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E’ complicato parlare di E’ complicato?

Di Filippo Magnifico

E’ complicato parlare di E’ complicato? Per la Sceneggiatrice/Regista/Produttrice Nancy Meyers assolutamente no. Negli ultimi 30 anni, questa donna ha realizzato numerose commedie romantiche di grande successo che presentavano personaggi adulti costretti a trovarsi faccia a faccia con verità che avevano a lungo evitato. Un percorso che per questa cineasta ha rappresentato una vera e propria catarsi. Ma lasciamo che sia lei stessa a spiegarcelo, tramite quest’intervista:

Che cosa ti ha spinto verso questo argomento?

A mia stessa insaputa, penso di essere stata attratta dal tema del divorzio. Non dalla parte triste e amara della separazione, ma dal mondo in cui gli ex si ritrovano dopo il divorzio e da come la loro relazione, sotto molti punti di vista, non finisca mai. Non mi sono resa conto che questo era l’argomento di cui stavo scrivendo fino a quando non ho quasi finito la sceneggiatura.

Che cosa ti ha fatto desiderare di fare questo film?

Ho pensato di conoscere bene l’argomento, è una cosa che tutta la mia famiglia ha vissuto… non la relazione clandestina, naturalmente, ma il quotidiano del post-divorzio. L’imbattersi l’uno nell’altro, il pensare a come continuare a occuparsi dei figli insieme, a come vivere nella stessa città insieme. Hai notato quanto la parola “insieme” esista ancora quando sei divorziato?

Quanto c’è di autobiografico nel film? Puoi parlare un po’ di come utilizzi la tua vita nel tuo lavoro?

Ho sempre usato elementi della mia vita nella scrittura. In fondo, che cos’altro conosco davvero? Il Soldato Giulia era una donna della mia età, che se ne andava da casa cercando di capire cosa volesse diventare. Mi sono mai arruolata? No. I suoi genitori somigliavano ai miei? Sì. E il suo viaggio, anche se diverso dal mio a Hollywood, le ha cambiato la vita, come a me.
Vertenza inconciliabile parlava di una coppia che cercava di mantenere la propria lucidità e i propri valori quando arriva il successo. Questo film era successivo a Soldato Giulia agli ordini, ed era la storia che noi non volevamo ci accadesse. Baby Boom era la storia di una donna che cerca di destreggiarsi tra il lavoro e la figlia e guardava in maniera onesta a come il mondo delle grandi società vedeva le madri lavoratrici. Era un po’ un ‘manuale di autoaiuto’, una storia su come sopravvivere lavorando e avendo figli. Gli anni di Il padre della sposa, erano anni in cui la nostra famiglia stava crescendo ed è stato facile capire come un genitore possa essere contrario a un matrimonio perché, dopo tutto, Il padre della sposa è un film su un genitore che non vuole perdere sua figlia. Questi sono stati film allegri da fare in anni molto allegri e felici della mia vita.
Ho fatto Genitori in trappola per mia figlia di 11 anni. L’originale era un film amato dalle famiglie e io volevo renderlo più moderno. E’ un film sulla responsabilizzazione di una ragazza. E’ dedicato a mia figlia Hallie. Questo è stato seguito dal mio divorzio, e la prima cosa che ho scritto è stata una riscrittura di un film che io ho chiamato What Women Want – Quello che le donne vogliono. E’ stata un’idea fantastica e ho trascorso un periodo meraviglioso a scriverlo. Che fantasia! Se gli uomini sapessero come pensiamo noi donne, il mondo sarebbe un posto migliore. Mi sono ritrovata a scrivere cose molto personali per il personaggio di Helen Hunt. Poi c’è stato Tutto può succedere. Sì, c’è molto di me in quella storia. L’amore non va in vacanza è stato per me un’opportunità per uscire un po’ da me stessa, ma poi ho trovato di avere molto, moltissimo in comune con il personaggio di Kate Winslet. E ora E’ complicato…beh, questo è complicato da spiegare.

Che cosa c’è in Jane [personaggio interpretato da Meryl Streep] che ti somiglia?

Direi che io e Jane siamo simili sotto molti punti di vista, ma forse non tanto quanto ci si aspetterebbe. Lei è molto più coraggiosa di me. Come dice nel film, lei “ha sperimentato una parte di sé”. Io preferisco sperimentare con un personaggio di un film piuttosto che fare le scelte che fa lei, ma questo è il motivo per cui scrivere il personaggio di Jane mi ha divertito molto.

Hai mai preso in considerazione la possibilità che Jane finisca con Jake [personaggio interpretato da Alec Baldwin]?

Mai. Volevo che Jane fosse felice senza Jake. Se lo era meritato.

Che cosa cerchi di dire attraverso la scelta dell’uomo con la quale lei finisce?

Jane era bloccata nell’ombra del suo matrimonio. Ci riscivola dentro momentaneamente e questo è, forse, tutto quello che le serve per venirne finalmente fuori. Non so se “finisce” con Adam [personaggio interpretato da Steve Martin], ma li immagino una coppia con un buon potenziale.

Puoi parlarci della scena in cui Jane spiega ai suoi figli perché l’ha fatto? Parlaci un po’ di più, se puoi, del ruolo dei figli in questo film – come influenzano le sue azioni nel film gli obblighi che Jane ha verso i suoi figli? Questo vale anche per Jake?

Ho immaginato il momento in cui Jane deve spiegare ai suoi figli quello che ha fatto come uno dei più difficili della sua vita. Anche i genitori hanno il diritto di fare delle scelte per loro stessi da soli, ma quando i figli scoprono la relazione, Jane è costretta ad affrontarli e ad aprirsi a loro come donna, non solo come madre. E’ una situazione molto difficile. Nel comunicare il suo dolore privato mantenendo comunque la sua dignità, Meryl ha fatto un lavoro meraviglioso.

Nel film Jake sostiene che i problemi che avevano portato alla separazione tra lui e Jane non esistono più. Ha ragione? Tu ci credi?

Sì, quelli sono problemi che le coppie con due lavori e tre figli devono affrontare. La vita è estenuante in quegli anni e il rapporto, la cosa su cui fai affidamento, sembra non ricevere mai abbastanza cure o attenzioni. Alcune coppie riescono a sopravvivere alla tempesta, altre non ce la fanno. Quindi, quello che sostiene Jake è giusto. I problemi di 10 anni prima non ci sono più ma, sfortunatamente, loro non sono più le stesse persone che erano 10 anni prima. La vita li ha cambiati. Il tempo ha continuato a scorrere e loro sono cambiati. Entrambi provano a tornare indietro a quello che erano, ma alla fine tutti e due sanno di non potere.

Jane parla di come lei sia ora in grado di ammettere di avere delle colpe nei confronti di Jake per come è finito il loro matrimonio. Perché adesso può dirlo e 10 anni prima no? Puoi parlarci di come questa cosa sia successa a te, di cosa significhi e di quanto sia importante nella storia?

Lo so, quando Jane ammette questo con Jake, non lo aveva mai detto prima, nemmeno a se stessa. E quando lo dice a Jake è perché la sua strizzacervelli le ha detto di “lasciar andare, mollare”. Lei lo prende alla lettera — si libera della ferita, della sua colpa, si libera del suo bisogno di raccontare la storia del suo divorzio nel modo in cui l’ha raccontata per tutti questi anni. Questo alla fine la rende libera di allontanarsi, ma, in questo momento della storia, Jane pensa che questo invece la renda libera di avvicinarsi a Jake. Io però ho scelto proprio questo momento per la telefonata di Adam che fa il primo passo e le chiede di uscire. E’ un segno, se vuoi.

Gran parte della storia racconta di una coppia che sta entrando in una nuova relazione mentre guarda indietro alla sua storia passata. Ti sembra una cosa sana?

Probabilmente no, ma da’ loro una chance che molte persone divorziate avrebbero desiderato avere. Le loro conversazioni sono sane; ma alla maggior parte di noi non viene mai data l’opportunità di raggiungere la vicinanza che permette di esprimere quelle cose ai propri ex.

Quando erano sposati Jane e Jake parlavano molto? Dove hanno fallito? Hanno fatto bene a separarsi?

Oddio, immaginiamo lo scenario migliore: avrebbero potuto farcela con i giusti consigli? Non lo so. Sinceramente ne dubito. Non puoi prendere la saggezza che hai ora e applicarla ad allora, perché allora non eri così saggio, e io dubito che qualcuno avrebbe potuto dire loro quelle cose allora e che loro fossero in grado di ascoltarle. La rabbia e l’essere feriti sono una pericolosa combinazione di sentimenti.

Perché Jane va avanti nella loro relazione?

Questa è una buona domanda ed è la domanda che affligge Jane per la maggior parte del film. Credo che l’elenco che fa e legge ad alta voce nello studio del suo psichiatra sia corretto. E’ tutte quelle cose insieme. Non è una risposta semplice, ma una parte di lei sa che ne uscirà più consapevole… ed è così.

Perché una donna forte e lucida come Jane si preoccupa di quello che le sue amiche e il suo analista dicono su quello che fa?

Tutti ci preoccupiamo di quello che dicono gli altri, non è vero? Essere forti e lucidi non significa essere invincibili. E forse lei è stanca di essere così forte. Questa è una situazione insolita e improbabile, e Jane cerca una sorta di guida nei suoi migliori amici e nel suo dottore. Il fatto che tutti la incoraggino a esplorare aiuta a mandare avanti la relazione, ma Jane arriva alle sue proprie conclusioni su tutta la faccenda piuttosto velocemente.

C’è un vero futuro per Jane e Adam? Qual’è la loro direzione?

Come primo passo, li vedo fare un bel viaggio insieme. Forse a Parigi o Londra. Penso che sarebbero degli ottimi compagni di viaggio. Vedo Adam che prende per loro due stanze separate e, dopo un paio di notti, una sola. Da qui, tutto è possibile.

Questo film è ottimista sulle relazioni?

Sì, penso che alla fine lo sia. Credo che il film sia realistico riguardo alle relazioni. Ogni personaggio ha una relazione fallita che in qualche modo lo definisce. Tutti sono feriti e ognuno riconosce questo nell’altro. Questo è quello che li unisce ma, alla fine, ognuno si muove dal suo passato…e questo è ottimistico e pieno di speranza.

E’ complicato, che arriverà nelle nostre sale il 19 febbraio, si immerge nella realtà della vita dopo il divorzio. La storia è quella di una coppia divorziata da un decennio – Jane e Jake Adler – che si ritrova ad inciampare sul terreno minato, comico e pieno di emozioni, di una relazione clandestina, mentre l’affascinante ma riservato Adam lotta per voltare pagina dopo un doloroso divorzio. Cogliamo l’occasione per ricordarvi che su Facebook potete trovare la Pagina Ufficiale del film, gestita da noi.

#CinemaReloaded è un messaggio di ottimismo aperto a tutti per testimoniare, condividere e sostenere le iniziative di rilancio del cinema in sala. Scopri di più e aderisci sul sito Cinemareloaded.it.

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