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Toy Fair: Q&A con Michael Bay, Lorenzo di Bonaventura e Tyrese Gibson!

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Ecco a seguire una Q&A dalla New York Toy Fair 2009. Protagonisti un regista, un produttore e un attore… ovvero Michael Bay, Lorenzo di Bonaventura e Tyrese Gibson, pronti a parlare di Transformers: La vendetta del Caduto.

Ecco a seguire le parti più interessanti della chiacchierata!

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Michael, il primo film è stato un incredibile successo. Quanto sarà diverso la Vendetta del Caduto?
Michael Bay: Dallo studio dei miti all’aver scoperto come mettere in scena le trasformazioni dei robot, il primo film era incentrato su tante scoperte. Inoltre era una storia di un ragazzetto con la sua prima macchina e il suo primo vero amore. Il secondo film, invece, è piuttosto sull’arrivo di una nuova era. Una storia che riguarda interessi globali e porta i robot su un nuovo livello. Sono sicuro che se nessun ragazzo al mondo non abbia ancora desiderato uno come Bumblebee nel suo garage, con questo film lo farà. Tutti i robot in questo film sono come dei supereroi. Vi giuro… sono davvero pieno di passione per questo film!

Lorenzo di Bonaventura: Sì, nel primo film il ragazzo ha la macchina e trova una ragazza, ma questo esplora davvero il concetto di responsabilità nel momento in cui Sam è all’università. Lui crede di volere una vita da normale studente universitario, ma presto scoprirà che alcune decisioni non vanno a buon fine… non solo per lui ma anche per il mondo intero.

Come si evolverà dunque questa mitologia?
Di Bonaventura: Si tratta di una mitologia alquanto profonda e molti non sanno ancora bene quanto sia profonda.

Michael Bay: Sì, questo film soddisferà ogni tipologia di fan anche perché ho incluso lo humour che è il mio marchio di fabbrica, c’è anche più intimità tra umani e robot e le mamme penseranno che è abbastanza sicuro portare i loro figli a vederlo.

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Tyrese Gibson: Lo humor è stato spesso creato direttamente sul posto. A volte accade qualcosa sul set e Michael ce lo lascia tenere nel film.

Gli effetti speciali e la tecnologia sono stati sviluppati dai tempi del primo film. Siete stati avvantaggiati da questa cosa per il vostro film?
Michael Bay: Il progresso nella tecnologia ci ha permesso di suscitare le emozioni dei robot. Questo è un film sui robot e questa nuova tecnologia ci permette di esplorare in profondità la personalità di questi personaggi.

Nessun altro regista ha un rapporto così stretto con l’esercito americano, come quello che hai tu. Hai avuto accesso a qualche strumentazione che ti ha emozionato molto?
Michael Bay: Come ho già detto altre volte: è come avere una linea diretta col Pentagono. Nel primo film c’erano dei veri F16 che bombardavano il set, coordinati con esplosioni realizzate con gli effetti speciali. Abbiamo lavorato su un sottomarino nucleare e su una vera portaerei. L’esercito ha amato il primo film perché li ha aiutati negli arruolamenti e nel promuovere un’immagine positiva. Adesso sono molto felici di fare tutto quello che possono per i miei film. Abbiamo anche scoperto che in Afghanistan, i Buffalo(s) (che sono praticamente i veicoli alla Bonecrusher) sono stati soprannominati con tutti i nomi dei vari Transformers! Abbiamo anche lavorato coi carriarmati… non avete vissuto finché non scoprite il suono di un vero colpo di carroarmato. Abbiamo avuto accesso a tantissime cose. Sono molto felice.

Girare nelle Piramidi deve essere stato incredibile. Qual è stata la sfida più grande che avete affrontato?
Michael Bay: Questa è la prima volta in 30 anni che viene dato il permesso di girare presso le piramidi e la prima volta assoluta che c’è la possibilità di girare a Petra. Ci sono voluti 21 elicotteri pesanti per portare tutta la nostra strumentazione in cima. ABbiamo avuto tutto l’accesso che volevamo in Egitto e abbiamo scoperto che il curatore principale delle antichità egizie, il Dr. Zahi Hawass è un grandissimo fan dei Transformers e ci ha aiutato molto. Abbiamo anche girato nel deserto proprio dove hanno realizzato Lawrence d’Arabia. In condizioni davvero estreme.

(Fonte: Transformersclub.com)

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