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Il principe Mezzosangue: troppo Twilight, poco Potter! Cosa ne pensate?

Di Davide Dellacasa

Harry Potter e il Principe Mezzosangue

Ci siamo. I cinema che programmano Harry Potter stanno aprendo le porte e tra poche ore il pubblico, quello vero, vedrà il sesto e penultimo, narrativamente parlando, capitolo della saga del maghetto che ormai è diventato davvero grande.

I dati delle prevendite diffusi da Fandango parlano chiaro, il film ha già superato negli USA le prevendite di Transformes 2, Twilight e addirittura The Dark Knight, diventando il secondo film più prevenduto di sempre dopo Star Wars III.

Con questi dati alla mano le proiezioni sugli incassi del primo weekend non possono che essere da record, anche in Italia, dove il film esce in quasi 1.000 sale. Con un seguito planetario di milioni di fan che, in questo caso, hanno pure atteso 9 mesi in più rispetto a quanto inizialmente previsto per vedere “in carne ed ossa” i loro idoli sul grande schermo, non poteva essere diversamente.

Un esordio da record, e poi?

Mai come questa volta sono davvero curioso di leggere ed ascoltare i commenti del pubblico su un Harry Potter che a me non ha convinto fino in fondo, mostrando segni di stanchezza, troppa paura di deludere i fan del libro e quello che io ho letto quasi come un complesso di inferiorità di quel Twilight che, proprio in questi 9 mesi, ha catalizzato l’attenzione crescente di un pubblico sempre più vasto.

Le recensioni USA sono in gran parte positive, così come il film sta riscuotendo un consenso quasi unanime anche da noi, però il recente caso di Transformers 2 ha dimostrato per l’ennesima volta che su questo genere di titoli critica e grande pubblico non vanno necessariamente d’accordo.

Se con Transformers 2 mi sono trovato dal lato del pubblico con Harry Potter e il Principe Mezzosangue muoio dalla voglia di capire se sono io ad averlo preso in un modo del tutto personale, in compagnia di Gabriele e pochi altri, oppure la Twilight Saga è davvero pronta a prendere il posto della serie tratta dai libri di J.K. Rawling.

Come ho anticipato sopra il film di David Yates, che è stato scelto per dirigere anche Harry Potter e i Doni della morte: Parte I (novembre 2010) e Harry Potter e i Doni della morte: Parte II (luglio 2011), non mi ha convinto fino al punto di considerarlo il più superfluo della serie.

Ho sentito molti sostenere che in fondo anche il libro è un capitolo di transizione, eppure io lo ricordo come uno dei più intensi emotivamente parlando. Manca tanta azione, è vero, eppure tutti i diversi filoni in cui si sviluppa sono tesi, densi, coinvolgenti. Conosciamo meglio e in modo profondamente inquietante un’altra parte del passato di Tom Riddle (il trailer, in questo, da solo vale più del film). Il mistero del Principe Mezzosangue e dei segreti che “condivide” con Harry si interseca in modo avvincente con quello di Lumacorno fino alle due stupefacenti rivelazioni finali. L’escalation di “attentati” che si verificano ad Hogwarts e le indagini correlate distraggono l’attenzione fino al vero, fondamentale e sconvolgente, epilogo finale.

Questi ed altri elementi rendono il sesto romanzo di Harry Potter un potente trampolino emotivo per il finale della saga ed è proprio dal punto di vista emotivo che il film, per me, ha funzionato davvero poco. E’ vero, questa volta non hanno cancellato il Quidditch, e alla fine nel film probabilmente il libro c’è tutto, ma non abbastanza da coinvolgere davvero, soprattutto perché la tensione è continuamente smorzata da schermaglie amorose e cotte adolescenziali che vanno bene per alleggerire la tensione, ma qui finiscono per essere il tema portante del film.

Tutto il percorso di Harry Potter è un lungo romanzo di formazione in cui vediamo dei bambini crescere e diventare adulti e le vicende amorose dei protagonisti non sono certo un’invenzione dello sceneggiatore, ma nel film sdrammatizzano costantemente quell’oscuro addensarsi di nuvole sull’umanità intera che dovrebbe lasciarti, con terrore e flebile speranza, ad attendere i Doni della Morte.

Ho fatto il paragone con Twilight perché è come se ad un certo punto, confrontandosi con un gruppo di personaggi ormai coetanei di Edward e Bella, si sia deciso che era meglio sdrammatizzare Harry Potter (vedi il poster qui sopra, ma anche questo e questo), renderlo meno oscuro e puntare sul sentimentale. Ecco, la cosa messa così un po’ mi preoccupa, perché posso anche dimenticarmi quanto, emotivamente, questo capitolo ha mancato di mantenere, ma voglio un finale 100% Harry Potter, che mi faccia piangere nei tanti momenti in cui dovrà essere così!

Mi fermo qui e spendo due parole solo per confermare che il cast è ancora una volta uno dei punti di forza del film, con interpretazioni tutte davvero all’altezza e la Luna Lovegood di Evanna Lynch in strepitosa crescita, tanto che la prima ora di film si regge grazie alle sue deliziose apparizioni.

A questo punto dedico l’immagine di chiusura del post proprio a lei e attendo commenti. Harry Potter e il Principe Mezzosangue vi è piaciuto? Non pensate che il sentimentalismo sia eccessivo? Come volete il prossimo Harry Potter?

Harry Potter e il Principe Mezzosangue

ps: mentre scrivo leggo questo e dico, meno male che non abbiamo visto ancora niente.

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