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Martin Scorsese: successi e insuccessi di un grande regista

Di Leotruman

Venerdì arriva finalmente nelle sale americane Shutter Island, il nuovo film di Martin Scorsese. Il thriller vede protagonista ancora una volta Leonardo Di Caprio, insieme a Ben Kingsley, Mark Ruffalo e Michelle Williams e uscirà in oltre 2500 sale americane. Siamo nel 1954, e Teddy Daniels (Di Caprio) viene convocato a Shutter Island dove ha sede un istituto psichiatrico di detenzione, per indagare sulla scomparsa di una ragazza pluriomocida, che sembrerebbe essere riuscita a fuggire dalla sua cella. Ma niente è come sembra, e mentre un uragano sta per abbattersi sull’isola, le indagini procedono facendo emergere sospetti e misteri, svelando terribili complotti fino all’adrenalinico finale a sorpresa.

La pellicola doveva arrivare nelle sale nell’autunno scorso, in tempo per partecipare alla stagione dei premi, ma la sua uscita è stata misteriosamente posticipata fino al 19 febbraio 2010 (da noi arriverà il 5 marzo). Shutter Island sta avendo recensioni molto contrastanti da parte della critica: qualcuno inneggia al capolavoro, mentre per altri è solo un thriller gestito male da Scorsese. Ma come reagirà invece il pubblico? Il regista ha avuto grandi successi di pubblico e critica nel corso degli anni, ma non si possono dimenticare anche grandi flop (commerciali e non).

Scopriamo nel dettaglio la storia al boxoffice di Martin Scorsese.

Shutter Island Poster USA 5

Nel 1974 esce Alice non abita più qui, il primo film del regista di cui abbiamo dati riguardanti gli incassi e una delle primi apparizioni sul grande schermo di una giovanissima Jodie Foster (all’epoca 12enne). L’incasso del dramma romantico è di 18.6 milioni di dollari negli USA. Nel 1976 arriva la prima grande consacrazione di Scorsese: Taxi Driver, considerato uno dei suoi più grandi capolavori (39° posto nella classifica dei migliori film secondo Imdb), vince la Palma d’Oro al Festival di Cannes e raccoglie ben 28.262.564 dollari (una cifra significativa per l’epoca). Il film, che vede ancora nel cast la Foster regala all’attrice la sua prima nomination all’Oscar come non protagonista (ma tra le 4 nomination manca quella a Miglior Regista),  e permette di continuare il lungo sodalizio tra Scorsese e Robert De Niro, iniziato con Mean Streets nel ’73. Infatti gireranno insieme altre 5 pellicole negli anni seguenti.

L’anno successivo cambia totalmente genere e si dà al musical e gira New York, New York: il film con De Niro e Liza Minelli incassa “solo” 16.4 milioni, ma ci ha donato una delle migliori colonne sonore di sempre e una canzone che è entrata nella storia e nella memoria collettiva. Nel 1980 il regista italoamericano sforna un altro capolavoro, Toro Scatenato (sempre con De Niro protagonista): la pellicola incassa 23 milioni di dollari, ma viene nominato a ben 8 Oscar (tra cui finalmente la prima nomination come Miglior Regista) vincendone due (Robert De Niro miglior protagonista e miglior montaggio).

Seguono due insuccessi, Re per una notte (’83) e Fuori Orario (’85), che incassano rispettivamente 2.5 e 10.6 milioni al mercato americano. Bisogna aspettare fino al 1986 per un altro grande successo di critica e pubblico; in quell’anno esce infatti Il colore dei soldi, pellicola che vede protagonisti Paul Newman e un giovanissimo Tom Cruise e che raccoglie ben 52.293.982 dollari negli USA (16° incasso dell’annata, che vede al 1° posto un altro film con Cruise, il mitico Top Gun con ben 176 milioni). Sono ben 5 le nomination assegnate al film, grazie al quale Paul Newman riesce a vincere l’ambita statuetta dopo ben 7 nomination andate a vuoto. Due curiosità: l’anno precedente l’attore aveva ricevuto l’Oscar alla carriera, ma non lo aveva ritirato personalmente effettuando il discorso di ringraziamento via satellite in diretta da Chicago; lo stesso è avvenuto l’anno successivo, dove sarà l’amico Robert Wise a ritirare la statuetta al posto suo.

Il 1988 è l’anno dello scandalo per Scorsese: esce infatti L’ultima tentazione di Cristo, pellicola che ha generato ogni sorta di polemica possibile nei suoi confronti, polemiche che però non hanno giovato alla sua sorte al botteghino (solo 8.3 milioni in America). Il regista tuttavia ottiene la sua seconda personale nomination. Nel 1990 esce Quei bravi ragazzi (Godfellas il titolo originale) che è una delle sue pellicole più amate (14° posto nella classifica di Imdb): il film incassa ben 46.836.394 di dollari e regala altre soddisfazioni a livello di premi (6 nomination, 1 statuetta a Joe Pesci come non protagonista). Ma il riconoscimento più ambito e desiderato tende a latitare (e rimarrà tale ancora per molti anni).

L’anno seguente è segnato da un altro grande successo di pubblico, Cape Fear – Il Promontorio della paura, che incassa ben 182 milioni a livello globale (di cui 79 solo negli USA) e regala l’ennesima nomination a De Niro.

Con L’età dell’innocenza il regista si concede il suo primo film in costume, ambientato a fine ‘800. La pellicola con protagonista Daniel Day Lewis, Michelle Pfeiffer e Winona Rider incassa negli USA poco meno del suo budget (32.255.440 dollari contro 34 spesi) ma sono ben 5 le nomination raccolte (Oscar per i costumi alla nostra Gabriella Pescucci). Dopo due anni torna con Casino, che segna la fine del lunga collaborazione tra Scorsese e Robert De Niro: il film ambientato nella città del peccato ha un ampio successo di pubblico, incassando ben 116 milioni a livello mondiale, e regalando a Sharon Stone il momento più elevato della sua carriera (nominata come non protagonista, non vince però).

La seconda metà degli anni ’90 è segnata purtroppo da altri due grandi flop al botteghino: Kundun, che recupera solo 5.6 milioni di dollari su oltre 28 spesi, e Al di là della vita con Nicolas Cage (molto probabilmente la sua migliore prova come attore) che purtroppo incassa solo 16.7 milioni dopo esserne costati ben 55!!!

Ma le case di produzione non perdono fiducia nel grande regista, anzi alzano la posta in gioco. L’inizio del nuovo millennio è infatti segnato da grandi produzioni e da grandi budget. Il tutto inizia nel 2002 con Gangs of New York, megaproduzione costata ben 100 milioni di dollari e girata per la quasi totalità a Cinecittà, dove venne costruito forse uno degli ultimi grandi set della storia del cinema: infatti la New York dell’800 venne ricostruita accuratamente negli studi romani, poco prima che i set digitali sostituissero totalmente questa pratica così costosa, ma allo stesso tempo così affascinante. Il film, che segna l’inizio di un nuovo sodalizio, quello con Leonardo Di Caprio (che dura fino a tutt’oggi), incassa poco meno di 200 milioni di dollari globalmente. Il rovescio della medaglia consiste purtroppo nelle 10 nomination agli Oscar a cui non segue alcuna vittoria: l’Acadamy continua a snobbare il regista e sembra voglia proprio fargli sudare questo benedetto riconoscimento.

Ma la beffa continua nel 2004 con The Aviator: 11 nomination e 5 Oscar minori (6° nomination a Miglior Regista andata a secco). Martin si consola con il grande successo di pubblico: la pellicola incassa oltre 213 milioni di dollari in tutto il mondo, anche se non si può dimenticare il suo costo proibitivo (110 milioni).

Finalmente il 2006 è l’anno della consacrazione. Il 16 ottobre esce The Departed, remake del capolavoro Infernal Affairs. Con questa pellicola, che vede protagonista per la terza volta Di Caprio insieme a Jack Nicholson e Matt Damon, Martin Scorsese raggiunge l’apice del suo successo al botteghino e nel suo palmarès: sono 290 i milioni di dollari totali incassati (90 milioni il costo di produzione), e con “sole” 5 nomination, il film si porta a casa ben 4 importanti Oscar: miglior Film,  sceneggiatura, montaggio e soprattutto Miglior Regista. Hollywood si decise finalmente a dare a Cesare quel che è di Cesare, assegnando il massimo riconoscimento ad uno dei maestri della storia del cinema, che ha saputo sfornare solo grandi storie rimaste nella memoria e nel cuore di tanti spettatori nei 30 anni precedenti. Praticamente un Oscar alla carriera!

The Departed - Il bene e il male

Il 2010 è l’anno del grande ritorno. Infatti Martin Scorsese ci ha fatto aspettare ben 4 lunghi anni prima di poter assaporare un suo nuovo lungometraggio (solo nel 2008 è uscito un suo documentario-concerto sul gruppo dei Rolling Stones, Shine a light, che ha raccolto 5.5 milioni negli USA).

Saprà replicare il successo di The Departed? Gli elementi ci sono tutti e noi ce lo auguriamo con il cuore.

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