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Milk, la recensione in anteprima

Di Gabriele Niola

Milk Poster ItaliaRegia: Gus Van Sant
Cast: Sean Penn, Emile Hirsch, James Franco, Josh Brolin
Durata: 128 minuti
Anno: 2009

A me Milk non è piaciuto. In giro ha raccolto recensioni molto positive quasi da tutti ma sinceramente non mi ha convinto per nulla.
Nel raccontare la storia vera di Harvey Milk, primo omosessuale dichiarato a ricoprire una carica politica negli Stati Uniti d’America, Gus Van Sant si lascia andare a tutto il possibile lato oscuro della regia.

Fazioso e tendente all’apologia senza riserve Milk punta moltissimo sulla larga condivisione e partecipazione nella storia che la maggior parte (se non totalità) del pubblico condivide. Il racconto è di quelli che si fondano sulla dinamica di liberazione e conquista di diritti civili (un classico hollywoodiano) e purtroppo lo fa non lesinando in retorica all’americana. Quelle cose che Gus Van Sant aveva sempre evitato conquistandosi la stima di tutti.
Milk è senza macchia e il suo rivale è peggio dell’assassino di Lincoln.

Gus Van Sant ci aveva abituato a ritratti più complessi e pieni di idee. Anche accantonando gli ultimi film stilisticamente stupendi e molto più “difficili”, pure le opere precedenti erano solo fintamente tradizionali.
Will Hunting aveva moltissimo da dire in più rispetto alle dinamiche di nuova paternità e maestro/allievo che metteva in campo e allo stesso modo (pur se un po’ meno) anche Scoprendo Forrester.

Milk invece dà al pubblico ciò che vuole, gli presta il fianco, mette in scena un’interpretazione mimetica dando grande libertà a Sean Penn (una cosa che piace sempre e per la quale tutti possono sentirsi in diritto di dire “Che grande prestazione!”) ma senza profondere complessità in quel personaggio, alla fine ne fà un’imitazione. Anche per questo ho trovato molto più interessante e bravo Josh Brolin, che mi sorprende ogni film.

E piccole microsequenze magistrali come quella del discorso da fare con una minaccia di morte pendente sulla testa sono solo piccoli contentini.
Alla fine Milk, dato l’apprezzamento condiviso, si avvia ad essere il classico film ordinario da elevare a straordinario dando a Van Sant tutto ciò che si è meritato in passato.
In fondo un po’ tutti i grandi registi ce l’hanno avuto un film così.

Quante recensioni ci saranno meglio di questa? Mille? Nessuna? Qui la risposta.

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