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Venezia saluta George Clooney, illustre fuori concorso!

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Di Marco Triolo

The men who stare at goats George Clooney Ewan McGregor Jeff Bridges Kevin Spacey 05

Non si sa perché proprio George Clooney riesca a catalizzare in questa maniera le attenzioni della stampa: fatto sta che, nonostante mi sia catapultato alla conferenza stampa subito dopo aver terminato la visione di The Men Who Stare At Goats (bellissimo!!), non sono riuscito a entrare. Le foto che ho fatto alle star mentre entravano e uscivano dalla conferenza, beh… non vale proprio la pena di vederle. Ho seguito dunque la conferenza da uno schermo e vi riporto brevemente quello che si è detto…

Il film parla di un giornalista che segue le tracce di un potenziale scoop: pare che negli anni ottanta l’esercito abbia creato un gruppo scelto di guerrieri psichici, chiamati Earth Army, capaci di uccidere una capra con lo sguardo. Parte di questa storia – “le parti più sceme”, come ha sottolineato Clooney – è vera. Ma, secondo il regista Grant Heslov, “Jon Ronson, l’autore del romanzo da cui abbiamo tratto il film, ha creato un mondo credibile, dove i personaggi sono davvero convinti di ciò che dicono e fanno”. Perciò il film funziona, proprio perché è consapevole della propria autoironia, ma non si prende gioco delle vicende o dei protagonisti. Anzi, il messaggio è: se credi davvero in qualcosa, vuol dire che hai trovato la tua strada, il tuo destino, per quanto folle possa sembrare agli altri.

Ma il film contiene anche un discorso sulla guerra, essendo ambientato in Iraq. “Credo che il mondo avrebbe bisogno di un cavaliere Jedi, oggi”, riflette Clooney facendo riferimento a una delle battute ricorrenti del film. L’attore tende molto a gigioneggiare, durante la conferenza, scherzando spesso e altrettanto spesso deviando le risposte in battute! Come ad esempio quando gli si chiede se ha pensato ai suoi ruoli con i Coen per preparare questo film: “Ho lavorato con i Coen tre volte, perciò sì, ci ho pensato. E poi Grant è ebreo come loro!”. Però una cosa la dice, comparando il film a Three Kings: “ci sono delle somiglianze, ma la prima guerra del Golfo era finita quando abbiamo girato quel film, mentre questa va ancora avanti. E’ difficile parlare di una guerra in corso, ed è per questo che molti film di oggi non riescono a descriverla”. Heslov aggiunge: “non lo considero un film sulla guerra in Iraq, ma su qualcosa di bello che alla fine viene corrotto”. “Come Batman e Robin”, gli fa eco Clooney!

A questo punto, colpo di scena: un giornalista delle Iene – non chiedetemi il nome, non seguo le Iene da anni – si è alzato e ha gridato “George, sono gay e sono innamorato di te!”, e ha iniziato a spogliarsi! Il signore è stato fermato praticamente subito, e il microfono staccato. Io l’ho immortalato all’uscita, e lo vedete qui sotto. Poco dopo un altro giornalista ha sollevato la questione delle tendenze sessuali di Clooney, e a questo punto mi sono chiesto: ma questa gente è almeno minimamente interessata al film? Che diavolo c’entrano queste domande?! Saranno affari suoi! E infatti Clooney ha glissato con classe. Bravo George, fagliela vedere!

Ewan McGregor da parte sua se ne sta in un angolo senza parlare – anche perché nessuno gli chiede niente – finché non gli viene fatta una domanda sullo stile di recitazione da adottare in una commedia: “non bisogna cercare di fare una commedia, bisogna recitare seriamente e lasciare che le situazioni siano divertenti. Ad esempio qui la cosa divertente è che i personaggi sono serissimi su quello che fanno”.

La conferenza si conclude con una breve parentesi sul tema giornalistico del film: Heslov ne riconosce l’importanza, ma lascia che sia lo spettatore a cogliere questo riferimento e interpretarlo nel modo che ritenga migliore.

The Men Who Stare At Goats uscirà in Italia il 15 gennaio. Non perdetelo per nessun motivo!

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