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Sette anime – Gabriele Muccino per Screenweek

Di peter

Di Sette anime, Gabriele Muccino dice che è il suo film più complicato, la cui lavorazione è stata molto difficile. Anche per questo si tratta del film a cui tiene di più.

Gabriele, com’è andato questo tuo secondo lavoro con Will Smith? L’hai massacrato per farlo entrare in questo ruolo complesso?
Sono riuscito a provocargli una reazione in un personaggio talmente divorato… Durante la lavorazione Will è arrivato ad odiare questo personaggio, a causa della sua cupezza. Si tratta di un uomo morto dentro. Will aveva l’istinto di fermarsi, come il suo personaggio non voleva più perseguire il piano originario! .

Quali ricerche hai svolto per prepararti al film?
Ho parlato con consulenti di traumi psicologici e ho esaminato veri casi: spesso questa gente cerca di tornare indietro nel tempo. Alcuni si uccidono, altri cambiano la vita drasticamente, mollando le famiglie e dedicandosi agli altri. Ho assistito ad un trapianto di cuore: ho scoperto che in un ospedale nel corso di un anno sei persone avevano donato un organo a dei perfetti estranei. Questa cosa ha incorraggiato molto la mia decisione di fare un film così.

Dal momento che è un film difficile, avevi paura prima di girare?
Le paure erano quelle di affrontare un film così forte, cupo ed estremo che ha anche la forza. Una potenza all’interno del messaggio, più emotiva che cerebrale. Questo film è molto forte e va visto per il suo simbolismo e anche la sua forza lirica.

E cosa ne pensi delle critiche americane che hanno attaccato il film?
Il pubblico americano lo accoglie molto bene e la critica lo ha proprio ucciso. Hanno attaccato più Will che il film, per la prima volta in vita mia non ho imparato nulla dalle critiche negative. Per questo ho smesso di leggerle. Ho capito che c’era qualcos’altro sotto che non era più il film. Questo gioco al massacro verso chi ha successo non è solo una cosa europea ma anche americana. Nessuno ha mai criticato la storia d’amore, quando invece quello è il fulcro del film.

Il tuo futuro in America è legato a Will Smith?
No. Ci siamo incontrati e allontanati, siamo confluiti nello stesso progetto, nello stesso tempo. Avrei dovuto fare una commedia sentimentale con Jim Carrey e Cameron Diaz, ma poi non è stata realizzata. Dovevo fare io Hancock, ma poi ho pensato che non era il film giusto per me. È plausibile che lavorerò ancora con lui, ma non è un legame senza il quale non lavoro.

E di Baciami ancora cosa puoi dire?
Che lo sto scrivendo adesso, se mi piacerà il copione allora sarà il mio prossimo film… Lo farò, ma ho anche un altro progetto americano in ballo. Sto solo aspettando di avere il cast giusto.

Per saperne di più sul nuovo progetto di Gabriele Muccino, cliccate qui. Nel ricordarvi che Sette anime, distribuzione Sony Pictures, arriverà sugli schermi italiani da oggi in 600 copie… aspettiamo anche i vostri commenti sul film e le vostre valutazioni sul cast, che potrete indicare sulla nostra scheda.

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