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Wanted, la scelta delle locations

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Terzo appuntamento con il nostro viaggio nel pressbook di Wanted!

Dopo aver dato un’occhiata alla genesi del film e una alla scelta del cast, oggi ci occupiamo della scelta delle locations della pellicola. Quindi che dire? Buona lettura e a domani con la 4° parte…

In entrambi il libro a fumetti e la sceneggiatura di WANTED, i personaggi si muovono in un mondo che, a prima vista, assomiglia al nostro, ma osservandolo meglio, in realtà è un mondo distorto, alterato, solo parzialmente reale. I personaggi che lo popolano si muovono al suo interno in modo quasi soprannaturale.
Per riuscire a realizzare questa visione, i filmmakers si sono rivolti allo scenografo pluripremio Oscar, che ha molta esperienza di dimensioni surreali sul grande schermo: John Myhre.
Myhre dichiara: “Sono rimasto letteralmente sedotto da Bekmambetov in circa 15 secondi, è una delle persone più creative che abbia mai incontrato. Ha 3000 idee per ogni cosa, ed è stato veramente molto soddisfacente parlare con un filmmaker così entusiasta”.

Girare a Praga

Nonostante il film abbia luogo a Chicago, Praga è stata scelta come il luogo della fotografia principale di WANTED. Diverse ragioni spiegano questa scelta. A causa della quantità di film girati a Chicago nello stesso momento, questa produzione avrebbe avuto poco spazio, poca libertà di movimento. Per far fronte a questo limite, avremmo dovuto costruire molti set, ma il nostro budget non lo avrebbe consentito.
Platt commenta: “Nonostante non sia stato facile girare altrove un film come WANTED—ricreando in un’altra città intere aree di Chicago— alla fine Praga si è rivelata il luogo migliore dove girare. Offre spazi molto ampi, inoltre è vicina a Mosca, dove ci recavamo costantemente per creare gli effetti del film”.
Bekmambetov aveva lavorato a Praga per due anni prima di tornarvi per girare WANTED, quindi conosceva bene le location disponibili, e questo ha costituito un altro vantaggio. Il look degli esterni e degli interni di Chicago doveva essere postindustriale, un miscuglio di travi d’acciaio, chiodi, una solida architettura e costruzioni in mattoni, che Myhre e la sua squadra di validi artigiani hanno ideato con creativa omogeneità. Secondo il supervisore alle location MICHAEL SHARP: “Avevamo bisogno di uno spazio con un minimo di tre piani per ospitare il Telaio, ma c’era bisogno anche del maggior numero di interni possibile in un solo spazio. Siamo finiti in un vecchio zuccherificio, che risale al 1914 e che è stato in funzione fino al 1956. Aveva un’architettura piuttosto neutra che andava bene con le diverse fasi del film, ed era abbastanza profondo e spazioso per ospitare le cinque diverse location, compreso il magnifico set del Telaio del Fato. Ogni pezzo di pavimento della fabbrica è stato puntellato e rinforzato, per contenere le due tonnellate e mezzo di attrezzi e strumenti relativi alle varie sequenze, senza dover cambiare il look da cima a fondo”.
Riprodurre alcune zone di Chicago all’interno in una fabbrica di zucchero della Belle Époque, ha costituito non poche difficoltà per Myhre: “Abbiamo fatto un po’ di modifiche e spostato alcune scene all’interno, così abbiamo potuto fare girare nel modo migliore a Chicago. Bekmambetov voleva che il film avesse un’atmosfera americana, pur conservando una certa sensibilità tutta europea, assicurata dalla location di Praga. Abbiamo potuto sintetizzare gli aspetti migliori dei due mondi, mescolando il vecchio con il nuovo, che in fondo è il tema che caratterizza tutto il film”.
Poiché Bekmambetov desiderava girare e subito dopo creare gli effetti, era importante che il dipartimento artistico e quello degli effetti visivi fossero in sintonia e in costante comunicazione. Il produttore degli effetti visivi JON FARHAT spiega: “Abbiamo contato sul talento e sulle risorse di John Myhre; i suoi disegni hanno fornito la base dei nostri effetti visivi, del modeling e del look della Confraternita, del monastero e di tutti gli interni”.

To Be Continued…


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