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W. , la recensione

Di Redazione

Una lunga giornata in giro per il centro di Roma e la voglia di riposarsi nel modo più divertente e appagante possibile, un film al cinema. E’ così che quasi per caso, in compagnia di un amico venuto da lontano ci apprestiamo a scegliere cosa andare a vedere. Scelta difficile, gusti particolari, tanto di già visto e troppo di inguardabile tra le numerose alternative offerte, ma quasi immediatamente la scelta risulta obbligata da una particolare possibilità. Al Metropolitan danno la versione in lingua originale del film di Stone, W.

La sala è piccola, non quella da Blockbuster, ma piacevolmente piena. E lo spettacolo comincia.

Il film risulta immediatamente godibile, con un interessante taglio di flashback che alternano la storia passata a quella più attuale, e l’inserimento di numerose ricostruzioni di documenti video reali, quali conferenze stampa o apparizioni pubbliche, che rendono giustizia all’abilità degli attori creando un forte senso di dejavu con le immagini reali viste alla televisione.

Ci viene strappata una risata al vedere quell’omino quasi morire soffocato da un prezel mangiato mentre sorseggiava una birra in uno dei posti con il più alto livello di sicurezza del pianeta, sorridiamo amaramente quando lo vediamo goffamente arrancare su questioni così tragicamente importanti che hanno determinato il destino di questo pianeta negli ultimi anni. Una satira potente, ma allo stesso tempo così pulita e semplice.

“Irriverente” mi viene da dire, ridendo sotto i baffi, come può avere “risolto” l’annosa questione delle “armi di distruzione di massa fantasma” con una goffa situazione di “rimpalli” di responsabilità tra alte cariche?
E le cospirazioni? Gli intrighi internazionali? Non c’è posto, perchè Oliver Stone racconta di un’uomo, e i riflettori sono su di lui. Josh Brolin ricopre magistralmente il ruolo, i toni di voce, le pause, l’accento supportano perfettamente la magia. Forse solo troppo carismatico per il suo personaggio, trovavo difficile stancarmi nel vederlo sullo schermo, quando con l’originale mi veniva così facile cambiare canale.

Un film che vale decisamente la pena di vedere e altrettanto di parlarne.

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