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3 volte Avatar in 3D a Napoli

Di Jak

Ecco il secondo post della nostra iniziativa 3 volte Avatar in 3D in giro per l’Italia.

La puntata è dedicata a Napoli, dove il lettore che ha preparato questo reportage è missglobetrotter.

Il ritorno dietro la macchina da presa di James Cameron, per chi alla fine degli anni ‘90 assisteva sbalordito allo scafo del più grande transatlantico del 1900 spaccarsi in due, era un evento imperdibile …accadeva allora, e lo stesso pubblico che ha visto inabissarsi l’”inaffondabile” nel 1998 rinnova oggi l’appuntamento con l’”uomo dei record” (e non senza, questa volta, un po’ di velato scetticismo legato all’ambientazione futuristica e alle moderne tecniche cinematografiche): lo “spettro” del confronto col film del fatidico “Ti fidi di me?” è inevitabile, ma ciononostante le sale registrano un impressionante tutto esaurito e “Avatar” schizza in cima al box office.

Insomma, Cameron chiama e il pubblico risponde; se non altro perché anche nell’eventualità, ormai sempre più remota, che si riveli un flop, “Avatar” avrà in ogni caso del “colossale”: “un flop colossale per l’uomo che i colossal, di solito, li realizza.”

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E mai alcun commento registrato prima di una proiezione credo sia più significativo nell’esprimere lo stato di febbrile attesa e altissima aspettativa che ho respirato in questi tre giorni, una proiezione dopo l’altra, tra un pubblico fatto di spettatori comuni come me: atmosfera da puro “Fenomeno Avatar”,
quando la stessa definizione di “fenomeno” è insufficiente a spiegare cosa questo film sia in realtà, quanto sia…”Avatar” è semplicemente troppo perché se ne possa dare una definizione ☺!

E se l’intento di Cameron era proprio quello di far entrare lo spettatore nel “suo” mondo, ci è indiscutibilmente riuscito, anche grazie, ed è indispensabile ammetterlo, alle tecniche 3d utilizzate: senza di esse, “Avatar” sarebbe un film totalmente diverso, e forse il genio di Cameron da solo non basterebbe a portare il suo pubblico a Pandora, ai piedi dell’albero delle anime o in volo su un Ikran, fino a desiderare di non dover andare via…

Forse perché, dopotutto, Avatar non cattura solo per il fascino delle sue scene o per il suo “Io ti vedo” che sembra passare sotto silenzio per essere, invece, quanto di più profondo si potesse pensare per esprimere il rapporto dei Na’Vi con la comunità e la Natura…Avatar coinvolge lo spettatore per il messaggio che vuole trasmettere, per le posizioni che assume su tematiche di ambiente, integrazione, diversità. La sua è l’isola che non c’è che ognuno di noi vorrebbe raggiungere, un Universo che vive in uno stato ancestrale ed incontaminato, e in cui il mitologico vaso di Pandora, sul cui fondo per noi è rimasta solo la speranza, è ancora ben chiuso…che Cameron abbia pensato al modello classico quando ha immaginato le sue montagne dell’Alleluia?

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L’accoglienza riservata al film dal pubblico (un pubblico dall’età media molto bassa…e sembra proprio che i piccoli spettatori abbiano davvero apprezzato), quindi, è delle migliori; peccato che lo stesso non si possa dire dei cinema in cui ho assistito alle proiezioni: nelle strutture più piccole, come il cinema Arcobaleno o il multisala La Perla, il 3d mi è sembrato ancora in fase di sviluppo, sicuramente non all’altezza dello standard che questo nuovo modo di “fare cinema” vuole raggiungere; per la grande distribuzione, invece, credo di non esagerare nel dire che il problema poteva considerarsi di natura etica, in base a ciò che ho potuto riscontrare durante la visione del film al Med Maxicinema.

Qui il prezzo del biglietto è stato maggiorato (quando del 3d si può dire tutto tranne che di essere economico di per sè), mentre nel circuito il film non è stato minimamente pubblicizzato al di fuori di annunci di prevendite; nessun particolare allestimento della sala, un solo manifesto pubblicitario, come fra l’altro ve ne erano per tutti gli altri film in programmazione, posizionato in un angolo, nulla insomma che contribuisse a creare quella particolare “atmosfera Avatar” che tutti, sia voi pur con delle immagini, sia io in “presa diretta”, avremmo veramente apprezzato e sentito…e la risposta del pubblico ne è una conferma.

Un’operazione di marketing, tutto ciò a cui questo si riduce, effettuata a beneficio del nuovo film di Paolo Virzì, “La prima cosa bella”, ampiamente pubblicizzato e…prodotto dalla stessa Medusa; massimo rendimento per Avatar con il minimo (quanto assente) sforzo per la compagnia?

Nel frattempo, in ogni caso, la nostra pellicola post-moderna va avanti nello (S)cavalcare le classifiche, tentando un quanto mai possibile aggancio a “Titanic”…ma il papà di Jack e Jake (!) quale delle sue creature preferirà?

E visto che già si parla di sequel…forse dodici anni di attesa sono un tantino lunghi, ma se possiamo aspettarci un “altro” “Avatar” come abbiamo atteso così a lungo questo nuovo “Titanic” in chiave tecnologica…che Cameron si prenda il tempo che vuole…per un altro film del genere abbiamo “Tutta la vita davanti”.;)

MissGlobetrotter, per Screenweek.it, Napoli

Prima di Napoli era stato il turno di Torino. Qui invece parliamo più in generale di Avatar e qui seguiamo i suoi risultati al Box Office. Tutte le sale 3D d’Italia, invece, le trovate qui.

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