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Le Aston Martin di Quantum Of Solace, la prova su strada

Di Gabriele Niola


Da Londra ci vuole un’ora e mezza per arrivare al tracciato privato dell’Aston Martin dove la casa fa i test alle macchine, una distesa immensa di terra e verde contrappuntata da tracciati misti simili a quelli dei rally di montagna e alcuni ovali.
Sono 30 i tracciati ma a me sarà consentito correre su 3 di essi: 2 misti e un ovale. Due volte mi sarà concesso di guidare e una volta farò il passeggero. Guiderò una V8 una DBS e sarò passeggero su una DB9, la macchina usata per Quantum Of Solace.

Su questi tracciati vengono girati molti film e in uno è stata girata la scena dell’incidente con la macchina di Casino Royale.

Solitamente in queste occasioni le raccomandazioni si sprecano ma quando arriviamo un responsabile ci accoglie, ci spiega tutto e conclude dicendo: “Ci aspettiamo che guiderete un po’ più spediti di come fate in città, ricordate che qui non abbiamo limiti di velocità!

Si inizia con l’ovale, di quelli inclinati. In macchina con me c’è un istruttore e mi mostra una volta il tracciato toccando i 240 Km/h (di più non si può senza casco) con una naturalezza impressionante. Io non batto ciglio e mi dico abituato a queste cose: “In fondo sono italiano!” (risate generali).
Accosta e ci scambiamo di posto.
La macchina è una V8 con guida a destra e cambio sequenziale al volante, dunque niente leva del cambio e niente pedale della frizione, cosa che mi avvantaggia. Non nascondo che non avevo mai viaggiato a quelle velocità e avevo provato un certo senso di timore durante le fasi in cui guidava l’istruttore ma mi sono detto che se c’è una caratteristica che riassume tutta la vita di un agente è “l’abitudine a spingere in avanti i propri limiti” e di certo non volevo essere da meno.

Il giro non è duro, non ci sono curve e devo solo stare attento ad andare dritto, mi abituo presto e arrivo tranquillamente anche io ai 240 sulle curve paraboliche.

Dopo questo test preliminare tocca alla prova da passeggero sulla DB9, un altro autista mi porta sul tracciato misto dove mi chiede di avvertirlo se ho paura. E io ovviamente gli dico di esagerare pure, non sono certo il tipo che si spaventa io: “Sono italiano!” (ride anche questo).
Gli dico di esagerare pure e chiaramente lui esagera, fa il tracciato a velocità che non avevo mai testato, passando anche nel punto preciso che si vede nella scena notturna di Casino Royale, dove c’è il dosso che fa fare il salto alla macchina, momento che arriva così inaspettato da farmi uscire inavvertitamente dalla bocca un romanissimo e molto poco bondesco “AHO!” per la sorpresa di stare sospeso in aria a 200 all’ora.

Ritorniamo e prima della prova finale c’è il pranzo. Inavvertitamente finisco al tavolo dei piloti, ma fingo che sia voluto. Con me c’è il collega tedesco, il quale non solo non ha voluto guidare perchè è troppo che non guida una macchina ma imbastisce anche un discorso sulle auto elettriche dove si guadagna il disprezzo dei piloti. Non si è mai visto un agente segreto rispettoso dell’ambiente.
Io invece noto che i piloti, ci stanno mettendo in difficoltà raccontandosi a vicenda storie su loro imprese automobilistiche, esibendo cicatrici incredibili. Qualcosa devo dire non posso fare la figura del pivello in campo internazionale!

Allora mi tiro leggermente su le maniche lasciando intravedere una bella cicatrice che alla sola vista fa cadere ogni altro discorso gettando i piloti nel silenzio rispettoso. Ovviamente non ho specificato che me la fece mio fratello al parco spingendomi per errore contro una panchina che aveva una parte sporgente appuntita. Non serviva…

Quando arriva il mio turno per la guida nel misto sono abbinato ad un istruttore anziano, una vera vecchia volpe. Durante il primo giro guida lui e mi dà consigli e istruzioni su come prendere ogni curva, ovviamente arrivato alla terza già ho dimenticato tutto. Ci fermiamo alla fine del giro e ci scambiamo.

Dei due giri che posso fare il primo è obiettivamente molto timoroso, il tracciato (come si vede in Casino Royale) non è molto largo e stando sulla destra sono un po’ sbilanciato, fortunatamente però la potenza della macchina mi consente di fare tutto stando sempre in quarta. Mi tengo su una media di circa 60 Km/h per il primo giro e di 70 Km/h per il secondo che calcolando la rapidità con cui si susseguono rettilinei e curve è abbastanza elevata. Mi guadagno in un paio di punti anche dei gesti di ammirazione dell’istruttore, il quale una volta rientrati fa un eloquente gesto all’organizzazione: credo che ormai i giochi siano fatti e per Bond23 non ci sia più posto per Daniel Craig.

Non sono mancati ovviamente i video che pubblicheremo più in là nella settimana…

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