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Ninja Assassin, la recensione in anteprima

Di Gabriele Niola

Ninja Assassin Poster ItaliaRegia: James McTeigue
Cast: Naomie Harris, Sung Kang, Rain Jung Ji-Hoon, Rick Yune, Ben Miles, Sho Kosugi, May Scheffel
Durata: 99 minuti
Anno: 2009

Ci sono andati vicini molte volte ma finalmente con Ninja Assassin i fratelli Wachowski producono un film d’arti marziali vecchio stampo. A dirigere c’è James McTeigue, regista che si diceva fosse solo un pupazzo nelle loro mani già per V per Vendetta e la voce si ripete anche per questo film. Impossibile dire quanto ci sia di vero in simili affermazioni di sicuro la mano pesante dei fratelli, anche se solo a livello di produzione, si sente.

Ninja Assassin a partire da un titolo schietto, arrogante e fiero della propria serie B (e non è un elemento da poco) è un perfetto esempio di adattamento occidentale post-Kill Bill ma senza quegli elementi di “promozione a serie A”. Ci sono tutti gli elementi cardine dei film di arti marziali orientali più quelle contaminazioni che il genere ha subito in occidente nei diversi anni e che Tarantino aveva riassunto con abilità magistrale (e qualcosa di più) nel suo dittico sulla materia.
C’è una macchina di morte inarrestabile che dopo un allenamento ai confini della realtà in un luogo remoto presso un maestro inflessibile ha deciso di staccarsi dal suo clan per amore e che ora cerca vendetta, ci sono le diverse tecniche marziali, c’è la conquista di qualcosa di più alto, un uso espressivo ed iperbolico del sangue, il dilemma morale e alla fine, ovviamente, lo showdown.

Quello che Ninja assassin promette Ninja assassin mantiene, ovvero sangue e violenza in una cornice filosofica (??) e se la coolness di ogni personaggio è l’obiettivo finale, per arrivarci McTeigue (o i Wachowski) non disdegna di passare per l’estetica. In diversi casi nel film si cerca un formalismo delle inquadrature e dei colori che non sempre sembra azzeccato nè tantomeno fa parte della tradizione del genere ma che Tarantino aveva fatto diventare uno dei punti di interesse maggiori del suo exploit.
Non è ben chiaro quale spazio ci possa essere per il cinema di arti marziali di sana serie B nello scenario moderno, di sicuro però questo film, che del genere ha tutti i pregi e tutti i difetti (i ninja superaddestrati alla fine sono sgominati dall’Europol a colpi di Hummer e Uzi, la storia tra i due personaggi è poco più che ridicola), ha il pregio della schiettezza e dell’onesta intellettuale, ovvero la ferma volontà di non piacere a tutti.

Cinema furbo che cavalca un genere di successo o vera e onesta serie B? E poi c’è ancora spazio per questo tipo di cinema oggi? Qui le altre critiche


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