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3 volte Avatar in 3D a Torino

Di Gabriele Farina

Questa è la prima puntata della nostra iniziativa 3 volte Avatar in 3D in giro per l’Italia. La puntata è dedicata a Torino. Qui invece parliamo più in generale di Avatar e qui seguiamo i suoi risultati al Box Office. Tutte le sale 3D d’Italia, invece, le trovate qui.

Dopo tanta attesa, ecco che finalmente Avatar, il film più atteso di sempre, è uscito anche per i mortali italiani.
Il sottoscritto l’ha visto in triplice copia torinese grazie all’iniziativa 3 volte Avatar in 3D.
Nelle altre città italiane altri recensori-lettori hanno vissuto la stessa avventura e nei prossimi giorni/ore saranno disponibili anche i loro pareri sul film e soprattutto sulle sale 3D.

Ed infatti, almeno per quanto mi riguarda, questo post sarà dedicato al film di James Cameron proprio in relazione alle tre sale in cui l’ho guardato.
Prima però qualche considerazione sul film in generale.

La trama non ve la racconto più perchè ormai la dovreste conoscere a memoria.
Innegabile che il soggetto non sia il più originale (buoni contro cattivi, la conquista di un territorio, gli indigeni che lottano per la propria sopravvivenza) però la storia è sviluppata con attenzione ai dettagli e soprattutto al contorno.
Dentro c’è di tutto: la storia d’amore, la fantascienza, lo scontro esercito/scienza/religione, la filosofia ambientalista, le battaglie. Sarà per questo che Avatar finisce per piacere a fasce diverse di popolazione, di età e ad amanti di generi diversi.
Pandora è un mondo incredibile, con le sue regole, la sua biologia, la sua chimica. Flora e fauna non sono solo la scenografia sullo sfondo, sono il cuore della vicenda, il clou del racconto. Questo è il motivo per cui si stanno creando gruppi di appassionati che vorrebbero partire alla ricerca del pianeta inventato (forse) da Cameron.

Aspetti tecnici.
Il 3D funziona molto bene, per lo meno rispetto a quello che abbiamo visto finora.
Le immagini tagliate dai confini dello schermo non smontano l’illusione. Rimane il fastidio portato dalle immagini sfuocate che servono a rendere l’effetto 3D, però ripeto che l’illusione funziona con dettagli ben definiti, le immagini sono realmente tridimensionali (nel senso che hanno rotondità e profondità).
Certo rimane la fregatura dei personaggi che entrano in sala e poi scompaiono quando raggiungono i bordi dello schermo. Immagino che la frontiera definitiva possa essere il cinerama. Solo quando saremo immersi in uno schermo a 360° saremo davvero dentro il film.

Detto del 3D (che è poi l’aspetto più pubblicizzato) rimangono il resto degli effetti speciali… e qui siamo davvero ad un passo dalla perfezione.
L’ambiente creato in computer grafica è decisamente reale, Pandora sembra esistere da qualche parte (quasi quasi vado a cercarla anch’io), non sembra essere un mondo digitale (chi era in sala con me mi ha detto: “non sono riuscito a capire cosa era ripreso dal vivo e cosa realizzato al computer”).
E soprattutto la motion capture (e la performance capture) è perfettamente funzionante, i tratti dei volti (e dei corpi) estremamente dettagliati, i movimenti fludi. Insomma è il caso che Robert Zemeckis faccia due chiacchiere con Cameron se pensa di proseguire su questa strada ancora per molto.

E veniamo alle tre sale ed al loro sistema 3D.

Pathè Lingotto.

All’interno del complesso commerciale Lingotto, 11 sale di proprietà Pathè. Avatar è in due sale con copie in 3D ed in una con copia in 35mm.
Io ho assistito alla proiezione delle 14.20 di venerdì in sala 9 (circa 150 posti).
Biglietto a 10,00 euro.
Occhialini tarati sul cinema mi vengono consegnati all’ingresso in sala insieme ad una salviettina per pulirli.
Entrare al Pathè mi ricorda inevitabilmente il paio di edizioni del Torino Film Festival che si sono svolte su queste moquette rosse… ma oggi la situazione è diversa.

La sala è naturalmente piena, il pubblico molto variegato per quanto riguarda l’età. Si va dal ragazzino di dieci anni alla signora anziana accompagnata dalla badante peruviana (?).
Io sono seduto in ultima fila (come piace a me) gli occhiali 3D sui miei occhiali da vista non danno fastidio.
L’effetto 3D è buono, le immagini nitide. Perfettamente funzionante.
L’audio invece è solo discreto. Funziona perfettamente ma l’impianto non è in grado di restituire gli stessi effetti che troverò nelle altre sale. In particolare mancano i bassi che in altre sale fanno tremare le poltrone e l’effetto dolby è estremamente limitato
L’insieme è però decisamente godibile, non ci si può certo lamentare.

Warner Village Beinasco.

Qui siamo invece nel centro commerciale Le Fornaci. 9 sale. Di queste una sola proietta copia 3D di Avatar. Il film è presente però anche in due copie 35mm.
La mia proiezione è quella delle 18.10 (18.30 al netto degli spot) di venerdì in sala 3 (ad occhio circa 400 posti).
Biglietto ad 11,00 (!!!).
Qui mi vengono forniti in cassa occhialini usa e getta in busta sigillata.

Sala di nuovo piena, al punto che mi devo accontentare di un posto in quarta fila.
Qui l’età media del pubblico è decisamente più bassa. Un sacco di gruppetti di ragazzini ed un numero sorprendente di bambini con i genitori. Arriviamo tranquillamente a 7/8 anni (ma c’è anche qualche bimbo più piccolo)
Nonostante gli occhialini siano decisamente meno solidi di quelli del Pathè, l’effetto 3D è assolutamente funzionale anche qui. Non riesco a notare differenze apprezzabili.
L’audio è invece decisamente migliore. Il dolby rende apprezzaabili i suoni che arrivano un po’ da ogni dove. I mastodontici animali che corrono su Pandora fanno tremare la poltrona.
Benissimo, quindi?
Assolutamente no!
Decisamente insopportabile l’odore penetrante dei poc corn che ti assale nel foyer e non ti abbandona nemmeno in sala (dove viene affiancato dal festoso sgranocchiare dei ragazzini).

Greenwich Village Torino.

Ci allontaniamo dai multiplex e passiamo ad una delle sale storiche in pieno centro a Torino, in via Po.
Il Greenwich si è adattato ai tempi ed ora comprende 3 sale, due sono dedicate ad Avatar, una delle quali proietta la versione 3D.
Assisto alla proiezione delle 21.30 di sabato (!) in sala 1 (200 posti).
Biglietto a 10,00 euro.
Anche qui occhialini monouso, lo stesso modello (che a questo punto direi essere universale) del Warner.

Sala esaurita, pubblico da spettacolo serale. Si va dai 20 ai 50 anni.
I biglietti non sono numerati e questo comporta comunque tre quarti d’ora di coda per non finire dentro lo schermo… direttamente su Pandora.
L’aria è respirabile, il clima che ci circonda è più simile a quello che si vive in una sala d’essai (anche se alcuni ragazzi sono evidentemente fuori posto).
La sala è ritagliata in salita, lo schermo decisamente piccolino e mi tocca ammettere che questo influisce un po’ sul 3D. L’illusione è perfettamente funzionante (forse i colori leggermente più accesi che nelle altre sale) ma il fatto che lo schermo piccolo permette di vedere ciò che lo circonda rovina un po’ la magia delle tre dimensioni.
Ad aggravare la cosa l’immagine proiettata è incredibilmente più grande dello schermo, al punto che i sottotitoli (presenti quando parlano i Na’vi) sono leggermente tagliati.
Mi spiace ammetterlo ma l’errore è inconcepibile.

A risollevare le sorti del Greenwich ci pensa l’audio che è decisamente migliore rispetto alle due sale precedenti.
Bassi soddisfacenti e soprattutto dolby molto ben distribuito con rumori che arrivano un po’ da tutti gli angoli della sala.

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