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15 maggio 2009 • 20:50 • Scritto da peter

Bright Star: Screenweek incontra Jane Campion

Speciale Cannes, terzo giorno: la regista di Lezioni di piano torna sulla Croisette e ci racconta la vera storia di un amore intenso, quella tra John Keats e Fanny Browne...
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Cannes (CLICCATE QUI PER LEGGERE IL NOSTRO SPECIALE SUL FESTIVAL) – Oggi è il giorno di Bright Star, dramma sentimentale diretto da Jane Campion.

Jane Campion, Abbie Cornish e Ben Wishaw

Ambientato nella Londra del 1918, il film racconta la storia d’amore tra il 23enne poeta John Keats (Ben Wishaw) e Fanny Browne (Abbie Cornish), studentessa di moda di famiglia meno agiata. Se dovessimo scommettere qualcosa, allora non punteremmo mai sulla nascita di un amore tra i due… in realtà a poco a poco, le differenze di classe con tutti i problemi che ne conseguono, si fanno da parte: lei viene travolta dai suoi sonetti, lui, invece, vivrà il periodo più intenso della sua vita… nonché l’ultimo, dato che morì di malattia a soli 25 anni!

Bright Star Ben Whishaw Abbie Cornish 4

La pellicola segna il ritorno dietro la macchina da presa della Campion, che non realizzava un lungometraggio dai tempi di In the Cut. La regista neozelandese è l’unica donna ad aver vinto la Palma d’oro: è successo 16 anni fa con l’indimenticabile Lezioni di piano. Il suo nuovo film, che sarà distribuito in Italia dalla 01 Distribuition, è stato accolto da molti applausi… ma qualcuno ci ha anche dormito sopra!

L’abbiamo incontrata e per prima cosa, la Campion ha specificato: “Mi piacerebbe vedere più registe donne, del resto le donne rappresentano metà dell’umanità e sono quelle che hanno generato il resto del mondo!”. A quel punto ci aveva già conquistati:

Bright Star Ben Whishaw Abbie Cornish 8

Ci racconti come mai ha deciso di realizzare questa storia…
Ho pensato a questa storia come a una ballata. Una storia d’amore raccontata in versi mentre i sentimenti tra i due crescono, così come le loro difficoltà. Sono stata molto fortunata a leggere la biografia di Keats e le sue lettere mi hanno colto di sorpresa. All’inizio non credevo che avrei potuto realizzare questa storia, poi a poco a poco mi sono sentita a mio agio.

Il suo film parla di un sentimento espresso soprattutto attraverso poesia e lettere, quanto secondo lei questo è attuale nell’era di Twitter?
Capisco che una nuova generazione sia dipendente da Twitter. Ma vi dico una cosa, leggere le lettere di John Keats è stato incredibile: da una parte era come sentire il suo spirito, dall’altra tutti quei potentissimi sentimenti sono più che mai attuali.

Spesso lei ha dichiarato di detestare i biopic, come ha affrontato questo progetto che comunque racconta una storia vera?
Non è assolutamente un biopic. Non sono un’amante di quel tipo di film, proprio per il fatto che non ti lasciano spazio e in generale raccontano l’inizio e la fine della vita di qualcuno. Spesso potete perfino trovare sei attori che interpretano un personaggio nelle sue diverse fasi della vita. Questa è una storia d’amore e nonostante sia ambientata nel passato, parla di sensazioni potenti ed eterne. L’idea brillante di questo progetto è l’aver raccontato tutto attraverso gli occhi del personaggio di Fanny, a cui Abbie Cornish ha dato vita.

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