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Good morning, Aman, la recensione in anteprima

Di Gabriele Niola

Good Morning Aman Poster USARegia: Claudio Noce
Cast: Valerio Mastandrea, Anita Caprioli, Said Sabrie, Amin Nur, Giordano De Plano, Adamo Dionisi, Sandra Toffolati
Durata: 105 minuti
Anno: 2009

Passato a Venezia senza generare eccessivo baccano Good Morning Aman è un film di pugilato e borgata come Alza La Testa (visto invece al festival di Roma), che però affronta il tema del pugilato come scuola di una vita ai margini in maniera più tangente.
L’Aman del titolo è un giovane italiano di origini somale che entra in contatto con un uomo introverso, chiuso e rinchiuso in casa che ha un passato da pugile e che, come il ragazzo scoprirà ben presto, ha un modo violento di relazionarsi agli altri, amici compresi.

Claudio Noce dichiara d’ispirarsi ai modelli di Cassavetes e del cinema americano indipendente, quello che aveva il coraggio di raccontare storie piccole di esseri umani concreti, mentre poi gira un film che ha molto poco dello spirito indipendente, che gira attorno a temi estremamente commerciali come la nuova integrazione e la critica di un sistema che non integra i nuovi arrivati.
Anche dal punto di vista della struttura del racconto Good Morning Aman si distacca dai modelli dichiarati, perchè il percorso non è cassavetesiano e nemmeno zavattiniano (come ha scritto senza pensare qualcuno). Aman si scrive e si sente spesso con un amico che è andato a Londra a studiare/lavorare a lui racconta bugie sulla sua vita romana, dipingendola più intellettuale, impegnata e in una parola “quadrata” di quanto in realtà non sia.

Il percorso del personaggio, il suo incontro con altre persone (dal pugile già citato alla donna anch’essa perduta interpretata da Anita Caprioli) e lo svolgersi dei ben pochi fatti narrati somigliano molto di più al cinema italiano “autoriale” degli anni ’80 che ad un’opera dotata di uno sguardo particolare o di un’estetica nuova e violenta nel suo essere radicalmente cinematografica come sono quelle dei modelli citati.
Sogni, paure, rischi e incastri della vita ai margini. Aman ha un futuro davanti a sè che è sdoppiato nelle sue possibilità, da una parte l’amico all’estero che cerca di trovare una strada, dall’altra la nuova conoscenza foriera di un ulteriore conferma della violenza e dell’emarginazione che una scelta di vita simile può portare.
Non è una questione di livello qualitativo ma di campo di gioco. Good Morning Aman è nella sua realizzazione un altro film italiano.

L’esordio di Claudio Noce è stato definito uno dei più importanti degli ultimi anni. Verità o esagerazione? Qui le altre critiche


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