premio Liceali si è conclusa con la vittoria di Marpiccolo, il bel film di Alessandro di Robilant. Cronaca di una vittoria annunciata si potrebbe dire, a giudicare dall’entusiasmo con cui i giurati hanno accolto la prima proiezione della XI edizione di Sguardi di cinema italiano.
La prima edizione è stata una scommessa, ma oggi possiamo senz’altro parlare di vittoria se consideriamo il numero in crescita dei giurati, la curiosità e l’attenzione con cui hanno accolto ogni singola proiezione, la qualità delle riflessioni e degli interventi in sala, la responsabilità con cui hanno rivestito il loro ruolo di giurati seguendo il festival in ogni sua fase. Senz’altro questo premio è un aspetto assolutamente qualificante e sorprendente della nostra rassegna, particolarmente apprezzato dagli stessi ospiti, contagiati da tanto interesse”.
Il Festival Sguardi di Cinema Italiano ha visto ben 10 film in gara:
La stagione 2010 di Sguardi ha meritato anche quest’anno la Medaglia del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, la promozione diretta dell’iniziativa da parte della Regione Puglia – Assessorato al Mediterraneo, il sostegno della Provincia di Bari – Assessorato alla Cultura, della Città di Monopoli ed i patrocini dell’Assessorato al Turismo della Regione Puglia, dell’Apulia Film Commission, dell’AGIS di Puglia e Basilicata, della FICE.
Noi di Screenweek siamo felicissimi del premio vinto dal nostro caro amico Marco Campogiani!!!
Il film La cosa Giusta è riuscito, seppur con molte difficoltà e vicissitudini legate alla sua cattiva distribuzione… ad arrivare al pubblico che lo ha compreso ed apprezzato a tal punto da giudicarlo il migliore del Festival!!!
Io ho avuto il piacere di conoscere Marco Campogiani ed Ahmed Hafiene in occasione della presentazione in anteprima per la Puglia del film La cosa Giusta e Vi lascio con un piccolo regalino che in quell’occasione, hanno fatto ai lettori di Screenweek!!!