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Amelia. la recensione in anteprima

Di Gabriele Niola

Amelia Locandina ItaliaRegia: Mira Nair
Cast: Ewan Gordon McGregor, Mia Wasikowska, Hilary Swank, Richard Gere, Virginia Madsen, Christopher Eccleston, Joe Anderson
Durata: 111 minuti
Anno: 2009

E’ pane per i cronisti di cinema Amelia, un film assolutamente vuoto e privo del minimo interesse durante il quale vi sorprenderete più a volte a pensare ad altro, ma foriero di molti discorsi “a latere” sulla natura del contenuto (la storia di Amelia Earhart, prima aviatrice donna di gran fama, prima traversatrice dell’Atlantico donna e pioniera di mille avventure alate nonchè di una certa forma di femminismo), sulla sua attrice protagonista (Hilary Swank abbonata a ruoli di donne forti e qui anche produttrice), sul timing della scelta di portare al cinema una storia del genere (il ruolo delle donne nella società moderna) e via dicendo.

Tutto questo perchè il film non c’è. Non c’è nulla. Certo si raccontano dei fatti e anche una storia d’amore, quella tra Amelia e l’uomo che ne ha gestito l’immagine (che ad un certo punto viene suggerito essere una specie di precursore del concetto di pubbliche relazioni però poi tutto ciò non viene approfondito), ma senza capacità di convincere e avvincere.
Mira Nair, altrove molto brava a poggiare le sue storie sentimentali su un nulla che come una nuvola tiene in aria personaggi sospesi tra la ricerca di un’identità e l’esigenza di tenere salde le proprie radici, qui sembra in vacanza. La sua Amelia Earhart è un campionario di banalità e di femminismo esibito che non diventano mai sostanza rimanendo immagine su schermo, cioè non riesce mai a proiettare fatti accaduti negli anni ’20 e ’30 nell’era moderna a farne metafora o allegoria.

Amelia è un film tutto costumi d’epoca, luci al tramonto sui volti sempre intensi e sempre in primo piano degli attori, dove la grande sfida alla società (che non accetta una donna così libera, potente e avventurosa) e agli elementi della natura (riuscire a volare sempre più lontano) non prende vita nemmeno quando l’aereo rischia di schiantarsi per problemi di comunicazione con la portaerei militare, rimanendo una dichiarazione buttata là, un’intenzione più che un’attuazione.
Amelia è un film truffa. Promette qualcosa che non dà.

Polpettone prodotto da Hilary Swank per se stessa e la propria carriera, svarione di Mira Nair o buon melodramma in costume? Qui le altre critiche


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