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Esclusivo: sul set di Letters to Juliet, parte 4. L’intervista a Gary Winick!

Di Marco Triolo

Per leggere le parti precedenti del nostro mega-reportage dal set di Letters to Juliet, andate qui, qui e qui.

E chi se l’aspettava, a volte la fortuna è dietro l’angolo. Dopo un fine settimana non proprio esaltante, per via di un set blindato intorno al quale era pressoché impossibile vedere qualcosa, lunedì sono incappato nel regista in persona, Gary Winick! Stavo esplorando i dintorni del set insieme ad un’amica, quando abbiamo visto venire verso di noi Winick, evidentemente in pausa. Infatti è andato a prendersi un bel gelato! Lo abbiamo circumnavigato per un po’, come uno stormo di avvoltoi, e alla fine ci siamo decisi ad avvicinarlo. Ma Winick, furbacchione, ci aveva già notati, ed avendo capito che lo stavamo osservando è venuto verso di noi e ci ha teso la mano!

Letters to Juliet131

Abbiamo quindi iniziato un’amichevole chiacchierata: Winick aveva voglia di parlare, e non si è trattenuto. Gli ho subito chiesto come stanno andando le riprese, e mi ha rivelato che sono leggermente indietro a causa della pioggia che li ha disturbati nei giorni scorsi. Lui ha colto l’occasione per raccontarci un episodio successo alcuni giorni fa, quando con Amanda Seyfried si era recato in Arena per vedere un’opera lirica: la pioggia ha fermato tutto, e mentre stavano aspettando – non abbiamo capito se all’esterno o nei corridoi – Winick ha improvvisato un balletto per lei… La security lo ha quindi avvicinato e gli ha chiesto di andarsene!

Dopo i complimenti di rito per l’espansività e la gentilezza degli italiani, ci ha chiesto se lo potevamo accompagnare in una vicina libreria, perché doveva acquistare alcuni biglietti di auguri. Ed essendo questi in italiano, aveva bisogno di un traduttore. Ci siamo quindi avviati, e durante il breve tragitto ho potuto fargli la maggior parte delle domande. Gli ho chiesto innanzitutto se non fosse snervante girare la stessa scena migliaia di volte, e mi ha risposto che i film si fanno così: quando ha girato La tela di Carlotta hanno passato ore interminabili per ottenere l’inquadratura del maialino che guarda in alto. Entrati nel discorso “Tela di Carlotta”, ne ho approfittato per domandare quale sia la differenza tra girare un film ricco di effetti speciali (qualcosa come 11.000 inquadrature con effetti, se non ho capito male) e una commedia romantica molto più “basilare” nella tecnica. Mi ha confermato che fare questo film è molto più semplice, soprattutto visto che ne La tela di Carlotta, agli effetti speciali si sommava la difficoltà di girare con un cast di animali. Certo è che, ha aggiunto, in una produzione più “semplice” come questa, conta anche molto il lato umano. Con Letters to Juliet, tutto sta andando benone perché gli attori sono adorabili, mentre ad esempio girare Bride Wars si è rivelata un’esperienza più complicata, proprio a causa delle personalità al lavoro sul set.

Siamo quindi arrivati alla libreria, dove lo abbiamo aiutato a comprare un sacco di cartoline d’auguri e alcune di felicitazioni per neo-genitori. Non mi sono voluto addentrare negli affaracci suoi, anche perché qua stiamo parlando di cinema: non vorrei oltrepassare quella linea sottile tra il reportage e il puro gossip, linea che comunque stiamo costeggiando parecchio già così!

Usciti dalla suddetta libreria, ci siamo riavviati verso il set. A questo punto gli ho chiesto se aveva altri progetti in ballo; inizialmente mi ha detto di no, ma poi si è corretto: a quanto pare dovrebbe fare un altro film con la produttrice di Letters to Juliet, Caroline Kaplan, e si tratterà di una commedia ambientata a New York. Winick lo ha definito il suo “New York movie”, e una sorta di aggiornamento o ampliamento delle tematiche di Tadpole, il film che gli fruttò il premio per la regia al Sundance.

Dopo una simpatica foto, quella che vedete in testa al post, ci siamo congedati. Morale della favola: Gary Winick si è dimostrato una persona eccezionale, simpatica, aperta e disponibile. Un vero “super nice guy”!

Ah, tra le altre cose mi ha anche confermato che Gael Garcia Bernal ha girato già un sacco di materiale. La qual cosa mi ha fatto imbufalire ancora di più: perché non lo aveva ancora visto, ‘sto Gael??!

Abbiamo rimediato ieri sera: stavano girando nella stessa piazzetta da cui avevano cominciato un paio di settimane fa. Ma stavolta sono riuscito ad addentrarmi per bene, dato che il punto in cui mi trovavo era fuori dal campo della macchina da presa, che riprendeva la finestra di un palazzo di fronte a me. E finalmente eccoli lì: Gael e Amanda, insieme. La scena, immortalata dalle foto e dal video qui sotto, vede lei, inizialmente sola, appoggiata alla ringhiera del balcone e con lo sguardo rivolto all’esterno. Poi arriva lui, che la abbraccia e la bacia, ripetendole quanto le sia mancata. La stessa sequenza è stata girata per svariate volte, da inquadrature diverse (lato destro, lato sinistro e da sotto).

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Poi mi sono assentato un attimo, e quando sono tornato avevano concluso. Gael però era ancora lì: lo vedete nello foto qui sotto. Poco dopo, l’attore se n’è andato, uscendo però da un vicolo opposto a dove stavo io. Non ho fatto in tempo a seguirlo, ma sono comunque andato a dare un’occhiata dall’altra parte. Stavano girando un’ultima inquadratura di raccordo, che si collega alle riprese a cui ho assistito alla fine della prima settimana, quelle in cui Egan guidava l’auto, per poi scendere e fissare la piazzetta. Oggi hanno girato il pezzo seguente: l’auto riparte e si allontana, mentre alcune comparse camminano in direzione opposta. Da notare che, per coerenza con il girato di venerdì 26 giugno, hanno bagnato l’asfalto come se avesse appena piovuto. Ora forse si capisce cosa Egan stia fissando, quando scende dall’auto: i due innamorati che si lasciano andare alle effusioni sul davanzale!

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La seconda foto qui sopra è un po’ mossa, ma l’ho inclusa semplicemente perché il distinto signore con la barba che vedete dietro a Bernal è l’attore Angelo Infanti. Credo che passasse per caso, dato che abita poco distante. Ma comunque è stato un tocco folkloristico in più.

E questo è tutto: nei prossimi giorni mi recherò ancora in Piazzetta Pescheria, la location della settimana scorsa, dove gireranno di nuovo in notturna. Speriamo di vederne delle belle.

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