Moretti non aveva nascosto la sua intenzione di fare un festival più improntato sul privato che non sulla politica. Così è per una serie di film, tutti incentrati sul tema del lutto famigliare presentati negli ultimi giorni (Demain, Quemar las naves, Bitter and Twisted).
La perdita, però, non si declina solo nel senso della “morte”, ma anche della vera e propria “sparizione” delle persone care. E’ il caso del belga Unspoken (Non-dit) di Fien Troch. Nel film, una coppia di genitori perde la figlia Lisa, scomparsa senza lasciare traccia. Cinque anni dopo, i due non si danno pace, anche se il mondo va avanti: il padre, Lukas, risponde al telefono immaginando che dall’altra parte ci sia la figlia; la madre, Grace, crede di vederla per strada.
La regista utilizza molti primi piani, per poter scrutare i volti dei personaggi da vicino, e carpire ogni loro emozione. “Ho raccontato un dolore che non si esaurisce”, spiega, “ma continua: intimo, non espresso, incomprensibile per chi lo osserva dall’esterno”.
(Fonte: Cineuropa)