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Svelati i film di Venezia, un’edizione sottotono

Svelati i film di Venezia, un’edizione sottotono

Di Gabriele Niola


Comincia il secondo mandato Müller. Dopo 4 anni di gestione invidiabile per come ha saputo trasmettere una visione di cinema moderna e portare sui giornali e ad un pubblico più ampio di quello dei soli appassionati (anche se non grande come quello che affolla le sale cittadine) le rivoluzioni che il nuovo cinema d’oriente ci ha regalato a cavallo del millennio, Müller si trova a dover trovare nuove motivazioni e dare vita ad altri 4 anni mostra che sappiano essere all’altezza dei precedenti.

UN’EDIZIONE SOTTOTONO
Certo la 65esime edizione del Festival d’Arte Cinematografica di Venezia è evidentemente un’edizione sottotono quella di quest’anno, pochi i nomi di grande richiamo e tutti concentrati in Burn After Reading, il film dei fratelli Coen, che aprirà la mostra fuori concorso.
Questo non vuol dire nulla a livello filmico (i meno noti possono essere migliori dei noti) ma vuol dire forse a livello di concorrenza. Tocca vedere se i nomi importanti li sfodereranno i festival limitrofi (Toronto e Roma).
Certo anche le uscite non hanno aiutato per non parlare dello sciopero degli autori: “Uno dei risultati dello sciopero è stato lo slittamento progressivo delle date di uscita a dicembre se non a gennaio o febbraio da che dovevano essere buone per noi” ha detto Marco Müller “Dunque ci troveremmo a presentare film che poi escono dopo 6-7 mesi e nessuno vuole rischiare la pirateria per un film che esce dopo così tanto, anche perchè si potrebbe sospettare un nostro dolo

GLI ITALIANI
L’organizzazione ha fatto gran vanto dell’essere riuscita a riunire tutti i differenti umori del nostro cinema attraverso diverse pellicole: “Ai 4 italiani in concorso va aggiunto anche il film di Paolo Benvenuti che è fuori concorso ma è straordinario ed è fatto come il cinema che si pensa non si possa più replicare
Il conto completo invece è di 14 pellicole italiane, 13 lunghi e un corto di Monicelli, un documentario su sul rione Monti di Roma.

IL CINEMA NOMADICO
La parte più interessante della conferenza tuttavia è stata probabilmente quella in cui Müller ha espresso la sua visione per i prossimi anni del Festival. Ha parlato di cinema nomadico, di un Festival di Venezia che non vuole essere un atlante del mondo, che non vuole cioè rappresentare ogni paese ma la vivacità culturale del sistema cinema, anche a rischio di non avere nessun film per una nazione e tantissimi per un’altra.
Tra le molte novità di quest’anno c’è il ritorno del cinema africano con due opere con cui ci toccherà fare i conti a lungo. E’ presente il cinema delle Filippine, una delle cinematografie che non hanno conosciuto la modernità necessaria al cinema con cui noi abbiamo fatto i conti (da Renoir a Rossellini e Hitchcock) e che ha potuto reinventare un suo percorso. Non è quindi un caso che per il secondo anno consecutivo un film di un regista filippino chiuda la sezione Orizzonti e il film non è in concorso solo perchè dura 6 ore, se ne facesse di tre ore lo prenderemmo volentieri“.

Müller non vuole neanche sentire parlare poi di una tematica comune per i film della mostra: “Il nomadismo culturale come condizione di vita in un mondo globalizzato vuol dire anche rendersi porosi e essere parte di un processo osmotico che esiste da migliaia d’anni in cui le culture vivono in un rapporto simile a quello delle onde nel mare, ognuna è diversa ma parte di un tutto“.

Ad ogni modo ammette il curatore “ciò che ci stupisce è l’alta presenza di film che parlano in prima persona di tematiche giovanili. Io non credo nel cinema giovanile (De Oliveira con i suoi 100 anni è più giovane di tanti esordienti) ma comunque la condizione giovanile si affaccia come uno dei temi più importanti“.

RETROSPETTIVE
Ci sarà un programma elaborato da Tatti Sanguinetti di film storici, un modello secondo l’organizzazione di come poter lavorare con le cineteche come quelle di Bologna o Milano.
Ci sarà un’altra proiezione (dopo quella di Roma) di La Rabbia di Pasolini e Guareschi e subito dopo il film sarà distribuito nelle sale. E ci sarà un interessante montaggio a cura di Carlo Di Carlo di alcuni dei più splendidi interventi in televisione di Antonioni (con Costanzo, Baudo o la Carrà).
Infine sarà riproposto come annunciato Yuppi Du e Celentano farà la prima conferenza stampa in 15 anni.

IL NUOVO PALAZZO GRANDE
C’è spazio infine anche per Paolo Baratta, direttore del Festival, il quale annuncia che cominciano i lavoro per il nuovo Palazzo Grande il quale vedrà la luce nell’edizione del 2011 e sarà un multisala (2.500, 480 e 250 posti) attrezzato con le tecnologie più moderne.
Non manca poi la coda polemica con Roma e le affermazioni di Rondi sui Festival che non permeano la città: “A chi dice che a Venezia manca la città rispondo che noi vendiamo 20.000 biglietti tra S.Polo e Mestre per un totale finale di 110,000 biglietti a mostra. Dunque non si può dire sia un fenomeno isolato o isolano“.

FILM IN CONCORSO:
Darren Aronofsky The Wrestler – Usa, 105‘
Mickey Rourke, Marisa Tomei, Evan Rachel Wood

Guillermo Arriaga The Burning Plain – Usa, 147’
Charlize Theron, Kim Basinger, Joaquim de Almeida

Pupi Avati Il papà di Giovanna – Italia, 104’
Silvio Orlando, Alba Rohrwacher, Francesca Neri, Ezio Greggio, Serena Grandi

Marco Bechis BirdWatchers – Italia, 108’
Claudio Santamaria, Alicélia Batista Cabreira, Chiara Caselli, Abrisio Da Silva Pedro

Patrick Mario Bernard, Pierre Trividic L’Autre – Francia, 97’
Dominique Blanc, Cyril Gueï, Peter Bonke, Christèle Tual

Kathryn Bigelow Hurt Locker – Usa, 131’
Ralph Fiennes, Guy Pearce, David Morse, Jeremy Renner

Pappi Corsicato Il seme della discordia – Italia, 85’
Caterina Murino, Alessandro Gassman, Martina Stella, Michele Venitucci, Isabella Ferrari

Jonathan Demme Rachel Getting Married – Usa, 116‘
Anne Hathaway, Debra Winger, Rosemarie Dewitt, Bill Irwin, Tunde Adebimpe

Haile Gerima Teza – Etiopia / Germania / Francia, 140’
Aron Arefe, Abiye Tedla, Takelech Beyene

Aleksey German Jr. Bumažnyj soldat (Paper Soldier) – Russia, 116’
Chulpan Khamatova, Merab Ninidze, Anastasya Shevelyova

Semih Kaplanoglu Süt – Turchia / Francia / Germania, 102‘
Melih Selcuk, Basak Koklukaya

Takeshi Kitano Akires to kame (Achilles and the Tortoise) – Giappone, 119’
Beat Takeshi, Kanako Higuchi, Yurei Yanagi, Kumiko Aso

Hayao Miyazaki Gake no ue no Ponyo (Ponyo on Cliff by the Sea) – Giappone, 101’
animazione

Amir Naderi Vegas: Based on a True Story – Usa, 102‘
Mark Greenfield, Nancy La Scala, Zach Thomas

Mamoru Oshii The Sky Crawlers – Giappone, 122’
animazione

Ferzan Özpetek Un giorno perfetto – Italia, 95’
Isabella Ferrari, Valerio Mastandrea, Valerio Binasco, Nicole Grimaudo, Stefania Sandrelli

Christian Petzold Jerichow – Germania, 93’
Nina Hoss, Benno Fürmann, Hilmi Sözer

Barbet Schroeder Inju, la Bête dans l’ombre – Francia, 105’
Magimel Benoît, Minamoto Lika, Shun Sugata, Maurice Bénichou, Ryo Ishibashi

Werner Schroeter Nuit de chien – Francia / Germania / Portogallo, 110’
Pascal Greggory, Bruno Todeschini, Amira Casar, Jean-François Stevenin

Tariq Teguia Gabbla (Inland) – Algeria / Francia, 140’
Kader Affak, Ines Rose Djakou, Ahmed Benaïssa, Fethi Ghares, Kouider Medjahed, Djalila Kadi-Hanifi

YU Lik-wai Dangkou (Plastic City) – Brasile / Cina / Hong Kong/Cina / Giappone, 118’
Joe Odagiri, Anthony Wong, Huang Yi, Jeff Chen

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