Quando ormai ci avviciniamo inesorabilmente (ancora troppo lentamente) alla data di uscita dello Star Trek firmato J.J. Abrams – che vi ricordo arriverà nelle nostre sale l’8 maggio – è doveroso fare altre “tappe di rifornimento” presso la base italiana che trova la propria sede nello STIC (Star Trek Italian Club).
Con l’occasione, questa volta consultiamo gli archivi del computer centrale e andiamo a puntare l’attenzione su quello presente nel numero del marzo 2002 della ISTM (Inside Star Trek Magazine), scritto da Gabriella Cordone.
Era da tempo che non seguivamo più la supervisione di un doppiaggio e mi ero quasi dimenticata della strana atmosfera fuori dal tempo che si respira in uno studio di doppiaggio… E non si tratta solo del fatto che, seppure per pochi minuti, ci si ritrova immersi nell’avventura che il film ti sta raccontando in quel momento, con le sue immagini e le sue voci. No! È anche questione di “ambiente”. Il buio della sala, il tempo che scorre avanti e indietro in modo strano – ora ti trovi con Kirk nella sala teletrasporto ad accogliere McCoy, ora sei di fronte a uno Spock che prova emozioni e non se ne vergogna – le voci che prima appartengono al volto del doppiatore e poi si sovrappongono al volto dell’attore sullo schermo… Sensazioni che ho provato di nuovo quando, lunedì 14 gennaio scorso, con Alberto mi sono ritrovata seduta su una poltroncina nella piccola sala regia di uno degli studi della S.E.D.E., la compagnia di doppiaggio che ha provveduto alla preparazione delle scene inedite di Star Trek: il film.
Ma facciamo un passo indietro… Le scene di cui parlo si trovano all’interno della famosa “Director’s Edition”, la versione che la Paramount ha deciso di lanciare sul mercato dopo che il celeberrimo regista, Robert Wise, ha rimesso le mani sul primo film della nostra saga preferita. Già, proprio lo stesso regista che – ormai è noto – dichiarò, nel primo giorno di riprese, di sentirsi emozionato trovandosi di fronte a “leggende viventi”, riferendosi agli attori che danno vita all’equipaggio dell’Enterprise. Queste scene inedite (che in realtà sono state già viste una volta, in una versione del film montata per la televisione statunitense e poi uscita in cassetta alla fine degli anni ’80) sono una delle caratteristiche che fanno della Director’s Edition un must per ogni trekker. Le altre cose sono una serie incredibile di documentari e interviste, con dietro le quinte mai visti in precedenza, effetti speciali ritoccati e un montaggio audio e video davvero perfetto!
Ed è proprio per via del nuovo montaggio audio che la genesi della versione italiana di questo DVD è stata molto sofferta… Negli Stati Uniti non esistono problemi di doppiaggio: basta prendere la scena da aggiungere con il suo audio originale (eventualmente ripulito) e il gioco è fatto! Negli altri paesi, invece, è necessario sottotitolare (opzione che si cerca sempre di evitare) o ridoppiare le “nuove” vecchie scene…
È così che alla fine del 2001 lo STIC è stato coinvolto in questa avventura dalla Paramount Home Entertainment Italia, con la quale abbiamo collaborato per creare la nuova versione italiana. La prima cosa da fare era reperire la colonna audio italiana del 1980, cosa non facile, visto che sono passati oltre 20 anni, e sperare che fosse almeno in Dolby Stereo e – essenziale – che avesse la traccia delle voci separata da quella di musica ed effetti, visto che il nuovo film aveva un montaggio diverso. All’inizio le ricerche sembravano infruttuose, portandoci a pensare che sarebbe stato necessario un ridoppiaggio dell’intero film (perdendo così le voci che ormai abbiamo accoppiato ai volti di Kirk, Spock, Bones, Ilia… e gli altri), ma poi la colonna è stata trovata, e rispondeva perfettamente ai requisiti tecnici richiesti!
Ora bisognava pensare alle scene inedite inserite nel film. Ed è qui che siamo entrati in gioco in prima persona Alberto e io. C’è voluta un’intera giornata, guardando contemporaneamente (e sentendo contemporaneamente!) le due versioni su due schermi TV, per stabilire cosa fosse cambiato, segnando diligentemente il timecode iniziale e finale di ogni scena aggiunta o eliminata. Abbiamo così scoperto, ad
esempio, che tutte le voci fuori campo del computer sono state eliminate: non sentirete più, quindi, (ad esempio) la monotona recitazione della temperatura che sta scendendo durante l’apparizione della sonda Ilia nella doccia sonica, o l’ossessiva frase “difetto di funzionamento” che accompagnava la tragedia del teletrasporto malfunzionante! E abbiamo scoperto che non sono state reintegrate tutte le scene della versione TV, così come ne sono state tagliate altre “insospettabili”… Ma per un’analisi approfondita delle differenze vi rimando a un dettagliato speciale che vedrete nei prossimi numeri. Alla fine di questo lavoro di comparazione, eccoci pronti con un “copione” da fornire alla Paramount completo di tutte le differenze: in blu le cose da togliere (e relativo timecode) e in rosso le scene aggiunte (e relativo timecode). Tutto questo è avvenuto a fine novembre.Ed eccoci al presente, nella sala della S.E.D.E. pronti a dare un supporto ai professionisti presenti: doppiatori scelti soprattutto perché il loro tono di voce è il più simile a quello dei doppiatori originali. Sarebbe stato bello poter avere le voci di vent’anni fa… ma poco pratico, perché molti di loro si trovano a Roma (mentre la Paramount opera a Milano), non lavorano più tutti nella stessa compagnia (e far combaciare turni di lavoro è una cosa lunga, e il tempo era tiranno), e uno ci ha lasciato: sarebbe stato infatti impossibile riavere tra noi la voce di Bones nel primo film appartenuta a Pino Locchi, scomparso qualche tempo fa.
Con noi negli studi c’è anche Federica Riccò, della Paramount Home Entertainment Italia, che ha seguito con noi anche i provini.
Il doppiaggio verrà eseguito per la maggior parte oggi, ma alcune battute sono già state registrate e altre verranno eseguite il giorno dopo.
I primi a cui stringiamo la mano sono Rossana Bassani ed Ennio Negroponte, rispettivamente direttrice di doppiaggio e tecnico di studio. In realtà Rossana non la sentiremo soltanto dare consigli ai doppiatori, ma anche prestare la sua voce per qualche battuta, visto che è sua la nuova voce di Christine Chapel.
La prima che vediamo all’opera, però, è Lorella De Luca, che diligentemente entra in sala pronta per interpretare Uhura e ascolta con attenzione la voce dell’originale doppiatrice. Non si tratterà di un’imitazione, ovviamente, ma il compito principale dei doppiatori oggi presenti è quello di far passare il più possibile inosservati i cambiamenti. Per il resto il meccanismo del doppiaggio rimane identico: si ascolta la versione originale, si prova la battuta per verificare lunghezza e labiale e poi si doppia. Rossana, che è l’unica a conoscere ciò che succede nel film, dà anche qualche consiglio prezioso perché Lorella possa dare la giusta intonazione alla battuta: “Tu sei un po’ in polemica, perché adesso ci sono due capitani. Decker che era effettivo, arriva Kirk e voi vi fidate tutti di lui. Il guardiamarina non è molto d’accordo su questa nuova nomina, invece tu sei tutta per Kirk, perché è un veterano, perché lo conosci. Quindi la battuta deve suonare come Non fare il cretino, grazie a lui torneremo indietro.” Ascoltando questo scambio tra direttrice e doppiatrice mi rendo conto di una cosa a cui raramente penso: il doppiatore che entra in sala diventa il personaggio, e in quel momento Lorella è Uhura, è lei che deve essere polemica, che deve ribattere a un guardiamarina che non conosce il suo capitano!
Entra in scena a questo punto, nella saletta semibuia, Pasquale Ruju, la nuova voce di Kirk. Di Pasquale veniamo subito a sapere che… è un mio collega, perché ha scritto sceneggiature per i fumetti Bonelliani! Sue sono le storie di Misteri di Venezia della collana Dylan Dog, e Corsa contro la morte e Thor 14 di Nathan Never, per citarne alcuni. Anche per lui si ripete il processo di assimilazione della vecchia voce italiana, l’ascolto della battuta originale da doppiare, la prova e poi la registrazione.
Molta libertà viene lasciata al doppiatore per “rimontare” la frase da doppiare, per adattarla al labiale, ma l’intonazione deve essere decisa, il tono da comando, e per farlo capire bene a Pasquale, la direttrice Rossana esclama: “Mi raccomando Kirk, co*lioni!”Per qualche tempo Pasquale si alterna in sala doppiaggio con gli altri, prima dell’entrata in scena di Chapel, ovvero di Rossana che in prima persona va in sala insieme a Lorella per la scena dove l’infermiera arriva in plancia per curare Chekov. E qui ci ritroviamo coinvolti in una consulenza sul campo: sembra che medicamenti sia una parola troppo lunga per la battuta di Chapel (in originale medics), e qualcuno, ignaro dell’universo di Star Trek e delle sue tecnologie, suggerisce parole alquanto inadeguate, come cerotto, o bisturi… Mmmh… forse è meglio farmaci? Alla fine noi suggeriamo spray, ad indicare più il mezzo che usa l’infermiera che non la medicina, e Rossana decide che va bene. Da questo semplice episodio si può capire quanto può essere facile, in mancanza di qualcuno che conosce a fondo la materia, scegliere inconsapevolmente dei termini sbagliati che potrebbero far sorridere (e a volte arrabbiare!) un appassionato…
È il momento di conoscere la persona che darà la voce al Vulcaniano più famoso della saga: Spock. Alarico Salaroli è una persona esuberante, che si getta subito a cercare di indovinare chi era il vecchio doppiatore del signor Spock e, nonostante le nostre smentite (la voce del primo film appartiene a Vittorio Di Prima), si convince di “dover fare Orsini”! Tra battute umoristiche e scherzi, Rossana riesce a comunicare ad Alarico che la prima battuta sarà la più complessa, perché deve inserirsi all’interno di una già esistente. Alarico annuisce “ho capito, devo ascoltare il primo pezzo e poi agganciarmi cercando di orsineggiare!” I colleghi in saletta, divertiti, ribaltano la battuta e gli dicono: “Semmai dovrai cercare di primeggiare… cosa che ti riesce benissimo!”
Il primo intervento di Alarico/Spock non piace per nulla ad Alberto, perché troppo simile ad una brutta imitazione e lontanissimo dalla profondità e dalla serietà di Nimoy. Ne nasce così una lunga discussione in cui il nostro Ammiraglio tenta di far capire ad Alarico che Spock è una persona senza emozioni e quindi la battuta deve risultare più piatta. D’altra parte, spiega il tecnico audio, una battuta del genere, inserita all’interno di una frase esistente, non può essere troppo diversa da quella originale. E infatti Alberto è convinto che non lo sia affatto, pronunciata così! “Ma dopo verrà filtrata, non preoccuparti!” replica il tecnico… E dopo aver alzato il tono, abbassato il tono, appiattito la voce, eliminato le emozioni, Alarico pronuncia di nuovo la frase, esclamando alla fine di essere riuscito perfettamente! L’Ammiraglio non è del tutto convinto… “Non rovinatemi Spock!” implora, e Alarico riprova ancora… E ancora… Poco dopo però, la vera arte di Alarico fa decisamente cambiare idea ad Alberto. Giunti alla scena inedita clou, quella in cui Spock piange, Alarico si cala totalmente nella parte, sembra aver capito perfettamente tutto ciò che lAmmiraglio gli ha detto sul personaggio, sulla sua mancanza di emotività, sul suo rapporto con il resto dei personaggi, con V’ger… E una battuta dietro l’altra riesce a rendere giustizia alla profondità e alla complessità dei toni originali di Leonard Nimoy, tanto che Alberto esclama entusiasta: “Impostazione fantastica! È bellissimo!”
Il lavoro però non è ancora finito. Alarico chiede il permesso di “andare in sala giochi” e lascia gli studi dopo essersi intrattenuto per qualche minuto a parlare con Alberto delle meraviglie della macchina fotografica digitale! Il doppiaggio prosegue con l’arrivo di Orlando Mezzabotta, che sarà la voce di Scott. Poche battute, una sola scena, ma sufficiente per farmi ascoltare bene la sua voce… una voce che so di avere già sentito, e non (come le altre) in altre serie TV, in pubblicità o film, ma proprio in Star Trek.
La conferma arriva poco dopo la sua sessione di doppiaggio, quando glielo chiedo e lui mi dice di aver lavorato alla serie classica, qualche decina di anni fa! Per qualche minuto ricordiamo i nomi di quel primo mitico doppiaggio, eseguito proprio a Milano, sotto la direzione di Mimmo Craig e con i compagni doppiatori che anche noi Trekker conosciamo bene: Natale Ciravolo, Silvano Piccardi, Raffaele Fallica… Orlando non ha prestato la sua voce a nessuno degli interpreti principali della classica, ma ha interpretato moltissimi alieni o personaggi ospiti, di cui ovviamente non ricorda i nomi, ma sono certa che quando ascolterete la “nuova” voce di Scott delle scene inedite del primo film, anche a voi verrà in mente la vecchia serie!
Il doppiaggio prosegue celermente, con Pasquale che entra ed esce dalla sala, e le poche battute di Sulu, interpretato da Marco Balzarotti. Le battute del timoniere dell’Enterprise sono brevissime, e – appena terminate – la direttrice di doppiaggio Rossana gli dà il permesso di andare, rallegrando ancora una volta l’atmosfera con una battuta: “Sulu… può andare… anche accompagnato!”
Entra in sala il doppiatore che darà la sua voce a Chekov, Francesco Orlando, e ancora una volta mi rendo conto di quanto poco i doppiatori sappiano di ciò che stanno facendo, soprattutto quando si tratta di battute lunghe appena qualche parola. Francesco entra in sala salutando tutti e poi si accinge a fare il suo lavoro, scoprendo quale sia solo quando vede le prime immagini sullo schermo. “Ah!” esclama piacevolmente sorpreso. “Ma è Star Trek!” Si avvicina la fine della lunga sessione di doppiaggio e arriva Lorenzo Scatturin, il nuovo comandante Decker. La routine si ripete: si ascolta la voce del vecchio doppiatore, si ascolta la battuta in lingua originale, si prova e si riprova e poi si registra. Spesso e volentieri l’orecchio allenato di questi professionisti capta imperfezioni assolutamente impercettibili, e anche la lunghezza delle frasi a volte risulta anticipata di pochissime frazioni di secondo. Una volta questo comportava innumerevoli registrazioni che poi venivano buttate, ma con la tecnologia di oggi è tutto computerizzato, ed è anche possibile rimediare ad alcuni degli errori semplicemente “spostando” il gruppo di armoniche digitalizzate sul computer alla frazione di secondo giusta, senza dover per forza rifare la battuta.
Lorenzo doppia le sue due battute, seguendo diligente le indicazioni di Rossana, e alla fine tutto si incastra perfettamente: le battute di Decker con quelle di Kirk registrate qualche ora prima, con quelle di Spock registrate separatamente, tutto come in un grande puzzle sonoro.
È un peccato non aver potuto osservare il lavoro di Cinzia Massironi, voce pressoché perfetta di Ilia, e quello di Massimiliano Lotti, che ha avuto il difficile compito di rimpiazzare il McCoy doppiato da Pino Locchi.
Il lavoro è ormai concluso, i doppiatori se ne sono andati alla spicciolata man mano che terminavano il loro impegno, e ci è rimasto soltanto il compito di ringraziare ancora una volta Ennio e Rossana, che oltre ad aver fatto un ottimo lavoro come tutti, hanno anche dovuto sopportare la nostra presenza, seppur discreta.
Il risultato di tanti sforzi lo abbiamo appena inserito nel lettore DVD. Conosciamo ormai anche troppo bene le scene in cui sentiremo le nuove voci, in cui scopriremo come tutto quanto si è amalgamato per rendere perfetto (o così almeno speriamo) la magnifica riedizione di Star Trek: il film.
Sicuramente per noi, al di là dei nuovi effetti speciali, dei tagli e delle aggiunte, questo DVD ci ricorderà sempre un magnifico pomeriggio passato al di là del tempo e dello spazio, chiusi in una sala di doppiaggio con professionisti simpatici e affabili, che ci hanno regalato ancora una volta una piccola magia: quella di far parlare in italiano i nostri personaggi preferiti.