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La storia del Peplum, parte 7: il revival anni ’80

Di Marco Triolo

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Nell’ultimo appuntamento, abbiamo visto come a metà anni ’60 il Peplum morì a causa della sovraesposizione nelle sale, che portò al trionfo del neonato Spaghetti western. Questo non impedì, negli anni ’80, di tentare un rilancio di queste produzioni, scatenato dal successo di Conan il barbaro (1982), epocale film di John Milius che rimise in moto involontariamente la produzione italiana, anche se con budget ridotti all’osso e un decimo dell’entusiasmo di 20 e 30 anni prima.

Tra i titoli che scimmiottavano apertamente Conan, e che quindi sono più facilmente ascrivibili al filone dello “Sword and Sorcery”, ricordiamo Ator l’invincibile (1982) di Joe D’amato, e il suo sequel Ator l’invincibile 2 (1984), entrambi interpretati da Miles O’Keeffe. Un terzo capitolo, Ator il guerriero di ferro, fu prodotto nel 1987 e diretto da Alfonso Brescia. L’altro noto clone di Conan fu Gunan, protagonista di due pellicole, Gunan il guerriero (1982, Franco Prosperi) e Sangraal, la spada di fuoco (1982, Michele Massimo Tarantini). Regolare in parecchi di questi film era la presenza dell’attrice Sabrina Siani.

Tra le star di questo revival vi fu anche Lou Ferrigno (l’Hulk televisivo), protagonista di pellicole quali Ercole (1983, Luigi Cozzi) e il suo seguito Le avventure di Ercole 2 (1985, sempre Cozzi). I film con Lou Ferrigno erano un po’ l’eccezione nella produzione del periodo: erano infatti gli unici a ricordare da vicino i peplum classici, mentre il filone barbarico era generalmente ambientato in un’epoca indefinita, simile appunto all’Era Hyboriana di Robert E. Howard, tra regni sperduti, eroi barbari e potenti stregoni.

Negli anni ’80, in America l’ambientazione nell’antichità fu snobbata, con la rara eccezione di Scontro di Titani (1981, Desmond Davis), un film che sembrava venire da un’altra epoca. Come detto, i temi favoriti erano più legati al fantasy classico: film come Conan il barbaro ed Excalibur (1981, John Boorman) fecero sì che il decennio si concentrasse maggiormente su ambientazioni medievali. Altri esempi di questa tendenza sono Conan il distruttore (1984, Richard Fleischer) e Yado (1985, sempre Fleischer) che in realtà era il film di Red Sonja, nonché l’ottimo Ladyhawke (1985, Richard Donner).

Per una ripresa vera e propria del “Sandalone”, avremmo dovuto attendere il 2000. Lo vedremo nel prossimo appuntamento!

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