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Peter Jackson e Saoirse Ronan a Roma per parlare di Amabili Resti

Di Gabriele Niola

Amabili resti Peter Jackson Saoirse Ronan 1
A vederlo sembra Steven Speilberg ai tempi di Lo Squalo ma in realtà è Peter Jackson, dimagrito oltremodo ma dotato della medesima verve e carisma di quando, bolso, si era affacciato al cinema di serie A adattando uno dei libri più amati di sempre.
A Roma a presentare Amabili Resti (un altro adattamento) ci sono lui e Saoirse Ronan (si pronuncia Sorsch, avvertono prima dell’inizio della conferenza) stremati da un tour che li vedrà subito dopo in Germania e che la sera prima li ha fatti presenziare alla prima londinese con la famiglia reale al completo. E nonostante la giovane carina (e occupatissima) Ronan l’attenzione della platea è tutta per il regista premio Oscar.

Innanzitutto il regista neozelandese provvede a smentire i primi tentativi di incastrare questo film in una tendenza o in uno schema più grande nella sua filmografia.
Capisco che la gente cerchi una forma in quello che faccio ma davvero passo da un film all’altro a seconda dei miei interessi. Cosa succede quando muori è quello che chiunque si chiede in un modo o nell’altro e diverse volte nella vita, è un mistero che ci riunisce tutti e sul quale io non ho più indizi di altri ma mi piace credere che ci sia una specie di razionalità scientifica dietro tutto quanto, che ci siano energie che non si distruggono“.

Il regista continua poi con un punto che sembra stargli molto a cuore, ovvero il ruolo dell’intellettualismo e dell’intrattenimento nel suo cinema.
Io credo che ci siano cose che continuano ma il film è intrattenimento e non deve darci necessariamente spunti di discussione seri, l’al di là di Suzie è solo qualcosa di immaginario. Abbiamo fatto un film diretto ai giovani, io e Frank (lo sceneggiatore) abbiamo figli adolescenti e quindi l’abbiamo pensato per i nostri figli, senza nulla di spaventoso. Mi sembra che quello di cui parla il film sia qualcosa di molto sano.
Ricordo una frase di Hitchcok che dice: “I film di molte persone sono fette della loro vita i miei sono fette di torta” e mi ci ritrovo perchè faccio film per intrattenere non voglio truffare le persone, la gente paga e io sento la responsabilità di intrattenerli.
Hitchcock è stato influente per molte scene specie per quella nella casa, in cui non volevo cose complesse ma solo tagli di una e tagli dell’altro, cose in cui Hitch era davvero maestro
“.

In pochi poi sanno che Jackson ha sempre girato in Nuova Zelanda e che questo film è il primo che lo ha visto, per parte della realizzazione fuori dal suo paese
Stare fuori da Hollywood non è poi molto diverso dal lavorare in un’industria come quella italiana, il vantaggio di girare nel proprio paese è di non dover assolvere a quei doveri hollywoodiani io non sono connesso a tutte quelle cose. L’industria statunitense tende a conformare la gente ad un certo standard e in questo senso è sano starne fuori.
Amabili Resti è stato il primo film che ho fatto fuori dalla Nuova Zelanda. Anche se la produzione era di lì abbiamo girato in Pennsylvania per diverse settimane e poi siamo tornati in Nuova Zelanda a fare gli interni. Quindi alla fine non è proprio un film americano ma la Pennsylvania è stata importante perchè l’autrice del libro è cresciuta lì e ha descritto i luoghi della sua infanzia, dalla scuola al quartiere. Lei stessa ci ha fatto una piccola mappa dei luoghi che aveva descritto aiutandoci a girare nei posti giusti per essere fedeli alla sua visione
“.

Impossibile poi non parlare di Stanley Tucci e della sua performance lontano dai ruoli in cui siamo abituati a vederlo.
Susan Sarandon e Stanley Tucci erano personaggi molto importanti per il nostro casting. L’assassino doveva essere polivalente e non un serial killer da pop culture, volevamo una persona davvero anonima senza humor, colore o cose che lo rendano in alcun modo cool, una persona davvero noiosa, che poi è il motivo percui la fa franca, perchè nessuno pensa a lui. Abbiamo immaginato subito questi due attori, sono stati la nostra prima ed unica scelta, per fortuna hanno detto di si e non abbiamo dovuto cercare in giro.
Stanely in particolare ha voluto parlare molto con noi dello script prima di dire di si. Era poco a suo agio con il ruolo, è un padre di famiglia una persona gentilissima e probabilmente si sentiva spaventato dal dover diventare quel personaggio.
Abbiamo parlato molto della sua postura e del suo aspetto, lui sembra molto italiano ha i colori bruni così abbiamo deciso di sbiancarlo, renderlo biondo e dargli quel taglio di capelli orrendo. Alla fine già guardandosi allo specchio si rendeva conto di vedere mr. Harvey e non più se stesso, l’essere cambiato fisicamente l’ha davvero aiutato a diventare qualcun altro.
Susan invece è esattamente come appare nel film, non l’avevo mai incontrata prima ma ho trovato che è una persona divertentissima simile ai suoi personaggi
“.

Qualcuno poi accenna all’uso del sonoro nei suoi film e Jackson esplode
Ci sono due dimensioni sonore: i suoni e la musica. Tutti mi parlano di musica e della CGI ma pochi mi chiedono del suono mentre Amabili Resti è un film in cui mi sono concentrato molto sulla colonna sonora. Un buon esempio è la scena in cui la sorella di Suzie penetra in casa di mr.Harvey, quella scena è tutta sui suoni o la mancanza di suoni perchè volevo quella casa come una tomba fatta di mille piccoli suoni abitata da una persona ossessionata dai rumori che ascolta tutto e passa il tempo con i propri pensieri. Volevo rendere questa cosa.
E’ incredibile cosa puoi fare con il suono e che la gente non sa è un po’ la mia arma segreta
“.

Alla fine un po’ di parole per l’attrice
Abbiamo fatto un casting normale per trovare Saoirse, e ci ha aiutato il regista di Espiazione che ci ha allungato un dvd con alcune scene del film che non era ancora uscito e così la vedemmo e fummo subito sicuri della nostra scelta. Avevamo fatto un po’ di casting anche in America alla ricerca di una giovane attrice, abbiamo fatto audizioni ma non eravamo mai veramente soddisfatti. Anche perchè essendo il film del 1973 il volto doveva essere non troppo moderno, i ragazzi che vedevamo invece avevano un modo di muoversi e parlare da Disney Channel, una cosa molto contemporanea che ci impediva di immaginarli negli anni ’70. Sembra che molti teenager americani abbiano adottato uno stile di recitazione moderno che non era ciò che serviva a noi.
Quando dirigo gli attori non li aiuto più di tanto e Saoirse in particolare ha un talento naturale. Il mio lavoro è stato solo di spiegargli come fosse la scena e come fosse la storia cosa facesse il personaggio, il resto lo faceva lei.
“.

E finalmente parla anche Saoirse
Suzie è un personaggio complesso che cambia molto nel corso del film, una giovane donna che lotta per accettare la propria morte. Ho veramente amato questa parte e la sfida di interpretarla, ho avuto grandissime indicazioni da parte di Peter. Per calarmi negli anni ’70 ho ascoltato quella musica, visto quella tv e letto quelle riviste. Ho amato soprattutto Fleetwood mac e Talking heads.
Suzie è la tipica teenager e per me come attrice e parte del pubblico è disturbante vedere quanto fosse normale e quanto velocemente la sua vita venga rubata. Ti fa pensare a come in poco ti possa essere levato tutto, molte delle persone coinvolte dal film hanno figli e tutti quanti possiamo essere spaventati o coinvolti dalla questione.
Dopo aver girato questo film sono più vicina ai bambini e alla materia trattata, perchè in un certo senso posso mettermi nelle loro scarpe, così se vedo poster che cercano bambini mi fermo sempre a guardare cosa dicono

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