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26 ottobre 2009 • 11:14 • Scritto da Gabriele Niola

La Battaglia dei Tre Regni, la recensione

Torna John Woo con un film immenso di 5 ore da noi ridotto alla metà sforbiciando un po' ovunque. Manca il cuore ma si intuisce l'incredibile lavoro
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8

Red Cliff Poster AustraliaRegia: John Woo
Cast: Chen Chang, Tony Leung Chiu Wai, Takeshi Kaneshiro, Wei Zhao
Durata: 150 minuti
Anno: 2009

Visto in originale La battaglia dei tre regni è un filmone in due parti (andate separatamente in sala) da circa 150 minuti ciascuna per un totale di 5 ore.
Non si tratta di un film fiume dove accadono molte cose, ma di un film normale in cui ogni scena dura molto, in cui ci sono parecchie battaglie e nel quale uno scontro diretto tra due eserciti (si racconta di 3-4 battaglie marginali e poi della preparazione e dell’arrivo dell’effettivo grande incontro) è raccontato con calma e dovizia di particolari. In questo senso è un film fuori dai canoni perchè non annoia nonostante i suoi tempi palesemente dilatati.
In Italia tutto questo si perde perchè da noi Red Cliff parte 1 e parte 2 escono compressi in un unico film da 150 minuti.

La sensazione, vedendo l’edizione italiana dopo aver visto i due originali, è di trovarsi di fronte ad un’ampia sintesi. I tagli sono in linea di massima indolori per scene e personaggi, se si eccettuano la storia d’amore della sorella del generale protagonista e alcuni momenti puramente asiatici che sarebbero di difficile comprensione in occidente per il resto c’è tutto, solo scorciato. Qua e là mancano piccole scene e tutto è riassunto il più possibile.
Il risultato è che bene o male nessun tema viene trascurato ma la costruzione epica e sentimentale è inesistente. I medesimi momenti non hanno il medesimo valore perchè non sono stati costruiti adeguatamente come era previsto, così i personaggi non hanno lo spessore che dovrebbero e tutto il respiro del film ne risente (e in un film del genere il respiro é tutto).

Lo strano dell’opera infatti è come sia in fondo un film occidentale (non a caso si tratta di un regista che lavora ormai da decenni in America), come nonostante alcune concessioni al mondo asiatico (alcuni valori a noi sconosciuti, una certa esaltazione della massa e una morale che guarda alla filosofia orientale) in fondo si tratti di un film dove l’individualismo americano prevale. Se già John Woo nel suo periodo hongkongese guardava molto a quel tipo di epica e di eroismo virile, ora che fa un film al servizio dei grandi capitali cinesi mette in scena più o meno il medesimo mondo mascherandolo un po’ di più.
Non ci sono stecchini tra i denti ma sempre lì siamo.

Nonostante tanto si indugi sugli sconfinati eserciti e su come dalla loro padronanza derivino le possibilità di vittoria, alla fine è su poche personalità straordinarie che risiede davvero la storia, sulla loro capacità di fare la differenza anche da soli. Questa purtroppo è un’altra delle molte cose che l’edizione italiana trascura, intenta com’è ad accorciare i tempi.
Ad ogni modo è da storia del cinema il modo inedito con cui John Woo riesce a rendere la complessa vastità di un esercito schierato, la sua eterogeneità, la sua grandezza e la sua espansione sul suolo. Una dimostrazione di come il cinema (con il suo schermo ridotto in grado di inquadrare solo una parte del totale) possa comunque riuscire a suggerire la vastità partendo dal particolare.

Tra oriente ed occidente è sempre John Woo o si è venduto al capitale statale e alle sue ineludibili morali? E poi un film così sforbiciato è ancora potente come l’originale? Qui le altre critiche

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8 commenti a “La Battaglia dei Tre Regni, la recensione

  1. Continuo a non capire il motivo di questi maxy tagli…sì certo ovvio se fosse stato in versione originale in italia avrebbe incassato molto meno…però boh..

  2. =_= Ecco mi è passata tutta la voglia di vedermelo in sala … odio queste cose, le odio … ma cosa significa massacrare un’opera così?Ma non poteva fare chessò, come per Kill Bill, facendo passare un po’ di mesi tra 1 e 2, invece di fare un massacro… bah… vabbè, forse alla fine lo vedrò lo stesso in sala, ma cercherò di recuperare la versione originale, come posso, così da piangere poi lacrime di cenere a vedere le differenze!

  3. Si chiama MARKETING la rovina……. ovvero rendere VENDIBILE o piu vendibile una cosa……in questo caso l’arte, se l’artisata l’ha concepito LUNGO, deve resatre LUNGO, accorciato o modificato, si sta guardando qualcos’altro, più vendibile secondo le statistiche o le opinioni di chi?

  4. Ecco, appunto, Tognus, hai toccato un tasto dolente: secondo chi è più vendibile un film massacrato?
    Mi viene in mente, per esempio, cosa hanno combinato nel montaggio di trailer italiano di ETERNAL SUNSHINE e ME WHO STARE AT GOATS, il primo trasformato in commedia riuscendo ad infilarci le poche scene comiche di un film drammaticissimo, il secondo, tranciato di tre dei protagonisti principali(McGregor, che poi è IL REALE protagonista, Spacey e Bridges)per dare spazio solo a Geooorge Clooney=_=.
    Loro pensano di fare più soldi così?
    Allora ricordo bene ai tempi di ETERNAL SUNSHINE gente imbufalita che uscì dalla sala a metà film perché pensava che fosse una commedia, risultato? La splendida pellicola di Gondry ebbe una pubblicità negativa e incassò una miseria.
    Adesso MEN WHO STARE AT GOATS il trailer montato in maniera assurdo, diciamolo, per dare spazio solo a Clooney: ma davvero pensano che in Italia la gente conosca solo e soltanto lui?Dove si basano queste opinioni?I miei genitori, pur non essendo esperti di cinema contemporaneo, conoscono ed ammirano McGregor, Spacey e Bridges e non penso che siano i soli, oltretutto, se vogliono puntare sul fattore donne e ragazzine, su, siamo onesti, tra un Clooney e un McGregor, le ragazzine prediligono quest’ultimo: quando andai al cinema a vedere ANGELI E DEMONI era pieno di ragazzine, tutte per McGregor, quasi nessuna sapeva chi era Tom Hanks(e anche questo è sbagliato, peccato che secondo il marketing, invece c’era spazio solo per Hanks=_=: favolosi i cartelli con le foto di ogni singolo protagonista con la scritta Tom Hanks e basta)… poi pensiamo alle donne attempate, ammesso che davvero preferiscano Clooney, andranno al cinema pensando che sia lui il protagonista, a metà film capiranno che non è così, usciranno imbufalite e faranno cattiva pubblicità…
    E qui? LA BATTAGLIA DEI TRE REGNI è un film di 5 ore, che il regista da persona, che si intende davvero di marketing, ha pensato bene di dividere in due ore e mezza ciascuna.
    Ora una persona DAVVERO intelligente sa che se un film è lungo, è meglio dividerlo in due, in questo modo si crea l’attesa, al contrario tagliarlo da 5 ore a 150 minuti(un massacro praticamente) causi un doppio effetto negativo:
    1-La trama risulta inframezzata, fatta a pezzi, in una parola non si capisce nulla.
    2-Il film risulta comunque lungo e barboso: 150 minuti sono lunghi, considerando poi che non si capisce niente, lo sono ancora di più!
    Oltretutto loro sperano, tagliando le parti più crude, di far venire i ragazzini al cinema.
    Allora signori miei dovreste capire una volta per tutte che non TUTTI i film sono fatti per tutti, certe cose sono per adulti: un ragazzino non verrà mai a vedere un film così, neanche se lo tagliate…

  5. L’ho visto… a me è piaciuto, bello vedere come nell’atmosfera perfettamente orientale (ambientazioni, fotografia, regia, cambi di scena, filosodia di fondo) siano inseriti elementi tipici occidentali (come diceva Gabriele, l’esaltazione delle capacità e delle personalità dei singoli che saltano subito all’occhio, fin dalle prime battaglie, anche nella versione ridotta).
    A proposito delle battaglie, oltre alla vastità di eserciti e ambientazioni, mi ha colpito molto come tutta l’azione si svolga ad un ritmo quasi costante, solo con leggeri rallentamenti o accelerazioni (anche questa è una cosa che associo allo stile orientale, ad esempio ai cartoni animati con i combattimenti che durano ore…), risultando molto chiara, semplice da seguire in tutti i suoi dettagli (c’è tempo per osservare tutto, anche le scene in secondo piano) e allo stesso tempo non risultando noiosa…

    Davvero bello e godibile… sarei curioso di vederlo in versione integrale, sicuramente aumenterebbero i dettagli e la caratterizzazione dei personaggi (che in effetti risulta solo abbozzata), ma non so se 5 ore sono troppe da reggere… anche se guardandolo in due volte probabilmente non c’è problema…

  6. Io nonostante i tagli l’ho trovato comunque un film molto interessante e bello, poichè un film che dura 4 ore è troppo lungo,ma non tanto per il tempo ma per il fatto che in 4 ore avremmo dovuto vedere solo la “preparazione” alla battaglia(parte1) , e sinceramente 4 ore di strategie e di discussioni varie non le avrei rette.Inoltre non crediate che 2 ore per parte sia poco, così facendo il film è più scorrevole e meno scocciante, in tal modo può essere visto da un pubblico più vasto in quanto sono pochi a reggere 8 ore di film, e sinceramente 8 ore della giornata equivalgono a 1/3 della giornata(non tutti possono usufruire di tutto questo tempo per un film).

  7. 1) il film integrale è diviso in due parti
    2) non dura 8 ore in totale ma 6
    3) le parti in più non sono di discussione
    4) la storia sviluppandosi nella sua durata originale è uguale ma raccontata meglio, con più passione e risulta più avvincente

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