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Chuck Norris, anche l’America ha il suo kung fu

Di Gabriele Niola


Se le vere arti marziali cinematografiche escono dall’Asia con Bruce Lee che porta un nuovo modo di “lottare sullo schermo” in America, il primo e più grande interprete marziale statunitense è sicuramente Chuck Norris.

Non a caso Norris viene introdotto al cinema proprio da Bruce Lee che dopo averlo conosciuto nel 1970 ad un’esibizione di arti marziali lo vuole due anni dopo come principale antagonista in L’Urlo di Chen Terrorizza Anche L’Occidente, nella famosa scena finale nel Colosseo. Dopo quel battesimo del fuoco, incredibile ma vero, Chuck Norris si ritira per studiare recitazione e negli anni ’80 diventa un’icona del cinema di azione a basso costo.

Norris è un vero esperto di arti marziali, uno dei più grandi maestri che abbiano realizzati film eppure non ha un corpo cinematografico. La sua presenza nella storia del cinema d’arte marziale è d’obbligo più per il successo di pubblico e per la capacità, in un modo o nell’altro, di imporsi nell’immaginario collettivo (anche se più per le componenti trash della sua produzione) che per l’effettivo solco lasciato nell’evoluzione del genere.

Avrebbe tutto quello che serve, ma gli manca la spettacolarità. La sua è un’arte marziale efficace e potente ma non comprende il valore della coreografia e dell’iperbole. I suoi film non mostrano le estensioni del corpo, non mettono in scena i limiti estremi del genere umano nè portano sullo schermo una qualche forma di controllo stupefacente del fisico. Hanno sicuramente il pregio di cominciare anche in America un’ibridazione tra azione ed arti marziali, diventando in breve (Missing In Action è uno dei primi) film d’azione o di guerra con solo marginalmente delle arti marziali, ma nulla di più.

La stagione di Norris non a caso dura circa un decennio lasciando quasi nessun segno nel modo in cui si possano intendere le arti marziali al cinema, eppure negli anni ’90 Chuck trova la vera fama mondiale grazie alla serie tv Walker Texas Ranger, durata 8 stagioni e replicata di continuo da noi come in patria. Praticamente ininfluente a livello di arti marziali su schermo (anche perchè interpretata da un ormai cinquantenne).

Inutile infine dire del recentissimo ritorno di fama di cui ha goduto grazie alla rete e ai Chuck Norris Fact, dimostrazione ulteriore di come la componente più in vista di Chuck Norris sia e sia sempre stata non tanto la presenza sullo schermo quanto la capacità di imporsi come maschera monoespressiva di un autentico cinema di seconda fila.


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