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Revanche, la recensione in anteprima

Di Gabriele Niola

Revanche - Ti uccidererò Poster ItaliaRegia: Götz Spielmann
Cast: Johannes Krisch, Irina Potapenko, Andreas Lust, Ursula Strauss
Durata: 121 minuti
Anno: 2010

Revanche è il film più intimamente cristiano visto quest’anno e contemporaneamente (o forse proprio per questo) il più bel noir del 2009-2010, un film critico e dubbioso nei riguardi dell’etica e delle morale della religione.
Non è dato sapere se Gotz Spielmann sia o meno credente ed è anche di poco interesse, il film che ha girato parla per lui di un continuo interrogarsi sui limiti della responsabilità, sull’esigenza o meno di subire una punizione per i peccati commessi e su quanto questi siano tali.

La forza di Revanche è principalmente di spiccare il volo là dove i noir tradizionalmente si chiudono. Se fossimo di fronte ad un film come altri la storia si chiuderebbe alla fine del primo tempo e si chiuderebbe anche in linea con i vortici di perdizione e gli accanimenti del destino che dominano il genere. Spielmann però dimostra di essere interessato a ciò che accade dopo, a come si conviva con quello che si fa e utilizza una trama poliziesca (un autista di un pappone si innamora della prostituta più bella, medita di scappare con lei e per farlo organizza una rapina) per orchestrare una seconda parte che sposta l’ambientazione dalla città alla campagna e che punta sul simbolico, sulla rarefazione e sui silenzi.

Alex, il protagonista, rimane ad elaborare il dolore in una cascina spaccando legna e più ciocchi accatasta più rimesta. Accanto a lui vive la persona che indica come il colpevole di tutti i suoi mali e verso il quale medita vendetta. Ma quello che non sa è come questa persona viva la situazione a sua volta.
Siamo di fronte al cinema europeo nella sua accezione più stretta, quello che dovrebbe sempre essere: un modo di fare film che non disdegna i generi, che sa manipolare i racconti ma che applica uno sguardo e si concentra su cose diverse rispetto al resto del mondo.

Cinema di genere all’europea, noir sofisticato che dilata i tempi e cerca di comprendere i personaggi più dell’azione o polpettone noioso? Qui le altre critiche

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