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Quantum Of Solace Junket – Day 2

Quantum Of Solace Junket – Day 2

Di Gabriele Niola

La prima prova del secondo giorno mi butta subito nel vivo, le interviste a Daniel Craig e Marc Forster sono palesemente un espediente per misurare la nostra capacità di estorcere informazioni solo con l’arte della retorica.

Marc Forster non sembra il classico regista di film d’azione e infatti non lo è, si presenta con una tenuta radical chic, giacca jeans e sciarpetta leggera al collo. Ha decisamente un’aria facilmente intellettuale da salotto buono, sembra leggermente intimorito dalla presenza di tanti giornalisti e dei microfoni.
Certo non sempre la personalità di un regista si riflette nel mood dei film che fa, tuttavia se dovesse essere così Quantum Of Solace avrebbe un Bond romantico, disperato e straziante.

Di tutt’altro tono l’incontro con Daniel Craig il quale si presenta con un tutore al braccio causa una slogatura della spalla. Per intimorire i miei avversari nella corsa al ruolo di miglior giornalista/agente segreto spargo la voce che gli ho provocato io quella slogatura in un incontro/scontro al bagno. La cosa fa effetto.
Contrariamente a quanto tutti ci aspettavamo Craig è veramente un tipo divertente e alla mano, scherza di continuo, ride ad alta voce ed è molto autoironico. Mi stupisce come si percepisca un forte attaccamento al ruolo di Bond.

Il pranzo è ai mitici Pinewood studios dove sono stati girati tutti i Bond più metà dei film britannici e alcuni film americani (Superman, Eyes Wide Shut, Batman…), mangiamo in un grande ambiente che ricorda la clubhouse di un circolo di Golf con interni in legno e poltrone che sembrano usciti da Match Point. Al tavolo con noi il produttore esecutivo degli ultimi 007 e storico assistente alla regia (tra gli altri anche di Lynch per Elephant Man), il quale ci riempie di aneddoti.
Sembra proprio una di quelle scene di transizione dei film di Bond quelle nelle quali l’agente segreto ancora non è riconosciuto dai suoi nemici come tale e si reca a queste occasioni mondane per raccogliere informazioni.

Segue il tour dei Pinewood Studios assieme alla guida. Visitamo i luoghi cult dei precedenti film di 007 e la mostra For Your Eyes Only in cui io capisco che è il momento di scoprire che una delle ragazze del tour è in realtà del controspionaggio e soprattutto di sedurla con modi raffinati e cosmopoliti attraverso giochi di sguardi tra i cimeli.

Sorvolando sull’esito della prova e i danni fisici riportati mi dico che non tutto è perduto, domani c’è il test alla guida dell’Aston Martin.

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