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Wall-e è meraviglioso, ma non così facile per i più piccoli

Di Davide Dellacasa

Wall-E Poster Italia

Dopo tanta attesa ho visto Wall-e il giorno stesso dell’uscita al cinema con il mio figlio più grande, 3 anni e cinque mesi. Per aggiungere un altro tassello al dibattito sul mancato successo del film devo dire che la mia esperienza al cinema con un bambino di quell’està che era già stato al cinema molte volte è stata tutt’altro che facile.

Il piccolo non si è goduto tutta la prima parte del film non tanto perché è muto ma, secondo me, semplicemente perché personaggi e ambientazioni sono difficili da comprendere. I personaggi non sono grossi e colorati e le ambientazioni non magiche come quelle di un mondo sommerso (vedi Nemo) o riconoscibili come una foresta o la savana del Re Leone.

Se la visione del primo tempo è sofferta, anche l’introduzione degli umani, delle situazioni meno poetiche e più immediatamente divertenti/esilaranti e dei tanti altri personaggi nel secondo tempo, arriva quando un bimbo è già stanco e, vedendo il film al cinema in un ambiente che comunque ne costringe l’esuberanza, vuole andare a casa.

Ho condiviso (e se ci fosse qualcuno in ascolto vorrei leggere qualche opinione al merito anche qui) questa sensazione con altri genitori di bambini della stessa fascia di età e, vista la mia esperienza, non ho certo avuto argomenti validi per contraddire la convinzioni di chi ha deciso di non portare i suoi al cinema. Il film è fantastico e rivissuto a casa attraverso i libri e i giocattoli, è già entrato nell’immaginario di mio figlio, ma la visione cinematografica è un altro discorso.

Tornando al dibattito sul potenziale del film e sul suo ipotetico insuccesso non credo che questo nuovo capolavoro della Pixar visto al cinema sia facile per un bambino con meno di 5 anni di età e questo, molti genitori, lo hanno percepito in anticipo.

Insisto sul visto al cinema perché non credo che parlando di film (anche) per bambini si possa prescindere dal considerare l’esperienza cinematografica nel suo complesso un tutt’uno col film. Per un bambino piccolo andare al cinema è un’esperienza complessiva in cui il film svolge un ruolo fondamentale ma non esaustivo e se il film non ha un certo tipo di presa gli aspetti negativi (il buio, i vincoli al movimento, il non poter parlare) finiscono inevitabilmente per prendere il sopravvento.

Wall-e è splendido, delicatissimo e raffinatissimo ma essendo più complesso ha bisogno di un tempo di metabolizzazione più lungo per essere percepito dai bambini piccoli e quindi è più difficile da vedere in sala rispetto ad un Kung Fu Panda che coglie immediatamente nel segno. E non per raffinati momenti di sceneggiatura, ma perché i personaggi sono grossi, colorati e fanno cose immediatamente percepibili come buffe.

Tant’è vero che all’asilo i bambini in questa fascia di età si contendono aspramente il poter dire: “io sono Po”, “no, io sono Po”.

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