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Ken il Guerriero, La Leggenda di Hokuto

Di Gabriele Niola

Ken Il Guerriero La Leggenda di Hokuto Poster Italia 1Regia: Takahiro Imamura
Cast: Hiroshi Abe, Kou Shibasaki, Akio Ôtsuka, Hôchû Ôtsuka, Kenyû Horiuchi, Takashi Ukaji
Durata: 90 minuti
Anno: 2006

Come accadde già l’anno scorso con Il Castello Di Cagliostro la Mikado fa fare un giro nelle sale cinematografiche ad un’importante uscita in Home Video, si tratta del primo di 5 lungometraggi realizzati negli ultimi anni per rileggere il mito di Ken.
Dopo La Leggenda di Hokuto infatti toccherà a La Leggenda Julia, La Leggenda di Raoul, La Leggenda di Toki e infine la Leggenda di Kenshiro. Solo il primo però vedrà il buio della sala come volano per l’uscita della nuova serie.

Si tratta di una rilettura del mito originale che vuole dichiaratamente soffermarsi di più sui sentimenti modificando qua e là la trama (inserendo anche personaggi inediti) per esigenze di sintesi (5 lungometraggi non equivalgono comunque a una serie televisiva o di fumetti).

In questo primo film vediamo brevemente narrato lo scenario nettamente attualizzato. Le guerre sono state lunghe, hanno debilitato il mondo per molto tempo e allo stesso modo di come accade oggi (è scomparso il passato ridente e naturalistico tipico dei ricordi dei protagonisti, ora anche il passato è diroccato e sabbioso) e solo alla fine è arrivata la distruzione definitiva che ha reso il mondo l’ammasso di sabbia e deserti tipico della serie.

Si salta poi tutto per arrivare ad un punto molto avanzato della storia ovvero lo scontro con Sauzer la più potente delle 6 stelle Nanto. Le altre stelle non sono mostrate (anche se c’è un breve accenno) ad eccezione di Shu della benevolenza, il cui apporto fondamentale alla scena del duello tra Ken e Sauzer sulla piramide non poteva essere evidentemente trascurato.
E’ molto sottolineato il dualismo Nanto/Hokuto rappresentato da quello tra le armate di Sauzer e di Raoul contrapposte nella ricerca del dominio della terra.

Infine una delle cose più importanti è quanto sia più ambigua la figura di Raoul. La serie tradizionale costruisce con molta calma le mille sfumature del fratello maggiore, erede mancato della scuola di arti marziali, assetato di potere ma in fondo colmo di sentimenti sopiti da un’educazione colma di violenza, responsabilità e frustrazione.
In La Leggenda di Hokuto Raoul è presentato subito sotto doppia chiave: spietato signore della guerra assetato di potere ma anche benefattore nonchè uomo innamorato di un suo generale (una figura inventata per l’occasione).

Il film alla fine non è granchè, non solo inferiore alla serie ma anche all’altro lungometraggio del 1986. L’attenzione sui sentimenti si traduce in una semplificazione della storia e del modo di raccontare originale che non trascurava il sentimentalismo ma lo faceva passare in maniera più subdola attraverso le azioni dei personaggi e non attraverso le parole.
Quanto alla riscrittura di parte della trama occorrerebbe vedere anche gli altri film per giudicare ma sembra l’ennesimo riracconto. Anche il già citato lungometraggio del 1986 del resto aveva un finale radicalmente diverso dall’originale e era incentrato sulla figura di Lynn. Il mito di Kenshiro e di Hokuto viene continuamente riscritto dai propri autori, cosa che da un lato può infastidire ma dall’altro ribadisce come la storia in sè sia la vera rielaborazione postmoderna della tradizione animista millenaria asiatica (in Ken si trova anche molta cultura cinese) dove lo spiritualismo passa per l’arte marziale e male e bene non sono mai in un rapporto di opposizione dialettica ma sempre in uno di compenetrazione.

Lo scenario postatomico è spostato sempre più in avanti e le condizioni che hanno condotto la società a quel punto cambiano di volta in volta pur mantenendo fisso il risultato. E in tutto questo la figura para-messianica di Kenshiro, il tradizionale guerriero dal cuore calmo destinato a riportare ordine nel caos, incrocia relazioni sempre diverse con i propri fratelli (Raoul sopra a tutti, che dovrebbe essere la sua parte speculare) e con il mondo che lo circonda.


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