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L’intervista esclusiva a Marc Forster dal Junket di Quantum Of Solace

Di Gabriele Niola

Quantum of Solace 007 Marc Foster

La cosa veramente interessante di Quantum Of Solace sarà vedere un regista come Marc Forster alle prese con un film indubbiamente d’azione, anche più del precedente Casino Royale.
Forster infatti non è certo un regista di action movie, viene da esperienze come film indipendenti (Monster’s Ball), film drammatici tratti da libri (Il Cacciatore di Aquiloni) e commedie amare dallo spunto originale (Vero come la Finzione). Quantum Of Solace sarà dunque il primo film di Marc Forster ad essere centrato sull’azione e già dai primi trailer sembra anche azione di grande qualità.

E non si presenta nemmeno come un regista di action movie, anzi! E’ molto dimesso nei modi, sebbene sicuro di se stesso come tutti coloro i quali sono abituati ad avere la responsabilità finale delle proprie opere. Sa quello che vuole, sa bene quello che ha fatto e cosa gli interessava in un’esperienza tanto diversa dal suo solito come un film di 007.

Quando gli ho posto la prima tra le domande più votate su ScreenWEEK.it cioè come abbia affrontato il fatto che il suo film di 007 sia l’unico a dover fare i conti con la continuità della trama da quello precedente non si è trattenuto nè si è sforzato di sintetizzare i concetti.

Ho sempre pensato che sarebbe stato molto difficile e quindi una vera sfida avere l’opportunità di non dover partire da zero con la trama. Ora d’improvviso James Bond si ritrova vulnerabile perchè ha perso ciò a cui tiene di più, la persona che amava alla fine di Casino Royale. E questo per me è una grande opportunità.
Ho parlato molto anche con Daniel
[Craig] su come sviluppare questa possibilità e far evolvere il personaggio. Il bello è stato proprio il fatto di poter estendere 007, dargli una nuova profondità diversa dal passato.

E poi mi ha dato anche la possibilità di tirare dentro di più M che mi sembra un grandissimo personaggio: l’unica donna del suo mondo per la quale non ha un interesse sessuale. Anche perchè ho sempre avuto l’ìmpressione che negli altri film Judy Dench fosse sottoutilizzata, è così una grande attrice! Mi piacerebbe anche solo sentirla leggere l’elenco del telefono.
Quindi ho inserito più scene con lei perchè non avevamo mai visto Bond interagire con una vera donna senza che ci sia del sesso di mezzo”.

A quel punto non potuto non far notare che in fondo non aveva davvero risposto alla mia domanda che era più centrata su come operare un racconto di Bond (che da sempre è legato ad una struttura abbastanza fissa) dovendo continuare qualcos’altro, un film diretto da un’altra persona che ha un altro stile e che magari parte del pubblico non ha visto. E al secondo tentativo ho ricevuto soddisfazione.

Non ho ripreso Casino Royale dal punto in cui era finito ma dallo stato d’animo in cui aveva lasciato James Bond. Così ho dovuto avere a che fare solo con gli ultimi 3 minuti del film, quando ormai ha perso Vesper, che poi era l’unica cosa che mi interessava davvero.
In fondo tutto quello che è stato prima lo abbiamo già visto negli altri 21 film di 007! Ma perdere l’unico amore della sua vita, quella è la cosa fondamentale da portare avanti
“.

E come è stato lavorare con Giancarlo Giannini?

Fantastico! Voglio dire, è una leggenda! Io ho sempre amato i film fatti con Lina Wertmuller come Travolti Da Un Insolito Destino Nell’Azzurro Mare D’Agosto o Pasqualino Settebellezze, ha fatto delle opere veramente stupende ed è capace di essere allo stesso tempo così divertente eppure così emotivo.
Ma la cosa migliore di Giancarlo è che ha davvero un cuore grande ed è innamorato del lavoro che fa. E’ meraviglioso vedere un attore che ha lavorato così tanto per così tanto tempo e che ancora ama la sua professione
“.

E ora correte a leggervi l’intervista SEMPRE IN ESCLUSIVA rilasciata da Daniel Craig a noi di ScreenWEEK.it… il fiume di news in arrivo da Quantum of Solace non si è ancora fermato! !

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