“Basato su una storia vera… ma davvero!”. Comincia così I Love You Phillip Morris, pellicola diretta dal duo di sceneggiatori Glenn Ficarra e John Requa (già autori del copione di Babbo Bastardo).
Non si tratta di certo di una di quelle commedie in cui Jim Carrey fa piazza pulita di tutto e tutti con le sue smorfie, piuttosto ritorna nei panni dello “sfigato dal giorno della nascita”. Carrey interpreta Steven Russell, padre di famiglia modello: un agente di polizia, che alla domenica suona l’organo in Chiesa e che ogni giorno, prima di andare a dormire, si inginocchia con la moglie (Leslie Mann, la signora Apatow) e dice le sue preghiere. Ma anche lui ha un segreto: è omosessuale, una cosa che ha sempre saputo sin da bambino, da quando guardava le nuvole e vedeva dei falli nel cielo!
Un incidente d’auto lo cambierà per sempre. Vedendosi in fin di vita, Steven fa una promessa a sé stesso: da quel momento in poi non si prenderà più in giro e rivelerà alla moglie la verità. Si fidanza con Jimmy (Rodrigo Santoro di Lost) e trova la felicità. Ma come dice Steven: “Essere gay costa un occhio della testa”, tra vestiti firmati, macchine costose, cura del corpo e soggiorni in alberghi di lusso… ed, è per questo motivo che, mollato il lavoro in polizia, decide di darsi alla truffa… da quel momento vedremo Jim Carrey farsi davvero del male: truffando assicurazioni o andandosene in giro con decine di carte di credito clonate e documenti falsi.
E’ solo questione di tempo prima che venga sbattuto in galera dalla polizia. In carcere conosce l’amore della sua vita: Phillip Morris (Ewan McGregor), un ragazzetto timido che gli ruberà il cuore. Tra i due si creerà un rapporto magnifico: mitica la scena in cui durante una rivolta in carcere, loro rimangono in cella a ballare un lento e a baciarsi. Ma i sue vengono separati, quando Steven è trasferito. A quel punto il nostro protagonista è disposto a tutto pur di fare uscire di prigione la sua anima gemella… progettando evasioni e tornando a darsi alla truffa per stare insieme a Phillip.
Commedia agrodolce confezionata come un piccolo film indipendente, I Love You Phillip Morris è una pellicola allegra che però corre il rischio di fare arrabbiare la comunità gay. Non perché li prenda in giro, ma per alcune leggerezze di troppo… specialmente una parte del film dedicata interamente al virus dell’Aids. Jim Carrey e Ewan McGregor sono in gran forma: il secondo è più credibile del suo collega nei panni di un omosessuale.
La pellicola sarà distribuita in Italia dalla Lucky Red, a partire dall’11 settembre.
Parlano i protagonisti:
Jim Carrey:
Mi piaceva il fatto che non riuscivo a capire se adoravo questo personaggio o lo odiavo. Era una sensazione che cambiava ad ogni pagina dello script. Ne ero attratto e allo stesso tempo il suo atteggiamento era disturbante. E quindi ho pensato che sarebbe stata una bellissima sfida renderlo accettabile al pubblico e coinvolgere gli spettatori emotivamente. Non penso sia un film gay. È un film sull’umanità: su quanto siamo disposti a offrire per essere amati e accettati.
Ad essere onesti, posso dirvi che alcune persone mi hanno detto: ‘Sei sicuro che vuoi fare questo film’. Io ho subito accettato, perché si tratta di una storia interessantissima e diversa sulla natura umana.
Ewan McGregor:
Un attore cerca sempre storie interessanti e ruoli stimolanti da interpretare. E il fatto che questi personaggi siano gay è ciò che li rende speciali. Ma anche la parte iniziale, ovvero la storia di Jim, con la moglie e la sua famiglia rimane fondamentale per capire questa storia.
Era importante che lo humor non fosse incentrato sul fatto che si tratta di due uomini. Altrimenti non l’avrei mai fatto. L’ironia viene fuori piuttosto dalla situazione e dai comportamenti di Steven, pronto a tutto pur di rimanere con Phillip.