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19 febbraio 2010 • 17:41 • Scritto da

Emily Blunt, dalla musica al cinema

In realtà Emily Blunt doveva fare la cantante, era in quella direzione che la sua carriera si era avviata già quando aveva 16 anni. Addirittura all’epoca, lanciata in giro per il mondo per spettacoli televisivi, aveva diviso l’appartamento con un altrettanto giovane Michael Bublè. Ad un certo punto però il cinema si è messo di […]
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The Wolf Man Emily Blunt Benicio Del Toro Hugo Weaving Anthony Hopkins Geraldine Chaplin 7In realtà Emily Blunt doveva fare la cantante, era in quella direzione che la sua carriera si era avviata già quando aveva 16 anni. Addirittura all’epoca, lanciata in giro per il mondo per spettacoli televisivi, aveva diviso l’appartamento con un altrettanto giovane Michael Bublè. Ad un certo punto però il cinema si è messo di mezzo con una folgorante partecipazione in My Summer Love, film inglese dall’inaspettato successo che ha gettato addosso anche ad Emily Blunt un ventaglio nuovo di possibilità a 21 anni.

Ricevuto un premio come promessa dell’anno è stata subito scritturata per una serie televisiva (sempre britannica) in cui stava a fianco di Bill Nighy e Miranda Richardson, ruolo utile a raccogliere fama ed esperienza sufficienti ad ottenere un piccolo ma decisivo ruolo in Il Diavolo Veste Prada nel 2006. Emily Blunt è l’assistente invidiosa ed efficiente di Meryl Streep che in un attimo finisce a rivaleggiare con l’inesperta ma arguta Anne Hathaway. E anche nella realtà dei fatti le cose non sono state troppo diverse, è infatti accaduto che alla Blunt sia andato il premio come “miglior attrice rubascena” secondo Entertainment Weekly.

Da lì è arrivata anche una parte in La Guerra di Charlie Wilson, ma a quel punto perde un provino importante, quello per The Girl in the Park (parte alla fine assegnata Kate Bosworth) come del resto recentemente si è fatto soffiare il ruolo della Vedova Nera in Iron Man 2 da Scarlett Johansson.
Visto però il calibro delle sue rivali Emily Blunt punta più in alto e ottiene una parte da protagonista in The Young Victoria (in arrivo tra poco) e la parte di batticuore di Benicio Del Toro in Wolfman.

Ed è proprio con Wolfman che Emily Blunt approda finalmente alla tappa fondamentale per ogni attrice di bell’aspetto nel sistema hollywoodiano, il momento in cui smette di essere una donna di contorno e diventa l’oggetto del desiderio del protagonista. Questo passo, nei casi migliori, è il preludio ad una possibile carriera anche da motore dell’azione senza bisogno di uomini a cui anelare (ruolo che declinato al femminile è molto raro nel cinema americano), nei peggiori è un punto di arenamento.

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