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Meryl Streep: una vera e propria fabbrica di successi

Meryl Streep: una vera e propria fabbrica di successi

Di Leotruman

Domani, venerdì 19 marzo, finalmente arriva anche nelle sale italiane E’ Complicato, la commedia scritta e diretta da Nancy Meyers (What women want, L’Amore non va in vacanza) che vede protagonista Alec Baldwin, Steve Martin e soprattutto lei, la fantastica e amatissima Meryl Streep.

its complicated Poster Italia

L’attrice negli ultimi anni praticamente non ha sbagliato un colpo, alternando commedie e ruoli drammatici senza mai variare la qualità delle sue interpretazioni, che rimane sempre altissima. I 2 Oscar vinti su ben 16 nomination (record assoluto di nomination per un attore) lo testimoniano.

In questo post cerchiamo di ripercorrere la carriera di questa fantastica attrice, focalizzando l’attenzione sulle pellicole che le hanno regalato una delle sue numerose nomination agli Academy Awards e analizzandone il successo al botteghino.

Non tutti si ricordano che Meryl Streep ha esordito sul grande schermo con Il Cacciatore nel 1978 (se si esclude un piccola parte in Julia l’anno precedente). Il film di Micheal Cimino non solo andò bene al boxoffice statunitense (quasi 50 milioni di dollari di incasso a fronte di una spesa di 15 milioni), ma ottenne grandi consensi di critica: vinse ben 5 Oscar su 9 nomination e proprio una di queste era stata assegnata alla Streep come Miglior Attrice non Protagonista. Alla sua prima importante interpretazione cinematografica il mondo del cinema si era già reso conto del talento della allora 29enne attrice proveniente dal New Jersey. E quello fu solo l’inizio…

Solo l’anno successivo l’attrice riceverà il suo primo Oscar come Migliore attrice non Protagonista per il film Kramer contro Kramer. La pellicola di Robert Benton con Dustin Hoffman fu un enorme successo di pubblico e critica. Incassò negli USA la bellezza di 106.2 milioni di dollari (nel ’79!) che corrispondo a oltre 300 milioni odierni e lo collocano al 127° posto nella classifica dei maggiori incassi americani aggiustati secondo l’inflazione. Il film inoltre ottenne ben 10 nomination agli Oscar, vincendone 5 e regalando la prima statuetta alla giovane Meryl.

Dopo 2 anni l’attrice torna nelle sale con La donna del tenente francese, film di Karel Reisz tratto dall’omonimo romanzo di John Fowles. La pellicola incassò nelle sale americane quasi 27 milioni di dollari e ottene 5 nomination agli Academy, regalando finalmente alla Streep la sua prima come Miglior Attrice Protagonista.

L’anno successivo (1982)  l’attrice raggiunge il massimo riconoscimento: con La Scelta di Sophie vince l’Oscar come Migliore Attrice Protagonista e paradossalmente questa sua seconda statuetta (su 4 nomination in 4 anni di carriera) è finora l’ultima che abbia vinto nonostante la lista di nomination (altre 12!) sia continuata nei decenni fino ad oggi. Furono 30 i milioni di dollari incassati negli USA dalla pellicola per il film che ha commosso intere generazioni e che continua a farlo.

Passa solo un anno e… altro successo, altra nomination per l’attrice. Il film Silkwood, diretto da Mike Nichols (Il Laureato, Closer) e scritto da Nora Ephron (C’è Posta per te, Julie & Julia) incassò 35 milioni di dollari e fu nominato a 5 Oscar senza vincerne alcuno.

Nel 1985 sfiora la terza statuetta con La Mia Africa, indimenticabile dramma sentimentale del compianto regista Sydney Pollack. L’Oscar andò a sorpresa a Geraldine Page per la sua interpretazione in In Viaggio verso Bountiful, ma non fu di certo un grosso problema visto che il film ottenne ben 7 Oscar su 11 nomination e incassò 87 milioni di dollari negli USA, che diventano ben 128.5 a livello globale. Un successo memorabile!

Passano un paio d’anno ed ecco un’altra doppietta di nomination per il film Ironweed (1987), con Jach Nicholson, e per Un Grido nella notte (1988), pellicola che regalò all’attrice il suo primo e unico premio come Migliore Attrice al Festival di Cannes. Purtroppo entrambe queste pellicole furono degli insuccessi al boxoffice: il primo incassò solo 7.3 milioni mentre il secondo 6.9 milioni di dollari.

Andò meglio nel 1990 con Cartoline dall’inferno, film scritto da Carrie Fisher (la principessa Leila di Star Wars) che presenta numerosi spunti autobiografici visti i problemi di tossicodipendenza avuti dall’attrice dopo l’enorme successo raggiungo con la saga di fantascienza più famosa della storia del cinema. Ancora una volta un film di Mike Nichols permette a Meryl Streep di offrire un’ottima interpretazione, premiata anche in questo caso con un nomination agli Academy Award (andata per l’ennesima volta a vuoto!). La pellicola fu un discreto successo di pubblico e incassò poco meno di 40 milioni di dollari solo al mercato statunitense.

I premi si fermano per circa 5 anni, periodo ricco di grandi successi internazionali: non possiamo non ricordare almeno La Morte ti fa bella di Robert Zemeckis (150 milioni di incasso globale) e The River Wild di Curtis Hanson (quasi 100 milioni).

Nel 1995 l’attrice recita in uno dei film più belli della sua carriera (sicuramente quello che personalmente preferisco). Clint Eastwood la sceglie per interpretare la casalinga italo-americana Francesca ne I Ponti di Madison County, il film sentimentale che commosse mezzo mondo, incassò ben 182 milioni di dollari globalmente (a fronte di 24 milioni di budget) e regalò alla Streep la decima nomination in 17 anni di carriera cinematografica. Impressionante!

Nei 10 anni successivi, dal 1996 al 2006, Meryl prende parte ad una decina di pellicole delle quali solo poche hanno lasciato un segno. Dei 3 film in cui è stata nominata, vale a dire La voce dell’Amore (1998), La Musica del cuore (1999) e Adaptation (2003), nessuno dei tre possiamo dire abbia segnato la storia del cinema come i precedenti successi dell’attrice, e anche al botteghino non si sono comportati molto bene incassando rispettivamente negli USA solo 23.2 milioni, 14.8 milioni e 22.4 milioni di dollari.

Nonostante non abbia ricevuto nomination, non possiamo dimenticarci di un importante film in cui la Streep ha recitato in quegli anni: The Hours, il film di Stephen Daldry nominato 9 volte agli Oscar che consacrò Nicole Kidman come Miglior attrice nel 2002 (quasi 110 milioni globali d’incasso).

Nel 2006 l’attrice del New Jersey recita in uno dei ruoli che le permettono di farsi amare anche dai giovanissimi che non conoscono bene e interamente la sua carriera: esce Il Diavolo Veste Prada, film di David Frankel basato sull’omonimo romanzo di Lauren Weisberger, in cui interpreta magistralmente Miranda Presley (personaggio ricalcato sulla temibile direttrice di Vogue America Anna Wintour). Il successo è immediato e universale: 127.7 milioni di dollari in USA, 326 milioni in tutto il mondo,  e 1 Golden Globes e l’ennesima nomination agli Oscar per l’attrice.

Dopo i “politici” Rendition e Leoni per Agnelli, nel 2008 esce Mamma Mia!, il film tratto dal musical di Broadway basato sulle canzoni degli ABBA e prodotto da Tom Hanks. La pellicola si rivela essere il maggior successo internazionale di Meryl Streep nella sua (ora) lunga carriera: l’incasso è di 144 milioni di dollari negli USA, che diventano addirittura 610 milioni in tutto il mondo!! Nel Regno Unito (e in altri paesi) era diventato il maggiore incasso della storia, record durato poco in quanto Avatar ha fatto poi suo il record praticamente in tutti i paesi del mondo!

Anche in quell’anno venne nominata all’Oscar, ma non per le sue doti canore nel musical, ma per la sua austera interpretazione di una suora ne Il Dubbio (50 milioni di incasso globale a fronte di una spesa di 20).

Mamma Mia! Poster Usa

Il 2009 è dedicato interamente alle commedie.

In Julie & Julia di Nora Ephron la Streep interpreta la famosissima cuoca americana Julia Child, grazie al quale riceve la sua sedicesima nomination agli Oscar in poco più di 30 anni di carriera (praticamente 1 ogni 2 anni!). La pellicola piace molto a pubblico e critica, incassando ben 94.1 milioni di dollari negli USA, che diventano 130 globali.

Il giorno di Natale del 2009 esce in America E’ Complicato, pellicola che finalmente potremo gustare anche noi italiani domani in sala. Il film di Nancy Meyers ha rappresentato un ottimo esempio di controprogrammazione durante le festività natalizie americane (vs. Avatar, Sherlock Holmes, Alvin Superstar 2): ha incassato ben 112.4 milioni di dollari, che sono davvero tanti per una pellicola R-rated. A livello internazionale ha già superato i 200 milioni totali e deve ancora uscire in qualche mercato.

Quanto riuscirà ad incassare in Italia? E riuscirà Meryl Streep a mantenere in futuro gli standard delle sue interpretazioni così elevati?

Innanzitutto godiamoci questa sua nuova commedia, in attesa di un suo prossimo ruolo drammatico in “The Ice at the Bottom of the World”, in cui recita con Charlize Theron, film che dovrebbe uscire entro la fine dell’anno.

Qual’è la vostra Meryl Streep preferita? Quale vi è entrata nel cuore in maniera definitiva?

(Fonte dei dati: BoxofficeMojo, Imdb)

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