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Natale Ciravolo – La voce del capitano

Di

Natale Ciravolo

Dopo aver dato uno sguardo approfondito al doppiaggio del primissimo film di Star Trek, è la volta di sfogliare un altro numero della ISTM (Inside Star Trek Magazine), questa volta quello del 30 giugno del 2005, dove a pagina 14 possiamo trovare un’intervista di Gabriella Cordone a Natale Ciravolo, voce italiana di William Shatner, alias Capitano Kirk. Ovviamente ringraziamo lo STIC per i materiali concessi.

Dopo gli ospiti scientifici, Guidoni in testa, i doppiatori di Star Trek sono gli ospiti italiani che gli appassionati gradiscono di più, e quando si riesce ad averli ospiti a una STICCON il successo e il gradimento sono assicurati.

È successo anche con Natale Ciravolo, la voce del Capitano Kirk.

In realtà avrebbero dovuto esserci tutti e tre: Kirk, Spock e McCoy… o meglio, le loro voci italiane, perché i contatti erano avvenuti per avere il “trio” al completo. Purtroppo però impegni di lavoro e personali hanno impedito a Silvano Piccardi (Spock) e Raffaele Fallica (McCoy) di venire. Il “nostro” capitano Kirk, però, non ha mancato l’incontro con il pubblico di Bellaria, e tra aneddoti e battute, ha divertito e interessato gli appassionati presenti, non mancando di affascinare alcune gentil donzelle che – a fine intervento – mi hanno chiesto se fosse sposato…

Ecco alcuni brevi stralci della lunga sessione di domande e risposte che hanno riempito la domenica mattina della scorsa STICCON.

Sappiamo tutti che nella serie classica c’erano molti svarioni di traduzione, voi come doppiatori avevate voce in capitolo? Potevate alzar la mano e dire “questa è una schifezza, cambiamola”?

Partiamo da un presupposto: io non conosco l’inglese e già questo mi taglia fuori da ogni possibilità di intervento. Direi che la risposta è no.
Secondo me quelli che conoscono l’inglese, o il francese, sono svantaggiati, perché… per me l’inglese o qualunque altra lingua è solo un suono, di partenza e di fine della frase… mentre loro ascoltano, e se il traduttore o chi ha adattato ha cambiato per esigenze di storia, di lunghezza, ecc, si bloccano dicendo “Eh, ma in originale è diverso!”. E invece non si deve fare, perché se il traduttore o l’adattatore ha cambiato quella frase ci sarà stato un motivo. È il suo lavoro.

Spesso, soprattutto nelle soap opera, si notano attori che “recitano male”. Ma sono gli attori che recitano male o i doppiatori?

Naturalmente c’è anche il cattivo doppiaggio, è inutile nasconderlo.
Per i film è più difficile, mentre per le soap o i telefilm… Purtroppo non dipende tanto dal fatto che l’attore che doppia recita male o non è capace. Ormai è un problema di tempi e di costi. Cioè oggi, soprattutto nelle soap opera, si deve correre perché bisogna farne un tot al chilo altrimenti non ci si sta dentro con i costi, con i preventivi e ci si perde. Magari si potesse fare come faceva Fellini, tre anelli al giorno!
Allora fai l’opera d’arte! Ma se tu devi fare oltre 200 righe in un turno [di tre ore]… eh, devi correre! Con i documentari non ne parliamo, se ne arriva a fare addirittura 450/500 righe in un turno. Vuol dire leggere una volta e andare. Se poi sbagli o c’è una sporcatura lo rifai, ma altrimenti va così. E anche nel doppiaggio, purtroppo avviene questo. Per cui ci sono dei prodotti che sono fatti in velocità e allora si tira via, si corre… buona la prima! Mentre per avere un prodotto buono, devi vedere l’anello in originale, senza parlarci sopra, capire, con calma rivederlo un’altra volta, cominciare a provare… Insomma, se un anello lo fai in dieci minuti o lo fai in tre minuti la differenza si sente!

Natale Ciravolo William Shatner

Le è mai successo che qualcuno la conoscesse per telefono e poi, all’incontro di persona, pensasse che non era all’altezza della voce?

Questa è cattiva come domanda! Mi devo alzare in piedi… Io mi presentavo, quando ho avuto il momento d’oro… Oh, ci continuo a mantenere la famiglia, con la roba di Star Trek da trent’anni a questa parte, io lo dico sempre e mai finirò di ringraziare l’opportunità che ho avuto… anche se poi la grossa fortuna l’ho avuta con Magnum P.I…. Comunque mi sentivano, magari per telefono, e poi io passavo a incassare e vedevo le facce delle segretarie che rimanevano assolutamente deluse, perché… sai, Tom Selleck è alto 1 e 90, coi capelli… vedevano me che c’ho la gamba corta, il sedere basso… dicevano: questo ci prende in giro, non è lui… Ma non importa, va bene così. Io ho sofferto solo per la calvizie, da giovane, ma ho cominciato a perdere i capelli a 25 anni… tant’è che in teatro non ho mai potuto fare i personaggi per la mia età vera, anche per via del vocione che ho!

Le piace fare doppiaggio? Perché in questo lavoro la meccanicità va un po’ a braccetto con il lato artistico…

Il doppiaggio è una specializzazione del lavoro più vasto che è quello di attore. Ame piaceva doppiare Magnum, perché era nelle mie corde, anche come spirito. Era ironico, divertente… a me i mattoni mi stanno un po’ sullo stomaco! Però è vero che ci sono certi doppiaggi che il doppiatore non ama. A me, per esempio, non piacciono i cartoni animati. Non mi piace doppiarli, perché il cartone è di una difficoltà… è faticosissimo. Poi non capisco i labiali. Ecco, io dei cartoni non ho mai capito i labiali! Comunque è vero, il doppiaggio deve mettere insieme tecnica e arte. Nel doppiaggio hai dei tempi obbligati, e già questo è un grosso problema, perché tu in teatro ti puoi prendere i tuoi tempi, puoi parlare tranquillo. Nel doppiaggio non hai i tuoi tempi, hai i tempi di un altro.

Ultimamente, in teatro, si tende a rivalutare la parlata locale, lasciando da parte la dizione. Come si sposa questo con il doppiaggio di prodotti stranieri?

Per quanto riguarda il teatro, oggi la dizione non viene più presa molto in considerazione, perché i registi dicono che bisogna essere naturali, spontanei. Non importa che tu abbia un “o” o una “e” aperte o chiuse, l’importante è che tu sia spontaneo. Oggi un qualunque regista teatrale, mentre tu provi la parte, dice “no, no, troppo recitato!” e tu dici “ma che vuol dire, troppo recitato?” Io sto cercando di interpretare qualcosa che un altro ha scritto. Non è una cosa mia, io la trasformo, dandogli delle intenzioni, dei toni… E questo oggi è apprezzato meno. No… non chiedetemi di recitare qualcosa perché a memoria non so… Essendo abituato sempre a leggere… Però se volete sentirmi recitare, c’è un canale satellitare, Mediolanum Channel, in cui, Giuseppe Mascitelli, che è il direttore di rete… – ed è un direttore illuminato, a prescindere da quello che uno pensa politicamente – ognuno può pensare quello che vuole. Illuminato nel senso che, in un canale satellitare, ha avuto il coraggio di fare una clip di quattro minuti e mezzo circa giornaliera, che va in onda quattro o cinque volte al giorno insieme o al posto della pubblicità… di poesie! La grafica visiva l’ha curata Duccio Forzano, che ha impostato una cosa semplicissima: dolcevita nero, faccione, due camere in asse, una che mi riprende il faccione una in piano americano, controluce, con un libro in mano che leggo poesie diverse, dal ‘300/’400 in poi fino ai contemporanei…

Come nasce l’amore per il personaggio doppiato?

Ci si affeziona perché… ci vivi insieme, per tanto tempo, e dopo un po’ ti affezioni. Certo non cominci a comportarti come lui…
Insomma, io non andavo in giro con la camicia a fiori quando doppiavo Magnum o con… noi lo chiamavamo il pigiamino… quando doppiavo Kirk! Però, prima o poi una Ferrari d’occasione…

E su questa battuta finale, il tempo tiranno dice stop all’intervento di Natale Ciravolo.

Intervento che è sembrato durare troppo poco, tanto che, una volta sceso dal palco, Natale è stato piacevolmente assediato da molti dei presenti per foto ricordo, autografi e ulteriori chiacchierate.

Il doppiatore, però, si è fermato ancora un po’ alla STICCON, pranzando con noi e parlando ancora del suo nuovo impegno con la nuova, ma familiare, compagnia di doppiaggio, la ADC, e della sua passione per il mare. Prima del suo ritorno a casa, come ci aveva promesso, lo aspetta un’altra piccola apparizione sul palco: per presentare l’attore cui ha dato la voce all’inizio della carriera… William Shatner!

E così è stato, con tanto di brevissimo “doppiaggio” in diretta: Shatner che muoveva la bocca e la voce di Natale che usciva dagli altoparlanti!

Un successo, quindi, e la speranza di rivederlo presto!

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