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La Fidanzata di Papà, la recensione in anteprima

La Fidanzata di Papà, la recensione in anteprima

Di Gabriele Niola

La fidanzata di Papà Poster ItaliaRegia: Enrico Oldoini
Cast: Massimo Boldi, Simona Ventura, Elisabetta Canalis, Nino Frassica, Enzo Salvi, Biagio Izzo, Davide Silvestri
Durata: 89 minuti
Anno: 2008

Sono ormai 3 anni che Massimo Boldi si è separato dal compagno di mille cinepanettoni Christian De Sica per confezionare delle commedie popolari a suo modo, girate intorno a lui e che si discostino dalle cose natalizie fatte da De Laurentiis.

Scopo nobile (la ricerca dell’autonomia, il disprezzo per lo sfruttamento becero e la ricerca di un cinema di valori erano le cose sbandierate all’indomani della separazione) che si è subito dimostrato direzionato nel verso peggiore.
Olè, Matrimonio Alle Bahamas e anche quest’ultimo La Fidanzata di Papà sono infatti molto peggiori di tutti i Natali in luoghi vari. E non tanto a livello tecnico o di racconto (in fondo non è che ci sia molta differenza tra 0 e 1) quanto a livello di intenzioni, proprio quei valori e quell’autonomia creativa che veniva sbandierata sono ciò che affossano tutto.

Ogni film di Massimo Boldi fa venire davvero voglia (solo temporaneamente si intenda!) di rivalutare tutto il cinepanettonismo delaurentisiano. Se nei film natalizi per eccellenza infatti è tutto un tripudio di cattivo gusto, tradimenti, nudi e volgarità in quelli di Massimo Boldi a trionfare è il buonismo, il sentimentalismo di provincia banale e l’idea che si sia felici solo in coppia. Tutti alla fine dei suoi film si accoppiano, anzi ancora peggio, tutti si SPOSANO! Con spesso decisioni dell’ultimo secondo, come se non esistessero altre possibilità al di fuori del matrimonio. E Boldi in particolare interpreta spesso il vedovo, mai il divorziato o il fedifrago, come se quella fosse l’unico caso in cui un uomo di una certa età possa fare il donnaiolo.

Almeno la scuola di Christian De Sica mostra della cattiveria, fa una piccola (anzi minuscola) critica, si arma per ritrarre il peggio degli esseri umani. Boldi vuole invece ritrarre il meglio, anzi il meglio secondo lui postulando che sia una prospettiva condivisa da tutti con (nella migliore delle ipotesi) una naivitè inacettabile.
In particolare La Fidanzata di Papà ha un discorso sulle razze, che vuole essere un po’ progressista e sfocia (si spera) involonariamente nel razzismo degli ignoranti, quello che non è cattivo ma vive su stereotipi di mille anni fa.

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