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J.J. Abrams porta a Roma 25 minuti di Star Trek XI

Di Gabriele Niola

Star Trek Immagini del Film
L’attesissimo 11esimo capitolo della saga (cinematografica) di Star Trek, quello che si annuncia come il più rivoluzionario di tutti, per la presenza di J. J. Abrams (l’autore culto di Lost e Cloverfield) e per le dichiarazioni dello stesso sui cambiamenti che farà, è stato anticipato oggi a Roma.

In un evento per la stampa Abrams stesso ha presentato 4 scene complete dal film per un totale di 25 minuti.
Quello che abbiamo visto è qualcosa di abbastanza promettente, sicuramente ben scritto ma forse montato in maniera un po’ confusa. Ma andiamo per gradi.

L’approccio Abrams prevede una severa fase di scrittura, dunque non meraviglia che la storia e i dialoghi siano estremamente interessanti, serrati, secchi e conditi (con grande maestria) di un insolito e piacevole humor. I personaggi sono rispettati e al tempo stessi canzonati, esaltati ma anche ritratti in maniera empatica.
Purtroppo l’azione che si è vista, nonostante le grandi prospettive e le grandi intenzioni risulta un po’ confusa, colpa di un montaggio estremamente frenetico delle inquadrature ravvicinate. Un peccato, perchè il modo poi con cui tali scene sono concepite e orchestrate è di tutto rispetto.
Infine menzione speciale per gli effetti sonori, solitamente la Cenerentola dei film, quasi sempre uguali a se stessi e alla lunga piatti e scontati, qui invece un sound department di tutto rispetto che include anche professionisti che hanno lavorato a Kill Bill (che aveva un grande sound) hanno fatto un lavoro mirabile.
In Star Trek XI infatti sembra proprio che sentiremo altri rumori rispetto al solito e questo dà ad ogni scena una “profondità” e una prospettiva diversa. Al cinema infatti i suoni determinano la consistenza degli elementi in scena. Per intenderci: mai sentiti cazzotti così dolorosi.

SPOILER
Ma venendo al dunque di seguito anticipiamo gran parte della trama (almeno quello che si può desumere dalle scene viste) oltre a dettagli su alcune sorprese più o meno note del film, percui siete avvertiti e procedete a vostro rischio e pericolo.

Trailer
Nelle sale da Natale il primo trailer lungo di Star Trek XI mostra, oltre al solito ammasso di effetti, botti e aziona casuale da trailer, un Kirk ragazzino scapestrato, una magnifica e impressionante Enterprise in costruzione e per un breve istante una scena di sesso della quale non si capisce però chi siano i protagonisti.

Scena n.1
Si vede un giovane Kirk che, in un bar che ricorda un po’ quello di Guerre Stellari dove Luke Skywalker incontra Han Solo, tenta di rimorchiare la xenolinguista Uhura e si fa coinvolgere in un rissa dove dimostra di essere un buon picchiatore. La rissa è interrotta da un alto ufficiale che parlando con Kirk ci rivela che le doti del futuro capitano erano già in luce all’epoca e lo invita ad unirsi alla flotta spaziale.

Scena n.2
Kirk frequenta la scuola ufficiali ma è sempre nei guai per il suo temperamento così alla prima emergenza dopo 3 anni a tutti viene data una nave per partire tranne che a lui. Per partire lo stesso però un amico che fa l’ufficiale medico gli inietta un piccolo virus così che in quanto malato possa caricarlo lo stesso sulla nave.
Nella scena dunque vediamo un Kirk pieno di reazioni fisiologiche assurde (mani gonfie, lingua addormentata…) che si muove freneticamente per la nave (nella quale sono tutti vestiti e pettinati in stile anni ’60) cercando di avvertire il comandante in capo che la missione di salvataggio alla quale sono stati chiamati in realtà è una trappola e lui lo sa bene perchè un trucco simile costò la vita a suo padre.
Lo vediamo anche entrare in contatto e scontrarsi verbalmente con il giovane Spock, il quale non è molto contento dell’approccio e del comportamento di Kirk.

Scena n.3
I romulani stanno trivellando Vulcano e l’equipaggio dell’Enterprise deve fermarli. In una diatriba però Spock (che è diventato intanto comandante in carico della nave) allontana Kirk su un pianeta nevoso (simile a Hoth di Guerre Stellari, e due!) nel quale incontra lo Spock del futuro, interpretato ovviamente dal sommo (e ormai vecchissimo) Leonard Nimoy.
Vediamo dunque come lo Spock anziano guidi Kirk in un antro dove sa che incontreranno Scottie (che come molti già sanno è interpretato da Simon Pegg) il quale è finito lì anch’egli in esilio per aver testato il suo ancora imperfetto sistema di teletrasporto sul cane di un ufficiale, perdendolo nello spazio.
A Scottie il vecchio Spock mostra le sue teorie future e gli spiega come fare a metterle a punto perchè, si intuisce, il teletrasporto serve e serve subito!
La scena finisce con il giovane Kirk che ammonisce il vecchio Spock perchè aver viaggiato nel tempo con il fine di modificare il presente e il vecchio Spock che dopo avergli risposto che alle volte si può fare (“me l’ha insegnato un amico“) lo saluta con il più classico dei “Lunga vita e prosperità“, accompagnato dal gesto rituale della mano (lacrime e applausi).

Scena n.4
Kirk, Sulu e un altro soldato sono mandati a disarmare la trivella che buca Vulcano mentre Spock è al comando della nave.
Nella scena di folle azione a mezz’aria vediamo le abilità di combattimento di Kirk e Sulu, scopriamo la tragica fine che farà Vulcano e abbiamo un assaggio dell’idea di suspence nelle scene di azione di Abrams che come in Lost si svolgono su più livelli alternati. Cioè il montaggio passa continuamente tra due luoghi nei quali accadono due cose fondamentali contemporaneamente, abbiamo così una scena di forte impatto per ciò che si fa (dai combattimenti, alla corsa contro il tempo), che si alternana ad una scena di altrettanto fortissimo impatto però emotivo. Nel caso specifico mentre Kirk combatte per spegnere la trivella (e non morire facendolo), Spock scopre che Vulcano sta per essere inghiottito da un buco nero e decide di abbandonare la nave per salvare i suoi genitori.
Qui vediamo anche l’irriconoscibile Eric Bana nei panni del cattivo di turno. Come spesso accade si tratta dei Klingon ritratti di nero vestiti in ambienti neri che fanno cose da cattivi. Un po’ un classico.
La cosa che più mi ha impressionato di questo spezzone però è l’iperbolica scena del teletrasporto finale di ritorno sulla nave specialmente per la tempistica, la sceneggiatura, le idee di regia e la realizzazione magistrale.


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